Rive pubbliche, strali incrociati
Non si abbassa il livello dello scontro fra proprietari privati e fautori dell’usufrutto libero tutto l’anno (che ora lanciano una petizione)
Di Davide Martinoni
Ben oltre 500 firme in pochi giorni. Prosegue a spron battuto la petizione online che chiede a Cantone e Comuni di Minusio e Tenero-Contra di concedere il libero accesso alla riva durante tutto l’anno, e non soltanto nei mesi invernali. Il focus è sul cosiddetto Sentiero delle rive, che collega Mappo (zona porto) e Tenero (campeggio Campofelice): la tratta rimane chiusa al pubblico durante la bella stagione, quando i terreni (privati) affacciati sul lago sono frequentati in particolare dagli ospiti dei campeggi, mentre dal 2019 apre nei mesi freddi ed è accessibile per passeggiare dentro una sorta di percorso recintato.
La raccolta di firme online è stata lanciata dai Giovani Verdi nell’approssimarsi della chiusura del Sentiero delle rive. Il momento giusto, secondo i promotori, di tornare a battere il chiodo sull’annosa questione.
‘Libero accesso sempre’
“Durante la bella stagione, uno dei luoghi più preziosi del nostro territorio diventa accessibile quasi esclusivamente a chi soggiorna nei campeggi. Questo significa che molte persone della popolazione locale non possono più passeggiare lungo il lago, godersi la natura o semplicemente passare del tempo sulle rive – si legge nel testo della petizione –. Eppure le rive lacustri non sono spazi privati. La legge dice chiaramente che fanno parte del demanio pubblico. Dovrebbero quindi essere accessibili a tutte e tutti, non solo a poche e pochi. Le rive del lago hanno un enorme valore sociale e naturalistico. Sono luoghi di incontro, di svago, di contatto con la natura. Proprio per questo crediamo che sia giusto rivendicare il libero accesso al lago durante tutto l’anno”. La richiesta al Cantone e ai due Comuni direttamente interessati è “garantire che il Sentiero delle rive del Lago Maggiore resti accessibile a tutte e tutti, senza discriminazioni”.
Alcuni giorni fa i Giovani Verdi avevano annunciato per sabato 21 marzo una passeggiata collettiva e/o manifestazione di protesta sullo stesso sentiero, con ritrovo alle 14.30 al bagno pubblico di Tenero.
La convenzione che piace anche a Berna
Ma qui si (ri)apre il grosso “ma” che accompagna l’evolversi delle discussioni sul tema: a reggere l’apertura nei mesi invernali del Sentiero delle rive c’è una convenzione firmata nel 2019 da privati (campeggi) ed enti pubblici (Comuni di Minusio e Tenero, Cantone e Confederazione). Ed è solo grazie a questo accordo se da 7 anni è possibile usufruire delle rive da ottobre a marzo. Prima questa possibilità non esisteva. La validità della convenzione è stata recentemente sottolineata dal Consiglio federale in una risposta al consigliere nazionale di Gordola
Bruno Storni (grande fautore delle rive sempre pubbliche). Il governo aveva detto di ritenere l’accordo “ragionevole e adeguato”. Pur sottolineando che “il principio (...) della legge federale sulla pianificazione del territorio secondo cui occorre tenere libere le rive dei laghi e dei fiumi e agevolarne il pubblico accesso e percorso riveste una grande importanza per il miglioramento della qualità di vita della popolazione”, Berna evidenziava che “poiché tale principio può entrare in concorrenza con altri interessi pubblici, i Cantoni e i Comuni possiedono un notevole margine di manovra nella sua attuazione. In particolare, dal principio pianificatorio menzionato non si può evincere che tutte le rive, o determinate parti di esse, debbano rimanere sempre accessibili al pubblico. Piuttosto, ponderando i diversi interessi, può risultare necessario adottare una regolamentazione specifica per l’utilizzazione che tenga conto in modo adeguato degli interessi in questione. L’accordo del 2019 regola proprio questa fattispecie”. Coordinatore del gruppo di accompagnamento della convenzione stessa, Antonio De Nigris
(capo dell’Ufficio del Demanio) precisa che essa «è il risultato di un accordo ampio», ma avverte che «le proteste e le strumentalizzazioni potrebbero far venir meno l’equilibrio su cui si regge». Proprio l’Ufficio del Demanio aveva oltretutto sottolineato a suo tempo che lungo tutto il Sentiero delle rive il confine fra terreni privati e zona demaniale è in grandissima parte in acqua; è quindi fuorviante pensare a un possibile usufrutto pubblico di tutta la riva da Mappo a Tenero, proprio perché la stessa riva è per il 7080% su terreno privato. «Un terreno – aggiunge
Simone Patelli, direttore del Campofelice e presidente dell’Associazione campeggi ticinesi (nonché presidente di Ticino Turismo) – che ora viene richiesto per una manifestazione che chiede maggiore apertura e parla di un’illegalità che sa benissimo non esistere!».
Proprietari di campeggi ‘stufi e arrabbiati’
Patelli non nasconde che «siamo stufi e arrabbiati: il percorso è per 25mila metri quadrati su proprietà privata, viene sorvegliato e tenuto pulito dai privati e ciononostante per 5 mesi all’anno viene destinato alla popolazione. Inoltre, i confini con il Demanio sono effettivamente nel lago e il governo, rispondendo a Storni, aveva parlato della convenzione come di un esempio virtuoso di collaborazione fra pubblico e privato. Senza i campeggi queste bellissime rive non esisterebbero e i “pochi turisti” sono in realtà oltre 60mila persone che usufruiscono delle rive private come fossero lidi comunali». Non potendo concedere il permesso di manifestare su terreni privati, Minusio e Tenero hanno concesso il primo l’utilizzo del terreno comunale a Mappo davanti al porto, fino alla cancellata che conduce al Sentiero delle rive, e il secondo del sedime del bagno pubblico, che è anch’esso comunale. Poi nulla vieterà ai manifestanti di passeggiare da lì a Mappo.
LOCARNO E VALLI
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2026-03-14T07:00:00.0000000Z
2026-03-14T07:00:00.0000000Z
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