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Rapinato un distributore a Bironico: cinque arresti

Le autorità hanno fermato tre minorenni

A distanza di appena una settimana dalla rapina al distributore di Cadempino, il Luganese è stato teatro di un nuovo assalto ai danni di una stazione di servizio. Venerdì sera, poco dopo le 19.30, un uomo armato di pistola ha fatto irruzione in un distributore di via Cantonale a Bironico, minacciando la commessa e alcuni clienti e facendosi consegnare il denaro contenuto nella cassa. Il rapinatore è poi fuggito in sella a uno scooter in direzione di Lamone. Le ricerche avviate dalla Polizia cantonale, con il supporto della Polizia della Città di Lugano, della Polizia Ceresio Sud e dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini, hanno permesso nel corso della serata di fermare due sospetti: un 19enne cittadino svizzero e un 18enne cittadino italiano, entrambi domiciliati nel Luganese. Il giorno successivo sono stati arrestati anche tre minorenni di 17 anni, residenti nella regione, di nazionalità svizzera, italiana ed eritrea. L’inchiesta, coordinata dal procuratore pubblico Luca Losa e dalla Magistratura dei minorenni, è tuttora in corso per chiarire le singole responsabilità e verificare un eventuale coinvolgimento degli indagati in altri episodi analoghi, come quello avvenuto il 28 giugno a Cadempino.

Il modus operandi presenta infatti diverse analogie. Anche in quell’occasione un uomo armato di pistola aveva assaltato un distributore di carburante sulla strada Cantonale, minacciando la commessa e facendosi consegnare l’incasso prima di fuggire a bordo di uno scooter nero, ancora una volta in direzione di Lamone. Nessuno era rimasto ferito. Anche allora era stato attivato un importante dispositivo di ricerca che aveva coinvolto la Polizia cantonale, diverse polizie comunali e l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini.

I due maggiorenni fermati quali presunti autori della rapina potrebbero comparire davanti alla Corte delle Assise criminali. Per il reato di rapina il Codice penale prevede infatti una pena detentiva da sei mesi fino a dieci anni e qualora il procuratore pubblico Luca Losa dovesse ritenere applicabile l’aggravante della banda, la pena minima salirebbe a due anni di detenzione. È quanto accaduto nel procedimento a carico di due cittadini ecuadoriani residenti in Italia, un 34enne e un 43enne, che tra ottobre e dicembre del 2024 avevano assalito due distributori di carburante a Novazzano e Balerna con il coinvolgimento di altri due correi. In primo grado la Corte delle Assise criminali aveva inflitto pene di quattro anni e di tre anni e mezzo ai due principali imputati, mentre gli altri due – una 60enne e un 31enne – erano stati condannati a pene sospese. La vicenda giudiziaria, tuttavia, non è ancora conclusa. Il 15 luglio, con giornata di riserva il 16 luglio, la Corte di Appello e di revisione penale riesaminerà il caso nell’aula penale del Palexpo Fevi di Locarno, a seguito dell’appello presentato da tre dei quattro imputati contro la sentenza di primo grado.

Tanti giovani tra i rapinatori

Tra i cinque arrestati per l’ultimo episodio figurano anche tre minorenni. Un dato che si inserisce nel quadro delineato dall’ultima Statistica criminale di polizia dell’Ufficio federale di statistica. In Ticino, nel 2025, sono stati registrati 69 casi di rapina. Tra gli autori identificati, 39 erano minorenni, 8 avevano un’età compresa tra i 18 e i 24 anni e 22 avevano più di 24 anni. Cinquantanove erano uomini, dieci donne e, complessivamente, 44 erano cittadini stranieri.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-07-06T07:00:00.0000000Z

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