Cantone con le Fart Snl: ‘Concorrenza sleale’
La società di navigazione ha presentato al Tribunale d’appello un’azione civile contro il Consiglio di Stato, accusato di concorrenza sleale per il sostegno a Fart
Di Sascha Cellina
La società Navigazione del Lago di Lugano ha presentato un’azione civile per concorrenza sleale contro il Consiglio di Stato, nello specifico una petizione depositata tra giovedì e venerdì presso il Tribunale d’appello cantonale. È la carta (in parte già preannunciata nelle scorse settimane) calata dalla Snl nella partita per il controllo della navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore, che il Cantone vorrebbe togliere (almeno la tratta pubblica Locarno-Tenero-Magadino) alla società con sede a Lugano per assegnarla alle Fart, a partire dal cambio di orario previsto il prossimo 13 dicembre.
Una decisione quella di rivolgersi alla giustizia (civile) che Snl ha preso “per tutelare il proprio ruolo nel servizio pubblico di navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore”. Un ruolo riconosciuto
dagli “accordi sottoscritti con la Gestione Governativa Navigazione Laghi, concessionaria del servizio in virtù della Convenzione italo-svizzera del 1992 e in forza di un contratto quadro di gestione valido fino al 2046”. Secondo Snl, “il Cantone Ticino sta intervenendo in questi rapporti contrattuali con l’obiettivo di favorire le Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi, società partecipata dal Cantone nella misura del 51,40% e dalla Confederazione nella misura del 34,14%. In questo contesto, il Cantone ha invitato le autorità italiane competenti – la Ggnl e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – a partecipare a un tavolo tecnico con Fart per discutere un nuovo progetto relativo alla navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore”. Riunione alla quale l’azienda sottocenerina afferma di non essere stata invitata e di non aver nemmeno avuto accesso, con rifiuto formale del Consiglio di Stato risalente al 3 settembre, ai relativi verbali… “Alla luce di questa situazione, Snl ritiene necessario tutelare per via giudiziaria i propri diritti contrattuali, la continuità del servizio di navigazione e i posti di lavoro legati all’attività sul bacino svizzero del Lago Maggiore. La società ha quindi presentato, seppur a malincuore, al Tribunale d’appello del Cantone Ticino una petizione contro il Consiglio di Stato, fondata sulla Legge federale contro la concorrenza sleale (Lcsi), chiedendo anche l’adozione di provvedimenti cautelari”.
‘Sembra che negli ultimi due anni non ne abbiamo fatta una giusta’
Se questa mossa basterà a spostare gli equilibri del “gioco” – che è tutto fuorché divertente, in particolare per i dipendenti dell’azienda sottocenerina che operano sul Verbano, i quali le hanno chiesto di farsi da parte con un atto di responsabilità e favorire la transizione – è tutto da vedere. Di certo è quello che sperano i vertici della Società Navigazione Lago di Lugano, i quali in una conferenza stampa indetta – a bordo di un battello ormeggiato sul Ceresio – per illustrare nel dettaglio ciò che li ha spinti ad adire le vie legali, hanno denunciato una «strategia di accerchiamento» e uno «stillicidio» a vari livelli, volti in sostanza a spingere Snl a farsi da parte.
«In 175 anni di gestione, prima sul Ceresio e in seguito anche sul Verbano, abbiamo operato senza particolari problemi – ha sottolineato il presidente Agostino Ferrazzini, spalleggiato dal direttore Simone Bianchi e dal portavoce Sergio Savoia –. Nel 2014 abbiamo risanato l’azienda e l’abbiamo rilanciata, dando ad esempio avvio al processo di elettrificazione dei battelli e rafforzando pure la presenza svizzera sul Lago Maggiore. Poi però, dall’11 dicembre del 2023, ossia dalla sottoscrizione con la controparte italiana del nuovo accordo quadro relativo alla concessione valido fino al 2046, sembra che non ne combiniamo una giusta…».
Isole, pontile di Magadino e finanze
Tra gli esempi passati in rassegna dal direttore Bianchi, la gestione delle Isole di Brissago, per la quale Snl sarebbe stata lodata (anche da Bellinzona) tra il 2022 e il 2024, prima dell’improvvisa pioggia di critiche degli ultimi due anni… «Ci hanno accusato di lasciare a terra i passeggeri, ma parliamo di 286 persone – su oltre 85mila – che in situazioni di eccezionale affluenza hanno dovuto aspettare, per questioni di sicurezza, la corsa seguente».
