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‘Piscina dismessa, sepoltura prematura’

Presa di posizione contro la proposta del Municipio di Cevio, che vuole mettere in sicurezza l’area, riempiendo di materiale solido la vasca e togliendo la recinzione

Di Serse Forni ma.bonetti@bluewin.ch.

La piscina pubblica di Bignasco, in Vallemaggia, è ormai dismessa da tempo. Il Municipio di Cevio “alla luce delle verifiche effettuate e dei problemi di sicurezza generati dalla presenza della vasca vuota, ha deciso di procedere al riempimento definitivo della stessa, presentando la necessaria domanda di costruzione”. Verrà pure tolta la recinzione per “restituire alla collettività un’area pregiata”.

La mossa, annunciata pubblicamente con un volantino inviato recentemente agli abitanti, non è gradita da tutti. C’è chi la contesta, chiedendo all’Esecutivo di attendere l’avvio dei lavori del “Lido alpino” prima di definire la destinazione dell’attuale piscina, con un progetto che comunque passi dal Consiglio comunale per l’approvazione. Ma procediamo con ordine. Nel suo volantino il Municipio descriveva nel dettaglio la proposta di dismissione della vasca: demolizione dei cordoli perimetrali, riempimento, inverdimento della superficie e smontaggio della recinzione. Entro l’estate del 2027 verrà così restituita alla popolazione una zona verde “liberamente fruibile in condizioni di sicurezza”. Mantenere la piscina, spiegava ancora l’Esecutivo, “avrebbe richiesto investimenti troppo onerosi per le finanze comunali”. Costruita negli anni Settanta del secolo scorso la struttura necessita di una ristrutturazione completa, non solo di qualche opera di manutenzione. Perché smantellare subito e non aspettare la realizzazione del Lido Alpino? “Significherebbe conservare una grande infrastruttura inutilizzata e in progressivo degrado senza alcuna prospettiva realistica di riattivazione”, indica l’Esecutivo. Senza dimenticare l’aspetto della sicurezza: la vasca vuota costituisce un rischio. Meglio, quindi, riempirla. E per raccogliere idee sul futuro del comparto, il Municipio ha già coinvolto i gruppi politici in una riflessione comune.

Pronta la risposta al volantino da parte di alcuni abitanti, che hanno reso pubblica una presa di posizione (primo firmatario è Marco Bonetti). Ricordano che la piscina, costruita nel 1974 “per volontà e lungimiranza dei cittadini di Bignasco, è sempre stata ben frequentata dalla popolazione residente, dai vallerani, dai cittadini e dai turisti. Un fiore all’occhiello della comunità e di tutta la valle”. Oltre al lato affettivo, c’è quello legale: la gestione della piscina sottostà al “Regolamento comunale concernente la gestione e l’uso della zona sportiva e ricreativa di Bignasco”, tuttora in vigore e approvato dal legislativo nel 2012. Nel 2020 la piscina è stata chiusa a causa del Covid. “Quell’anno il Municipio ha chiesto al Consiglio comunale un credito di 260mila franchi per la messa a punto della vasca, dichiarandosi però contrario a questa spesa nel suo stesso messaggio. Il Legislativo aveva bocciato l’investimento. Tre anni prima erano stati spesi 300mila franchi in particolare per la posa dell’isolazione interna della vasca. L’articolo 166 della Legge organica comunale (Loc) indica che un Municipio deve provvedere alla conservazione e all’amministrazione dei beni comunali, facendo in modo che siano messi a beneficio della collettività senza pregiudicarne la consistenza. Per questo l’autorità di Cevio non può far intendere che se la piscina non viene più utilizzata, allora la si può riempire. L’amministrazione deve operare nell’interesse della collettività. Il riempimento comporta una modifica sostanziale e difficilmente reversibile. Viene eseguito senza che sia stata definita una destinazione futura dell’area e determina una spesa senza una chiara necessità o prospettiva. Il Municipio, intenzionato a chiudere il comparto, negli ultimi anni ha lasciato all’incuria e al degrado lo stabile e la vasca, senza preoccuparsi della loro conservazione e contravvenendo all’articolo sopracitato. Dal 1974 a oggi tutto il comparto in esame è sempre stato in una situazione di sicurezza grazie alla recinzione perimetrale che ne impedisce l’accesso. Evidentemente togliendo questa rete metallica la vasca risulterebbe esposta e non più in sicurezza, per cui non c’è nessun motivo per togliere ora la recinzione”.

E ancora: “La decisione di riempire la piscina non è stata presa dal Consiglio comunale, rappresentante della popolazione, ma è una decisione del solo Municipio che non ha ancora nessuna idea di progettualità inerente alla zona. Scrive di voler restituire l’area alla collettività; ma è effettivamente così urgente e necessario? La cittadinanza lo vuole? Togliere la recinzione e riempire la piscina, non genera maggior beneficio per la nostra comunità. Demolire è più facile che costruire”. In conclusione: “Le regole basilari sono: proposta municipale, progettazione, decisione da parte del Consiglio comunale, attuazione del progetto ed eventuali demolizioni se necessarie. Quando verrà costruito il Lido Alpino, si potrà, con cognizione di causa, pensare a un nuovo destino per il comparto della piscina comunale, non ora”. Chi fosse interessato ad aderire alla presa di posizione lo può fare contattando Bonetti allo 078 709 55 36 o via mail a autore nel 2025 di un importante volume dedicato al fenomeno, il relatore proporrà un approfondimento dal titolo “Spalloni e bricolle. Storia sociale del contrabbando al confine tra Italia e Svizzera”. Si ricorda infine che la chiusura stagionale del Museo Onsernonese è prevista per domenica 25 ottobre. Queste prossime settimane sono pertanto l’ultima occasione per poter visitare la mostra dedicata al pittore Carlo Agostino Meletta. Nato a Loco nel 1800 e morto all’età di 75 anni in Valtellina mentre dipingeva una chiesa, Meletta figura tra i più significativi pittori popolari nel Ticino dell’800. La mostra è accompagnata da un’accurata monografia che ripercorre la sua vita e la sua opera, incentrata sull’attività di ritrattista, affreschista di chiese, cappelle, abitazioni e autore di ex voto di pregevole fattura. Per maggiori dettagli si veda: Carlo Agostino Meletta. Pittore della Valle Onsernone, 1800-1875. Vita e Opere, a cura di Giulio Foletti e Mattia Dellagana, distribuzione SalvioniEdizioni, 2025.

LOCARNO E VALLI

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2026-10-01T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281672556875949

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