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‘Bellinzona è disposta a rivedere il suo no?’

Il “no” alla sottosede a Brione è al centro di un’interrogazione inoltrata al Consiglio di Stato dal granconsigliere Alessandro Speziali (Plr) e da cinque cofirmatari. L’atto parlamentare ripercorre l’iter, durato diversi mesi, “durante il quale il territorio si è attivato proprio su indicazione e in costante interlocuzione con le autorità cantonali. Il Municipio, le direzioni scolastiche e i Comuni interessati hanno organizzato incontri e una serata informativa, interpellato le famiglie, raccolto manifestazioni d’interesse, verificato le prospettive pluriennali e approfondito gli aspetti logistici, compresi i trasporti e la gestione della pausa pranzo”. Gli elementi raccolti dalle autorità di valle erano “concreti, verificabili e coerenti con le richieste formulate dal Cantone”. Poi la doccia fredda: “La decisione del Decs è stata comunicata soltanto dopo ripetuti solleciti e senza un ultimo confronto sui dati, quando l’organizzazione familiare e scolastica era già in una fase avanzata”.

Il sostegno alla riapertura proveniva da diverse parti: “Il 5 marzo scorso l’Associazione dei Comuni della Verzasca e Piano (Verzasca, Cugnasco-Gerra, Lavertezzo, Gordola, Tenero-Contra e Mergoscia), ha formalmente sostenuto la riattivazione e il consolidamento della sede. Il sondaggio promosso tra le famiglie degli allievi di terza, quarta e quinta elementare degli istituti di Cugnasco-Gerra, Gordola, Lavertezzo, Tenero-Contra e Verzasca aveva evidenziato un interesse concreto. Circa un quarto delle famiglie partecipanti si era espresso favorevolmente, mentre un’ulteriore quota si era dichiarata disponibile ad approfondire la proposta”. Il modello prospettato prevedeva tre giorni di frequenza a Brione Verzasca e due presso la sede centrale di Gordola. Una delle condizioni poste dal Cantone consisteva nella presenza di almeno dieci allievi complessivi sull’arco dei successivi tre anni. Ma, sottolineano gli interroganti, i parametri sembrano cambiati improvvisamente: se in un primo tempo il conteggio considerava sia gli alunni della Verzasca sia quelli del piano disposti a salire a Brione, alla fine si è tenuto conto solo di quelli della valle, facendo pendere l’ago verso il “no”. Una modifica sostanziale sulla quale vengono chiesti lumi al governo.

Al capitolo “domande”, anche la questione del sostegno alla residenzialità, per contrastare lo spopolamento e garantire servizi di prossimità nelle regioni periferiche: “Una scuola in una regione periferica non è soltanto una struttura nella quale organizzare un certo numero di lezioni. È un presidio educativo, sociale e territoriale. La sua presenza influenza la decisione delle giovani famiglie di stabilirsi o rimanere in valle”.

Infine, viene chiesto al Consiglio di Stato se è disposto, in base a quanto emerso dal percorso preparatorio, a riesaminare la decisione e a valutare una riapertura sperimentale per un periodo di tre anni.

LOCARNO E VALLI

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2026-07-03T07:00:00.0000000Z

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