O ancora il pontile di Magadino, che «dopo 200 anni necessitava la sostituzione delle speciali cerniere, arrivate con nove giorni di ritardo per un problema del fornitore. Non abbiamo interrotto il servizio, lo abbiamo solo spostato, anche in questo caso per ragioni di sicurezza e non perché ce l’ha ordinato l’Ufficio federale dei trasporti». Quanto alle questioni finanziarie e in particolare alle possibili discrepanze nei conti tirate in ballo nel dibattito politico, i vertici di Snl hanno ribadito come «le osservazioni del Controllo cantonale delle finanze (Ccf ) riguardano esclusivamente minime attribuzioni di singole voci di costo a determinate posizioni contabili» e sottolineato come, quando si tratta di calibrare il contributo pubblico, «è difficile andare in pareggio, per questo la legge indica come gestire le discrepanze, in questo caso un utile (circa di 400mila franchi) da porre in riserva. Siamo un’azienda solida e trasparente».
‘Stillicidio e pressioni a vari livelli per favorire una partecipata dello Stato’
Fin qui la difesa, ora il contrattacco… «Negli ultimi due anni la media dei controlli nei nostri confronti è più che raddoppiata, arrivando a ben 19, tra cui due audit dell’Uft, che comporta settimane di preparazione e un lavoro supplementare importante sia durante sia dopo le verifiche. Parliamo di controlli (peraltro tutti superati) ambientali, dell’ufficio del lavoro, del controllo cantonale delle finanze. A ciò si aggiungono le pressioni da diverse realtà regionali (come l’Ente Regionale per lo Sviluppo e il Convivio dei sindaci del Locarnese), così come quelle sindacali, politiche e mediatiche, con tutte le conseguenze del caso a livello operativo (ad esempio una concessione limitata nel tempo sul Ceresio non ci permetterebbe di effettuare gli investimenti previsti), di immagine e finanziario. Conseguenze causate anche da diversi uffici cantonali, attraverso un modo di agire che non possiamo più tollerare».
Un quadro che per Ferrazzini e colleghi segue un disegno ben preciso… «Snl è vittima di una strategia di accerchiamento a vari livelli, con uno stillicidio di azioni e pressioni di vario tipo su più fronti volti a ottenere qualcosa che il Cantone non può, visto gli accordi in essere, raggiungere legalmente. Vogliono spingerci a farci da parte, e non è un caso che tutto sia cominciato dopo la firma dell’accordo quadro valido per oltre 20 anni. In pratica, ci hanno lasciato svolgere tutto il lavoro sull’ampio progetto della navigazione cantonale del futuro e una volta abbattuto il rischio imprenditoriale, vogliono scipparcelo per affidarlo una società privata (e quindi concorrente) ma con partecipazione statale e federale».
Da qui, la decisione di intentare una causa civile contro il Cantone… «Dobbiamo agire per garantire il servizio sul territorio, abbiamo contratti solidi e un lavoro serio da difendere. E speriamo che tale azione abbia anche una funzione inibitoria che porti alla cessazione di certi comportamenti contro Snl. Se non dovesse bastare, non possiamo escludere di compiere altri passi, così come non scartiamo la possibilità di una richiesta di risarcimento danni».
Ma cosa succederà se effettivamente dal 13 dicembre il Cantone non ordinerà (e quindi finanzierà) più la tratta Locarno-Magadino? «Saremmo comunque in grado di gestire il resto della navigazione sul Verbano, ma senza più la logica del trasporto pubblico (quindi anche a livello di prezzi, ndr) e puntando tutto sul turismo, con tra l’altro il nuovo accordo quadro che ci permette di poter navigare in acque italiane anche con natanti battenti bandiera svizzera».
Nel frattempo, secondo quanto appreso dalla Regione, i sindacati Sev, Unia e Ocst hanno chiesto un incontro urgente al nuovo direttore del Dipartimento del territorio, Piero Marchesi. «L’incertezza sul futuro della navigazione sul Verbano non può non preoccupare, urge una soluzione al più presto possibile, altrimenti al 14 dicembre i battelli non circoleranno», afferma Angelo Stroppini, segretario del Sindacato del personale dei trasporti, che fa anche notare come «l’attuale situazione di incertezza, unita alla quasi quotidiana presenza della Direzione al debarcadero di Locarno, è insostenibile per i dipendenti attivi sul Lago Maggiore (a cinque collaboratori la settimana scorsa sono state prospettate delle modifiche contrattuali: la disdetta consensuale o il passaggio da fissi a stagionali, ndr)».
I SINDACATI
Situazione insostenibile, appello a Marchesi
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