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Truffe agli anziani, quattro condanne

Inganni telefonici: inflitte pene sospese con la condizionale e l’espulsione dalla Svizzera per cinque anni a un polacco e a tre uomini della Repubblica Ceca

Di Alfonso Reggiani

“Buongiorno, sua figlia è stata protagonista di un incidente stradale che ha causato la morte di un bambino. Per evitare che finisca in prigione, bisogna che ci consegni tutto il denaro in contanti e i gioielli che possiede per la cauzione. Può gettarli dalla finestra”: era più o meno questo il tenore della telefonata ricevuta da una 72enne residente nel Luganese il 13 aprile di quest’anno. La donna è andata in panico, ha recuperato i soldi e i preziosi e li ha gettati dalla finestra. Pronto a raccogliere il bottino, in tutto oltre 23mila franchi, c’era un polacco di 46 anni. L’uomo era stato avvisato da un altro membro dell’organizzazione che l’anziana aveva abboccato all’inganno.

Fermato lungo l’A2 a Torricella-Taverne

Il medesimo polacco, due giorni dopo, ha partecipato attivamente anche all’inganno di un’altra anziana del Sopraceneri. Stavolta, la vittima era stata indotta a credere telefonicamente che la figlia avesse provocato un incidente stradale causando la morte di due persone. Sempre per evitare che la figlia finisse in prigione, la donna è stata indotta a consegnare denaro contante e preziosi fuori dalla porta della propria abitazione, dov’era appostato il 46enne, che ha ritirato il sacchetto con la refurtiva. Una refurtiva valutata tra i 61 e i 71mila franchi. L’uomo è stato fermato lo stesso giorno lungo l’autostrada A2 (direzione Sud) in territorio di TorricellaTaverne. Da quel giorno si trova dietro le sbarre, prima in carcerazione preventiva, dallo scorso 2 giugno in esecuzione anticipata della pena. Ieri è stato condannato a 22 mesi di reclusione, pena sospesa con la condizionale per tre anni, e all’espulsione dalla Svizzera per cinque. La sua condanna non sarà iscritta nel sistema d’informazione Schengen.

La pena è stata concordata tra le parti, rappresentate dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas e dall’avvocato Olivier Ferrari. Il presidente della Corte delle Assise correzionali Amos Pagnamenta l’ha confermata. Il dibattimento si è svolto rapidamente. L’imputato ha ammesso i fatti anche se ha tentato di far credere di essere stato raggirato. Tuttavia, quando è stato fermato, gli inquirenti che hanno perquisito l’auto (rubata in precedenza con targhe false) sulla quale circolava hanno rinvenuto diversi oggetti di valore e banconote provenienti dalla truffa appena commessa nel Sopraceneri. Le successive indagini non hanno potuto chiarire né provare che l’uomo fosse coinvolto in altri raggiri tentati o messi a segno in aprile o nei mesi precedenti sul territorio cantonale. Il 46enne non ha partecipato alle altre truffe nei confronti di anziani che sono state ricostruite negli altri due processi andati in scena ieri mattina a Palazzo di Giustizia.

Processate le ‘ultime ruote del carro’

Processi celebrati entrambi con il rito abbreviato che hanno portato alla condanna di un 47enne cittadino della Repubblica Ceca a 12 mesi di prigione, di cui sei da espiare, il resto della pena sospesa con la condizionale per tre anni. L’uomo, che aveva alle spalle una dozzina di anni trascorsi in carcere per otto precedenti penali in parte specifici, ha truffato un’anziana

residente nel Sopraceneri lo scorso 17 aprile ed è stato pure espulso dalla Svizzera per cinque anni. Altri due uomini di nazionalità ceca sono stati condannati per gli stessi reati a 14 rispettivamente 15 mesi di reclusione, pene sospese con la condizionale per tre anni e all’espulsione dal paese per cinque anni. Anche questi ultimi hanno partecipato a tali truffe con un ruolo minore di “ultime ruote del carro”: gli anziani venivano chiamati e convinti telefonicamente di una notizia scioccante che sembra credibile. Nella maggior parte dei casi, la vittima viene informata di un familiare che si trova in una grave situazione d’emergenza o in grande pericolo (incidente stradale o grave malattia). La voglia di aiutare il presunto parente in difficoltà è spesso il motivo che fa cadere nell’inganno gli anziani che pertanto prelevano i loro averi e li consegnano ai malviventi.

Occorre insistere con la prevenzione

La traduttrice di nazionalità polacca, al termine dell’ultimo processo, ci ha informato della tambureggiante campagna di sensibilizzazione in atto in Polonia nei media e da parte della televisione di Stato. Il fenomeno delle truffe

agli anziani è preoccupante, tanto che le autorità politiche hanno voluto coinvolgere in maniera massiccia i mezzi d’informazione, per evitare il susseguirsi di questi casi particolarmente incresciosi perché coinvolgono la fetta di popolazione considerata più facilmente influenzabile. Anche la Polizia cantonale è attiva nel contrastare il fenomeno, sia sul piano delle indagini sia su quello della prevenzione. Oltre a comunicazioni puntuali rivolte alla popolazione e attraverso i media, è in corso una serie di conferenze di prevenzione rivolta alle persone anziane, proprio per sensibilizzare sul tema delle truffe.

Inoltre, da settembre 2023 è attiva una campagna di prevenzione a livello nazionale, coordinata dalla Prevenzione svizzera della criminalità e denominata “Niente panico! Riappendete subito!” Gli anziani devono interrompere subito la telefonata, avvisare la polizia al 117 o al 112, cercando di mettere a disposizione delle autorità tutte le prove per facilitare l’identificazione dei truffatori o delle truffatrici. L’invito esplicito è di non consegnare mai denaro od oggetti di valore a estranei, né di consentire l’accesso al computer a sconosciuti.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-08-07T07:00:00.0000000Z

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