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Scarti vegetali, ‘viaggio evitabile’

Percorrono 156 chilometri e un’interrogazione chiede spiegazioni al Municipio. Tra le risposte: ‘Gli impianti su suolo ticinese ancora non bastano’

Di Serse Forni

Scarti vegetali a “camionate”, che da Locarno vengono portati fino a Landquart, nei Grigioni, per essere smaltiti. Una situazione sulla quale chiede lumi un’interrogazione, presentata al Municipio cittadino da Marko Antunović (Verdi) e cofirmatari.

Mille tonnellate di “rifiuti verdi” raccolti sul territorio cittadino fanno un tragitto di 156 chilometri per arrivare a destinazione; lì gli stessi scarti vengono trattati in uno stabilimento della Axpo, multinazionale svizzera con sede a Baden. “Lo spostamento – si legge nell’interrogazione – genera oltre 6,5 tonnellate di CO2 immesse sul territorio ogni anno, che vanno a pesare sull’efficacia della politica ambientale svizzera; una politica recentemente definita dall’Accademia svizzera di scienze naturali poco coerente e poco lungimirante”.

Ora arriva la risposta del Municipio che, nella premessa, ricorda che in Ticino esistono dieci impianti di compostaggio, che già nel 2009 erano considerati pochi. Una carenza che è ancora oggi d’attualità, in attesa che vengano accordate le licenze edilizie per nuove strutture. L’esecutivo specifica pure che annualmente nel cantone vengono prodotte circa 41mila 500 tonnellate (dato 2024) di scarti vegetali: “La mancanza di impianti di compostaggio rende difficoltoso fornire delle vie di smaltimento ecologicamente e finanziariamente sostenibili ai Comuni. L’obiettivo del Cantone, entro i prossimi cinque anni, è di rendere operativi almeno due dei cinque impianti pianificati. Questi, insieme alle strutture esistenti, permetteranno una valorizzazione ottimale di questo tipo di scarti, riducendo le distanze di trasporto e migliorando significativamente la sostenibilità complessiva del sistema. Lo stato attuale della tecnica consente diverse vie di smaltimento, che però non sempre risultano essere favorevoli per quanto concerne l’eco-bilancio”.

Va detto che a Locarno il 58 per cento degli scarti vegetali arriva dai privati e il 42 per cento dai servizi interni della Città. “Negli ultimi sei anni, la raccolta complessiva ha mostrato un andamento tendenzialmente decrescente – specifica il Municipio –, passando dalle 970,8 tonnellate del 2020 alle 853,6 del 2025”. Il 2023 è stata un’eccezione (con un più 10,6 per cento), a causa della grandinata di fine agosto che ha rovinato le piante, facendo cadere rami e fogliame.

La scelta di Landquart, specifica il Municipio, è avvenuta dopo regolare concorso pubblico. La ditta aggiudicataria ha ottenuto il punteggio più alto e la distanza del luogo di consegna pesava per il 10 per cento: “Quest’ultimo criterio è stato adottato per garantire efficienza, rapidità e contenimento dei costi del trasporto, dal momento che vengono eseguiti dai servizi comunali della Città”. Di più: trattandosi di un concorso pubblico, tale criterio non poteva essere così restrittivo al punto da condurre a un risultato discriminatorio né da ostacolare una libera ed efficace concorrenza.

Tra le domande poste nell’interrogazione anche quella relativa a una rivalutazione futura delle modalità di smaltimento, anche alla luce degli obiettivi di riduzione delle emissioni. La risposta: “Potremo rivalutare il conferimento degli scarti vegetali al momento in cui verranno costruiti nuovi impianti”.

Consigli di compostaggio e ‘cippatura’ delle ramaglie

Informare i privati sulla gestione in modo autonomo degli scarti organici andrebbe a beneficio dell’ambiente, stando agli interroganti. Il Municipio ricorda che alla pagina web “Locarno pulita” sono disponibili informazioni dedicate al compostaggio domestico degli scarti organici del giardino e delle economie domestiche. La scheda, elaborata dal Dipartimento del territorio, fornisce indicazioni pratiche per una corretta gestione di questa attività. Il Comune cosa ne fa delle ramaglie delle potature eseguite dai servizi cittadini? “Quando possibile, si procede alla ‘cippatura’, triturando rami fino a 20 centimetri di diametro. Il materiale ottenuto viene poi riutilizzato come pacciamatura nelle aree verdi comunali (ad esempio nelle aiuole). Questo processo, oltre a migliorare la qualità del suolo e limitare la crescita delle erbe infestanti, riduce il volume del materiale e di conseguenza anche i trasporti verso gli impianti e i relativi costi di smaltimento”.

LOCARNO E VALLI

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2026-07-13T07:00:00.0000000Z

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