Fattoria Gerbione, commissioni per il ‘sì’
Gestione e maggioranza delle Petizioni favorevoli al progetto di centro socioeducativo per giovani dai 12 ai 18 anni in Villa Usignolo (da ristrutturare)
Di Davide Martinoni e Sascha Cellina
Il presumibile insediamento dell’Associazione Fattoria Gerbione in via Remorino a Minusio con un centro socioeducativo per ragazzi dai 12 ai 18 anni nella Villa Usignolo di proprietà comunale – che allo scopo dovrà essere opportunamente ristrutturata – va sostenuto. Lo dice a chiare lettere la commissione della Gestione del Consiglio comunale di Minusio in due suoi distinti rapporti: uno (relatore Luca Venturi) riguarda il messaggio municipale con cui viene richiesto lo stanziamento di un credito di 2,9 milioni di franchi per la ristrutturazione e l’ampliamento dello stabile; l’altro (relatore Niccolò Mazzi-Damotti) è relativo alla procedura con trattativa diretta per la locazione (a 135mila franchi annui) della proprietà. Entrambi andranno al voto nella seduta del 12 ottobre. La posizione della Gestione è molto importante perché traduce (dovrebbe tradurre) il pensiero della maggioranza del Consiglio comunale riguardo a una “operazione” che a priori ha causato parecchi malumori nel futuro vicinato. Va infatti ricordata la raccolta di firme dei contrari (lanciata a monte di proteste allestite giunte in Cancelleria dopo la presentazione del progetto da parte de “laRegione”), a cui ha fatto seguito una lettera indirizzata a Esecutivo e Legislativo nella quale il Comitato Remorino (la missiva, datata 1 ottobre, riporta 9 firme, ognuna in rappresentanza di un diverso condominio del quartiere) espone tutta una serie di “importanti interrogativi sulla procedura seguita dal Municipio”, lamentando ad esempio l’assenza di un concorso pubblico e di non aver dato ad altre associazioni o fondazioni la possibilità di presentare proposte alternative, o ancora chiedendo chiarimenti sulle garanzie future, sulla destinazione dell’immobile e sulle alternative possibili.
‘Rassicurati dalla bontà del progetto’
Lo stesso Municipio ha pure indetto un’animata serata pubblica, alla quale oltre ai promotori e al vicinato erano stati invitati anche i consiglieri comunali. Proprio a tale momento di discussione fa riferimento la Gestione nel suo rapporto sulla richiesta di credito, definendo “saggia” la decisione dell’esecutivo di organizzarla. “Alla serata era presente anche una delegazione della nostra Commissione, che è stata rassicurata della bontà del progetto e anche dalle parole dell’attuale vicecomandante della Polizia del Piano e dall’ex capodicastero polizia di Tenero, che hanno rassicurato i presenti che ‘come Polizia non sono mai dovuti intervenire per questioni di ordine pubblico o per altre problematiche in 20 anni di presenza della Fattoria Gerbione in centro paese a Tenero’”. La Gestione sottolinea che “la finalità sociale del progetto deve conciliarsi con la tranquillità e la sicurezza dei residenti, così come peraltro già avveniva con la precedente locazione. Parallelamente non può essere sottaciuto che la valenza sociale dell’immobile era presente ben prima delle nuove e massicce edificazioni circostanti, ragion per cui chi si è insediato nelle vicinanze non poteva non conoscere la valenza sociale dell’immobile vicino”. Comunque, ancora a proposito dei futuri rapporti di vicinato, l’auspicio espresso dalla Gestione è che la Fondazione Gerbione instauri “le necessarie sinergie con gli operatori sociali di prossimità del Locarnese e con ulteriori associazioni presenti sul territorio”.
‘Il Cantone abbia meno pretese’
Sulla concessione del credito in sé la commissione esprime dunque un preavviso favorevole, “riconoscendo al progetto una significativa valenza sociale; il recupero di un immobile comunale attualmente inutilizzato e la sua trasformazione in una struttura destinata all’accoglienza e al sostegno di giovani rappresentano un investimento nel patrimonio pubblico e, soprattutto, nella comunità”. Peraltro, viene evidenziata “l’importante entità del credito. Una parte significativa dei costi deriva dagli adeguamenti agli standard energetici, di sicurezza, accessibilità e impiantistici richiesti per la nuova destinazione imposti dal Cantone”. Pur dicendo di condividere l’obiettivo di garantire strutture adeguate e sicure, “occorre interrogarsi sulla proporzionalità tra standard e costi, anche per interventi quali ad esempio l’ascensore”. Il Cantone, nota la Gestione, “dovrebbe considerare maggiormente la situazione finanziaria dei Comuni e rivedere, laddove possibile, standard e prescrizioni che rischiano di rendere eccessivamente onerosi progetti di indubbio interesse pubblico” come quello di cui si sta parlando. “Diversamente – ammonisce la commissione – il rischio è di scoraggiare proprio gli investimenti sociali e la valorizzazione del patrimonio comunale”. Note positive arrivano invece sulla prevista sostenibilità finanziaria dell’operazione, visto che “il canone annuo di circa 135mila franchi dovrebbe sostanzialmente coprire i costi annuali stimati dal messaggio”.
‘Continuità alla vocazione sociale’
Come accennato, c’è anche un secondo rapporto: quello di Mazzi-Damotti sulla locazione. Ebbene, viene espresso “pieno sostegno al progetto e preavviso favorevole al messaggio municipale, riconoscendo nella futura presenza della Fattoria Gerbione a Minusio un progetto di evidente interesse pubblico e sociale. La destinazione prevista permette infatti di dare continuità alla vocazione sociale di Villa Parco d’Usignoli, valorizzando allo stesso tempo un immobile di proprietà comunale. Lo stabile è stato destinato per circa trent’anni a scopi sociali e ha già ospitato il Foyer Usignolo: la nuova destinazione non rappresenta pertanto un elemento estraneo alla storia dell’immobile e del quartiere”. Compito dell’associazione, si legge ancora, è offrire ai giovani ospiti “un contesto stabile e professionale nel quale sviluppare competenze personali e sociali e costruire prospettive per il proprio futuro scolastico, professionale e personale”. Importante poi una sottolineatura, che ricalca quella pronunciata nella serata pubblica dal capo dell’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani, Marco Galli; e cioè che “si tratta di giovani che necessitano essi stessi di protezione, sostegno e accompagnamento, e non di persone dalle quali bisogna proteggersi”. E ancora: “La Commissione valuta positivamente l’esperienza pluriennale dell’Associazione e la professionalità dell’équipe educativa, che garantisce una presenza e un accompagnamento sulle 24 ore”.
Petizioni, due rapporti
Il tema è stato affrontato anche dalle Petizioni, limitatamente al messaggio sul canone di locazione. La maggioranza (relatrici Ursula Tami e Sara Bonora) sottoscrive in pieno tutte le considerazioni positive sul progetto (riconoscendovi “non soltanto un’operazione di valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale, ma soprattutto la possibilità di dare continuità alla vocazione sociale della proprietà e di contribuire concretamente alla risposta a un bisogno presente sul territorio”). Più critica, invece, la minoranza (relatore Ignazio Maria Clemente), sia per l’inusuale velocità con cui si sta decidendo di procedere, sia considerando le pur legittime preoccupazioni di parte degli abitanti del quartiere.
LOCARNO E VALLI
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2026-10-03T07:00:00.0000000Z
2026-10-03T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281676851848180
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