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Nella Rotonda il nuovo Giardino

Il Consiglio comunale ha approvato il credito di 3,4 milioni per concretizzare il progetto di valorizzazione ‘green’ dell’ampia superficie interna

Di Sascha Cellina

Dal Cc di Locarno via libera ai 3,4 milioni per la valorizzazione

Luce verde (è proprio il caso di dirlo) al “Giardino per la Città”, il progetto di trasformazione e valorizzazione della Rotonda di Piazza Castello. Nella seduta di lunedì il Consiglio comunale di Locarno ha infatti approvato, con 23 voti favorevoli (0 contrari e 4 astenuti), il credito di 3,4 milioni richiesto dal Municipio per far diventare realtà la “visione” del gruppo interdisciplinare guidato dallo studio Bartke Pedrazzini Architetti, vincitore del concorso lanciato lo scorso anno per la riqualificazione dei circa 8’300 m² di superficie interna dell’enorme manufatto, acquistata nel 2022 al Cantone per 300mila franchi.

Uno spazio che si vuole trasformare – seguendo anche le indicazioni emerse nel processo partecipativo che ha coinvolto la popolazione – in un’area d’incontro, di sport e di svago, con arredi urbani e soprattutto tanto verde. Il progetto prevede infatti un’ottantina di alberi in più a creare zone ombreggiate, ma anche uno specchio d’acqua (più altri “punti bagnati”), spazi gioco e relax, un palchetto per eventi, un chiosco e camminamenti naturali convergenti verso il centro. Inoltre, una nuova serie di infrastrutture (in particolare una tensostruttura) e allacciamenti permetterà di organizzare eventi e manifestazioni – su tutte quella durante il Festival del film, tanto che La Mobiliare parteciperà ai costi di realizzazione con un contributo di mezzo milione – in maniera più efficiente e rapida, non solo in estate. Il tutto rispettando precisi criteri di sostenibilità ambientale e con l’integrazione dei principi di “città spugna”, della mitigazione delle isole di calore e l’adozione del “design for all” (o progettazione per tutti).

Costi da monitorare ma benefici indubbi

Nella discussione (a tratti anche accesa) che ha preceduto il voto, Simone Beltrame in rappresentanza del gruppo del Centro ma anche quale correlatore (assieme al Plr Damiano Cossi) del favorevole rapporto della Commissione della gestione, ha sottolineato come «l’intervento si inserisce in un comparto di particolare portata urbanistica e paesaggistica, che costituisce una delle principali porte di accesso al centro cittadino e uno spazio identitario per la popolazione e per i numerosi visitatori della nostra Città», condividendone l’obiettivo di «rafforzare la qualità dello spazio pubblico, incrementare la presenza del verde urbano e migliorare la resilienza climatica del comparto». Da qui, seppur con alcune annotazioni e l’invito al Municipio a monitorare attentamente i costi (di realizzazione prima e di gestione poi), la considerazione che il progetto «rappresenti un investimento ragguardevole per la qualità urbana, ambientale e sociale della nostra Città e che i benefici attesi giustifichino il credito richiesto». Cossi dal canto suo si è limitato a ricordare all’Esecutivo l’importanza della questione sicurezza (ad esempio attraverso un’adeguata illuminazione) e della ricerca di ulteriori eventuali contributi privati, mentre Francesco Albi (Sinistra Unita) ha parlato di «uno dei progetti più significativi della legislatura, per l’importo (del credito, ndr) ma soprattutto per ciò che rappresenta per la Città e per i suoi abitanti», rimarcandone anche la bontà delle scelte tecniche e architettoniche. Secondo Bruno Baeriswyl (Lega-Udc) invece il Municipio «si è fatto prendere in modo smisurato dall’appetito», riferendosi all’aumento dei costi (e agli onorari ritenuti elevati dei progettisti) rispetto agli 1,8 milioni previsti inizialmente (con l’importo netto a carico della Città salito a 2,9, «ma a poco più di due milioni considerando solo le opere», ha fatto notare il capodicastero Opere pubbliche e Ambiente Bruno Buzzini). Un aspetto questo rimarcato, tra le altre cose, anche da Barbara Angelini Piva (il Centro), la quale ha comunque garantito il sostegno al progetto esattamente come i Verdi, con Ariele De Stephanis che ha comunque tenuto a esprimere rammarico (e l’auspicio di una maggiore attenzione in questo senso da parte del Municipio) per la mancata concretizzazione di uno spazio «reale e accessibile per i giovani».

Ottenuto il via libera del Legislativo, si proseguirà ora con lo sviluppo del progetto definitivo, la procedura edilizia e la fase di appalto. I lavori dovrebbero prendere avvio entro la fine del 2026 e concludersi per l’estate 2028.

Il Legislativo riconosce l’importanza del Progetto di Prossimità (che rinnova)

Nel corso della serata i consiglieri comunali hanno anche approvato all’unanimità il rinnovo fino al 2029 della Convenzione per il consolidamento del Progetto Operatori di Prossimità nel Locarnese, di cui la Città è capofila e che si rivolge, con mandato alla Fondazione Il Gabbiano, in particolare alla popolazione giovanile tra i 12 e i 30 anni sul territorio regionale dei Comuni che aderiscono all’intesa (13, a loro volta chiamati a rinnovare l’accordo). Un’iniziativa ritenuta fondamentale anche dalla Gestione (che nel suo rapporto ha parlato di “investimento preventivo a favore della coesione sociale, della qualità di vita e della sicurezza del territorio regionale”) e dalla Legislazione (“la presenza sul nostro territorio di un servizio di accompagnamento e di sostegno a favore dei giovani costituisce un pilastro fondamentale per la coesione sociale, nonché un punto di riferimento essenziale per il benessere, la crescita e l’integrazione dei giovani nella nostra comunità”).

Infine è passato (21 favorevoli, 7 contrari e 1 astenuto) pure il credito di 350mila franchi per l’acquisto di un nuovo apparecchio “Multaphot” per il rilevamento delle infrazioni ai semafori degli incroci nevralgici del Debarcadero e delle Cinque Vie, anche (soprattutto, come sottolineato dalla capadicastero Sicurezza Elena Zaccheo) a scopo di «sensibilizzazione e prevenzione, che quando funziona diventa quasi invisibile».

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