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Punto digitale, collaborazione vincente

Il servizio garantito da studenti dell’Usi sarà disponibile anche per i cittadini di Comano e Ponte Capriasca. Escono Sorengo e Mezzovico

Di Carlo Canonica

Si è conclusa positivamente la fase pilota del progetto dell’Ente regionale per lo sviluppo del Luganese. E ora il servizio di alfabetizzazione digitale da parte di studenti Usi si espande.

Ha raggiunto gli obiettivi che si era prefissato. Il servizio, rivolto in particolare a chi ha poca dimestichezza con gli strumenti digitali e con i servizi a essi collegati – dal pagamento delle fatture fino alla prenotazione di appuntamenti – ha concluso la fase pilota alcune settimane fa e ora si prepara al suo proseguimento. Per il presidente dell’Ente Regionale per lo Sviluppo del Luganese (Ersl), Franco Voci, il bilancio del primo anno è «incoraggiante»: il Punto digitale inRete, con sede a Pregassona, «ha risposto a un’esigenza reale e condivisa e ha dimostrato che esiste una concreta volontà di collaborazione tra i Comuni».

Oltre trecento consulenze

Nato nel 2022 dalla collaborazione tra la Divisione socialità della Città di Lugano, Lugano Living Lab e l’Università della Svizzera italiana, il Punto digitale si è fin dall’inizio basato sul contributo degli studenti del bachelor in Comunicazione dell’Usi. In cambio di crediti formativi, gli studenti hanno infatti messo le proprie competenze digitali a disposizione della popolazione. «Dopo l’esperienza positiva dei primi anni – spiega Voci – il progetto ha attirato l’attenzione dell’Ersl, che ne ha riconosciuto il potenziale. Per questo motivo ha deciso di presentarlo sulla piattaforma inRete come progetto modello per i Comuni del comprensorio, intravedendo fin da subito la possibilità di estenderne i benefici a un numero più ampio di cittadini». A partire dall’autunno 2025, oltre alla Città di Lugano, nove Comuni appartenenti all’Ersl hanno aderito alla fase pilota su scala distrettuale, creando quindi il Punto digitale inRete. Gli abitanti di Capriasca, Collina d’Oro, Lamone, Magliaso, Mezzovico-Vira, Morcote, Paradiso, Sorengo e Taverne-Torricella hanno così potuto usufruire dello sportello di Pregassona, prenotando un incontro con gli studenti e richiedendo un’assistenza. «Nel complesso sono stati svolti 332 appuntamenti e 122 utenti si sono rivolti al servizio, a dimostrazione dell’utilità e dell’interesse suscitato dall’iniziativa». L’interesse, tuttavia, è arrivato soprattutto dagli abitanti di Lugano e di Capriasca, mentre negli altri Comuni aderenti il ricorso al servizio è stato più contenuto. Nonostante ciò, precisa Voci, «il riscontro complessivo è comunque positivo e tutti i Comuni che hanno partecipato alla fase pilota, a eccezione di Sorengo e Mezzovico, hanno deciso di proseguire l’esperienza. Inoltre, per l’anno scolastico 26/27 hanno deciso di aderire due nuovi Comuni, ovvero Comano e Ponte Capriasca».

L’area manager per aiutare lo sviluppo

Tra le novità su cui l’Ersl sta lavorando vi è anche la possibile introduzione della figura dell’area Manager. «Tra i compiti affidati all’Ente dal Cantone vi è quello di monitorare costantemente lo stato di avanzamento dei Poli di sviluppo economico (Pse) iscritti nella scheda R7 del Piano direttore cantonale», spiega Voci. Nel corso dello scorso anno l’Ersl ha quindi avviato un monitoraggio sistematico dei Pse di propria competenza, confrontandosi con i Comuni interessati per analizzare la disponibilità di spazi e le potenzialità di crescita delle diverse aree in termini di nuovi insediamenti. Parallelamente è stata avviata una riflessione sull’introduzione della figura dell’area manager. «Si tratta di un ruolo già presente negli altri Enti regionali e che, finora, è mancato nel nostro comprensorio». Attualmente, prosegue Voci, «oltre al Pse Vedeggio, stiamo orientando le nostre analisi anche verso gli altri Pse del Luganese iscritti a piano direttore (ovvero il Nuovo Quartiere Cornaredo, Pian Scairolo e Stazione Ffs Lugano – Città alta), valutando se e dove esistano le condizioni per introdurre un’area manager». Una figura che, aggiunge il presidente dell’Ersl, «consentirebbe di ampliare i servizi offerti alle imprese, migliorare il coordinamento tra i diversi attori economici e valorizzare maggiormente le opportunità di sviluppo presenti sul territorio. La missione dell’area manager è infatti anche quella di supportare i Comuni nell’elaborazione e aggiornamento dei contenuti ammessi, dei criteri d’insediamento e di permanenza e della governance dei Pse».

Al servizio della cultura indipendente

Tra le attività che hanno caratterizzato il 2025 dell’Ersl vi è anche un censimento, richiesto dalla Città di Lugano, degli spazi presenti nei Comuni del Luganese potenzialmente destinabili ad attività culturali indipendenti. L’indagine ha coinvolto i 40 Comuni del Luganese, di cui 21 hanno risposto. «Tra questi, Agno, Collina d’Oro, Lamone, Lugano e Monteceneri hanno segnalato spazi potenzialmente utilizzabili per la produzione e l’esposizione di opere culturali. I numeri sono contenuti – sottolinea Voci – ma questo progetto rappresenta un esempio del ruolo che l’Ersl può svolgere come facilitatore tra i diversi attori del territorio». In aggiunta a questi progetti, nel corso del 2025 e del 2026 l’Ersl ha portato avanti il rinnovo delle proprie ‘Linee guida per una strategia di sviluppo del Luganese 2027/2031’ che saranno presentate alla prossima assemblea in novembre: «Le linee guida sono concepite come una bussola strategica, pensata per orientare in modo condiviso le scelte e le priorità di intervento», spiega Voci. Il primo documento di questo tipo, datato 2021, aveva «individuato come visione generale quella di sostenere iniziative e progetti capaci di rendere il Luganese più attrattivo e inclusivo, favorendo lo scambio di competenze, la riqualificazione degli spazi, il sostegno al commercio locale e una migliore connessione tra le realtà del territorio. Esempi di progetti realizzati o in corso in questi diversi ambiti sono la piattaforma per i Comuni del Luganese inRete, il sostegno ai servizi di base nelle zone periferiche (negozi di paese, asili nido, spazi di coworking) o ancora la realizzazione di un percorso tematico e per la mobilità lenta lungo la Strada regina attraverso 11 comuni». Ora, con l’aggiornamento delle Linee guida, conclude, «si intende rafforzare il loro ruolo quale punto di riferimento per lo sviluppo della regione, incentivando la collaborazione tra gli attori del territorio (proprio come la piattaforma InRete, ndr) e valorizzando progettualità già esistenti».

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