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Bloccati per ore senza informazioni

Il presidente dell’Acs Ticino Simone Gianini chiede una comunicazione più efficace durante le emergenze, la Lega interroga il Governo sui tempi di riapertura

Di Malva Cometta Leon

Quando un’autostrada si blocca per ore, non basta gestire l’emergenza: bisogna anche spiegare a chi è rimasto incolonnato cosa sta succedendo, perché i tempi si allungano e quando potrà ripartire. È su questa comunicazione, secondo Simone Gianini, presidente centrale dell’Automobile Club Svizzero (Acs) e consigliere nazionale, che occorre intervenire. L’incidente di sabato sera sull’A2 a Mezzovico-Vira, con sette persone ferite – una in pericolo di vita –, 21 chilometri di coda e oltre cinque ore necessarie per riaprire completamente l’asse stradale, ha riportato in primo piano anche la fragilità della rete viaria ticinese. Una rete che, di fronte a eventi di questo tipo, rischia rapidamente di andare in affanno: sorte peraltro toccata agli automobilisti rimasti intrappolati per ore con temperature ancora infuocate.

«Il nostro sistema viario è al limite, se non già oltre: basta poco per mandarlo al collasso. Ci sono però due elementi da considerare in situazioni di questo genere – precisa Gianini –. Il primo è la sicurezza dei soccorritori, della polizia e degli utenti della strada. Non è quindi sempre possibile far subito scorrere il traffico in presenza di un incidente, così come – ad esempio – immaginare di mettere in campo entro breve tempo una riorganizzazione dei flussi su altre corsie». L’altro aspetto è legato alle esigenze istruttorie. «In casi gravi come quello di sabato bisogna sigillare la scena dell’incidente per riuscire a fare tutti i rilievi necessari all’inchiesta e questo inevitabilmente richiede tempo».

Ma proprio durante queste attese, secondo Gianini, diventa fondamentale garantire agli automobilisti informazioni tempestive e chiare su quanto sta accadendo e sui tempi previsti. «Una comunicazione più approfondita e ampia, preventiva ma anche a posteriori, per spiegare perché certe situazioni si impongono, è auspicabile». Il presidente dell’Acs sottolinea la necessità di fornire a chi è incolonnato «chiarimenti in merito ai dispositivi di sicurezza e alle esigenze da parte della polizia. Ciò aiuta sia l’utenza sia la cittadinanza locale – comunicando di più anche nei giorni successivi a eventi così invasivi – a capire il perché di simili attese, rendendole un po’ più sopportabili».

‘Ultimissima ratio’

Emerge invece scetticismo per quanto riguarda la possibilità di far defluire il traffico dall’autostrada, per esempio attraverso lo svincolo di Sigirino o l’uscita provvisoria per il transito di veicoli di cantiere all’altezza di Lamone. «Le strade cantonali erano già sovraccariche. Riversarvi dunque le auto dall’A2 rischiava di fare più male che bene». E, aggiunge, «sarebbe l’ultimissima ratio». A compromettere le prospettive future, per Gianini, sono poi «le difficoltà a far passare il necessario sviluppo della nostra rete autostradale, concepita negli anni 60 e spesso non più adeguata al traffico odierno, dove gli automobilisti locali che non possono così usufruire delle infrastrutture che pagano, si sommano ai tanti vacanzieri che utilizzano la Svizzera unicamente come corridoio di transito». A questo proposito, una possibilità sarebbe quella di «disincentivare questo fenomeno con una tassa di transito». Il presidente Acs si riferisce alla mozione del consigliere agli Stati Marco Chiesa che incarica il Consiglio federale di elaborare una tassa sul transito da confine a confine destinata ai veicoli che attraversano la Svizzera senza un soggiorno sostanziale nel Paese, accolta dal Consiglio degli Stati nel settembre 2025 e poi dal Consiglio nazionale nel marzo 2026. L’auspicio per il consigliere nazionale è «che il Governo non tergiversi, perché ogni anno è sempre peggio. Lo dico da ticinese ma anche da automobilista: non ci deve essere impedito di spostarci a causa di chi passa di qui solo per andare al mare».

Sul fronte della gestione dell’emergenza, Gianini sottolinea però come non si tratti di una competenza esclusivamente cantonale. «La Polizia è responsabile della gestione del traffico in quanto forza di ordine pubblico, mentre l’Ufficio federale delle strade (Ustra), che è proprietario dell’infrastruttura autostradale, ha voce in capitolo per le misure di gestione del traffico che vengono messe in atto». In caso di cambi di corsia o altre modifiche alla gestione della carreggiata, dunque, «l’Ufficio federale viene coinvolto». Secondo Gianini, Polizia cantonale e Ustra dispongono già di protocolli e meccanismi di verifica delle situazioni che, dopo un evento come quello di sabato, permettono di valutare eventuali miglioramenti. «L’importante è di non rinunciare a cercare delle soluzioni migliori imparando da quanto successo, perché il Ticino non si può spaccare in due ogni volta che succede qualcosa in autostrada», conclude. Auspicio di analisi e miglioramento, peraltro condiviso dalla Polizia cantonale che ieri ci ha confermato di aver attivato le analisi per valutare eventuali adeguamenti procedurali.

Scattato un altro atto parlamentare

Ed è proprio sui tempi, sulle procedure e sulle possibilità di gestione del traffico durante un’emergenza che si concentra anche un’interrogazione del Gruppo parlamentare Lega – primo firmatario Stefano Quadri – rivolta al Governo. I firmatari, in estrema sintesi, chiedono se sia ancora da considerarsi legittimo che un incidente, “per quanto grave, possa di fatto paralizzare per oltre cinque ore uno degli assi viari più importanti della Svizzera”. L’atto parlamentare chiede di ricostruire nel dettaglio la cronologia dell’intervento, dai soccorsi alla conclusione dei rilievi, dal recupero dei veicoli alla completa riapertura dell’A2, e di chiarire per quali ragioni sia stato necessario mantenere il traffico chiuso così a lungo. I firmatari chiedono poi conto dell’assistenza prestata agli automobilisti rimasti bloccati e delle procedure previste per distribuire acqua o soccorrere le persone più vulnerabili in caso di colonne prolungate. Si chiede infine perché non sia stato possibile organizzare più tempestivamente l’uscita dei veicoli o predisporre ulteriori deviazioni e misure di alleggerimento della rete, nonché una valutazione del coordinamento e della comunicazione durante l’emergenza. La sicurezza, sottolineano i firmatari, viene prima di tutto, ma “sicurezza ed efficienza non possono essere considerate incompatibili”.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-08-11T07:00:00.0000000Z

2026-08-11T07:00:00.0000000Z

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