Donna con coltello, deciso trattamento ambulatoriale
Sarà sottoposta a un trattamento ambulatoriale la 37enne che lo scorso 30 gennaio aveva minacciato con un coltello due impiegati di un negozio di viale Stazione, tentando in un secondo tempo di resistere al fermo degli agenti della Polizia comunale intervenuti sul posto. Lo ha stabilito la Corte del Tribunale penale federale, presieduta dalla giudice Fiorenza Bergomi. Una decisione che ha incontrato la piena soddisfazione della Procura federale, rappresentata dall’avvocata Valentina Lavagno, Procura che aveva deciso di non procedere con un atto d’accusa nei confronti dell’imputata, sulla base della perizia psichiatrica alla quale la donna era stata sottoposta. Perizia che aveva confermato la presenza di un disturbo psicotico, nella fattispecie una schizofrenia paranoide che la rendeva incapace di avere coscienza della gravità dei gesti compiuti. Sia la Procura federale, sia l’avvocato difensore Walter Zandrini hanno già comunicato la rinuncia a impugnare la sentenza davanti alla Corte d’appello federale. Il fatto che l’imputata fosse totalmente incapace di valutare il carattere illecito delle sue azioni e, di conseguenza, non possa essere perseguibile penalmente, non sminuisce quanto da lei fatto quel 30 gennaio. L’essere entrata nell’esercizio commerciale per cambiare utenza telefonica e indirizzo e-mail, convinta che con quella vecchia tutti la potessero ascoltare, e aver minacciato i due commessi con un coltello, gridando due volte “vi ammazzo” (le era stato fatto presente come in mancanza del saldo delle fatture arretrate la nuova utenza non sarebbe stata attivata) configura pienamente il reato di minaccia. I due impiegati hanno temuto a giusto titolo per la loro incolumità fisica. E a mitigare la gravità dell’atto non è sufficiente la dichiarazione dell’imputata, secondo la quale non era sua intenzione uccidere, ma soltanto spaventare, a prescindere dai due “vi ammazzo” che, peraltro, lei non ricorda di aver pronunciato. Anche il reato di violenza e minaccia contro l’autorità è stato confermato. La donna, infatti, aveva affrontato coltello alla mano i tre agenti della Polizia comunale intervenuti e li aveva costretti all’utilizzo dello spray urticante per riuscire a calmarla e ammanettarla. Un uso della forza da parte degli agenti, che la giudice Bergomi ha definito “ampiamente giustificato”. La perizia psichiatrica del 27 marzo, redatta dalla dottoressa Fazia Bernasconi-Schlunke su richiesta del Ministero pubblico della Confederazione, ha tuttavia riscontrato uno scompenso acuto dovuto a schizofrenia paranoide che rende l’imputata non punibile. La 37enne, dal 20 maggio collocata in un foyer a Bellinzona, non necessita di un internamento e sarà dunque sottoposta a trattamento ambulatoriale.
BELLINZONA E VALLI
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2026-09-29T07:00:00.0000000Z
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