Il Comune si assume il costo di smaltimento delle palme
Piante intere potranno essere consegnate in tre ecocentri
Bellinzona lancia un progetto pilota volto a contrastare la diffusione della palma di Fortune (Trachycarpus fortunei). «A differenza di oggi, l’intera pianta potrà essere depositata in zone apposite negli ecocentri di Bellinzona, Sementina e Claro, indipendentemente dal calibro e senza alcun limite di dimensione», spiega a ‘laRegione’ Vito Lo
Russo, capodicastero Ambiente. L’unica restrizione consiste nel fatto di «consegnare la palma senza frutti, che devono continuare a essere smaltiti tramite i rifiuti solidi urbani». In sostanza «il Comune si assume quindi i costi di smaltimento, mentre quelli di taglio e trasporto continueranno a essere a carico dei privati». Il progetto pilota individuato dai Servizi urbani della Città durerà otto mesi, ovvero da maggio a dicembre. A fine anno verrà poi svolta un’analisi in seguito alla quale si valuterà se prolungare o meno questa possibilità. Oltre a questo progetto pilota, restano ovviamente in vigore le raccomandazioni rivolte a ogni detentore di palme: recidere le infiorescenze prima della produzione dei frutti (tra metà maggio e fine giugno), estirpare per tempo le giovani piantine dai luoghi indesiderati, compostare il materiale vegetale senza i frutti e, appunto, gettare i frutti nei sacchi verdi ufficiali.
Un’ordinanza specifica ‘non è esclusa’
Per contrastare la diffusione incontrollata delle palme, alcuni Comuni – fra cui Locarno e TeneroContra, mentre a Lumino si sta valutando se andare in questa direzione – hanno introdotto un’ordinanza specifica che – sintetizzando – impone ai privati con palme sui loro terreni di curarne regolarmente la manutenzione, come descritto in precedenza. E per chi non rispetta le normative in questione, possono essere previste multe anche fino a 10’000 franchi. Una soluzione del genere può essere prevista anche a Bellinzona? «Non escludo che si possa andare in questa direzione, ma dapprima valuteremo in modo attento i risultati ottenuti con il progetto pilota», afferma Lo Russo. In ogni caso, «in generale l’auspicio è che i detentori di palme diventino più sensibili alla problematiche che la diffusione incontrollata di queste piante comporta». Ricordiamo infatti che la palma di Fortune è una pianta invasiva che può generare problemi non di poco conto: in particolare, oltre a ridurre la biodiversità, prendendo il posto della vegetazione indigena e influendo quindi negativamente sugli ecosistemi locali, mina pure la funzione protettiva dei boschi (le sue radici piuttosto piccole e corte non permettono la stabilizzazione del terreno in profondità, facilitando l’erosione del suolo) e può aumentare la forza di un eventuale incendio (le fibre che ricoprono il fusto potrebbero alimentare le fiamme).
BELLINZONA E VALLI
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2026-04-16T07:00:00.0000000Z
2026-04-16T07:00:00.0000000Z
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