Firme per la scuola, ‘riaprite le Medie’
La petizione del Gruppo genitori ha già raccolto 450 sottoscrizioni. Destinata al governo, chiede la riapertura del presidio educativo a decorrere dal 2027/28
di David Leoni
La Valle Verzasca non si arrende e sta battendo con forza la strada che si vorrebbe portasse alla riapertura della sottosede di scuola media di Brione Verzasca a decorrere dal prossimo anno scolastico, 2027/2028. Lo chiede, stavolta, con una petizione popolare, il locale Gruppo genitori che auspica, altresì, l’avvio di “un percorso decisionale chiaro, trasparente e verificabile” da parte del Decs. La petizione – si legge nel documento – “nasce dalla convinzione che la scuola di Brione Verzasca non costituisca soltanto una soluzione organizzativa, ma rappresenti un presidio educativo e territoriale di particolare importanza per la Valle Verzasca, per le famiglie e per i giovani che vi abitano, nonché un elemento di equilibrio per l’intero comprensorio scolastico (...) In questo quadro, la presenza di un’offerta scolastica adeguata nelle regioni periferiche deve essere valutata non soltanto in termini numerici, ma anche alla luce delle sue ricadute educative, sociali e territoriali”.
Come già riportato in queste pagine, lo scorso 30 giugno il Consiglio di Stato ha confermato la sospensione dell’attività della sede succursale di Brione Verzasca motivando la sua decisione “con il numero contenuto di allievi domiciliati in Valle e considerazioni di carattere pedagogico, organizzativo e finanziario. Nella medesima decisione, tuttavia, il governo cantonale ha espressamente precisato che tale scelta è legata alle circostanze attuali e non pregiudica le valutazioni future, annunciando un nuovo esame della situazione e mantenendo in essere il contratto d’affitto degli spazi scolastici proprio per preservare la possibilità di una futura riattivazione”. Il Municipio, in particolare, si è attivato per poter rilanciare la sede a più livelli. In pratica, secondo i petizionisti, “l’interesse delle famiglie esiste e supera i soli confini della Valle. La raccolta di adesioni promossa nell’ambito degli approfondimenti effettuati ha registrato manifestazioni d’interesse per più anni scolastici, con una partecipazione significativa anche di famiglie residenti sul Piano. Tale elemento conferma che Brione Verzasca può essere considerata all’interno di una visione comprensoriale più ampia e non esclusivamente quale soluzione riservata agli allievi domiciliati in Valle”.
Il ‘no’ del governo, a detta del Municipio, appare come “un segnale poco edificante nei confronti delle piccole realtà comunali e vallerane. In un cantone composto da identità, territori e sensibilità diversi, le zone periferiche non possono essere considerate solo quando fa comodo evocarle nei discorsi pubblici. Esse meritano ascolto, coerenza e decisioni capaci di riconoscere il loro valore sociale, educativo e territoriale”. Anche le famiglie e i loro rappresentanti hanno sottolineato come la questione non riguardi soltanto l’apertura o la chiusura di un edificio, bensì il modello di scuola e di territorio che si intende costruire. Una sede scolastica in Valle favorisce prossimità, coesione sociale, radicamento delle famiglie, attrattività residenziale e contrasto allo spopolamento; può inoltre contribuire a una distribuzione più equilibrata degli allievi nel comprensorio, purché l’organizzazione venga costruita con criteri chiari e condivisi”.
Il peso di una decisione negativa sulla vita della comunità
In questo scenario, la rinuncia a un plesso scolastico non è mai un fatto neutro. È spesso il primo segnale di un territorio che smette di essere abitato e inizia a essere solo attraversato. “La popolazione – si legge ancora nel testo – è consapevole che una decisione di riattivazione deve poggiare su presupposti pedagogici, organizzativi e finanziari sostenibili. Proprio per questo ritiene indispensabile che tali presupposti siano resi noti in anticipo, in termini concretamente misurabili, e che il percorso di verifica si svolga secondo scadenze compatibili con le esigenze delle famiglie, delle direzioni scolastiche e del Comune”. Le richieste al Consiglio di Stato sono dunque chiare: “Considerare concretamente, nell’organizzazione della sezione staccata, anche l’interesse manifestato dalle famiglie della Valle e del Piano, adottando una visione comprensoriale dell’offerta scolastica; riconoscere e ponderare adeguatamente il valore educativo, sociale e territoriale della presenza di una scuola media in Valle, accanto agli aspetti numerici, organizzativi e finanziari; riattivare, sulla base di tali elementi, la sottosede di scuola media di Brione Verzasca a partire dall’anno scolastico 2027/2028”.
Da noi contattata per un aggiornamento alla situazione, la prima firmataria Romina Candolfi-Vanoni conferma che, a oggi, le firme sono circa 450, tra cartaceo e online. L’obiettivo dichiarato è di arrivare a 800/1’000 sottoscrizioni entro l’11 ottobre, data termine. Per raggiungerlo i promotori auspicano il sostegno pubblico (soprattutto della gente delle valli, confrontata con problemi analoghi) e fanno sapere che intendono anche attivarsi sui social. Chi fosse interessato a sostenere la causa della sede verzaschese lo può fare scrivendo al Gruppo genitori (ggverzasca@gmail.com) oppure digitando https://www.change.org/p/unascuola-per-ilfuturo-dellavalle-riapertura-della-scuolamedia-di-brione-verzasca.
LOCARNO E VALLI
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2026-09-09T07:00:00.0000000Z
2026-09-09T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281672556825761
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