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Porto regionale Sa, operazione ‘pulizia’

Dopo il caso delle fatturazioni escono Bäriswyl e Panizzolo ed entrano Fabio Abate come presidente, Claudio Blotti e Simone Patelli

Di Davide Martinoni

Fabio Abate è il nuovo presidente della Porto regionale di Locarno. Con lui in comitato entrano Claudio Blotti e Simone Patelli. Sostituiscono Bruno Bäriswyl, Luca Panizzolo e Aris Piffaretti. Le nomine sono state formalizzate ieri dall’assemblea dei soci, calmando così le acque nello stagno dopo il sasso lanciato con il caso delle fatturazioni nel Cda. Caso che era scoppiato dopo che i membri Bäriswyl e Panizzolo, a loro dire per attaccamento al bene pubblico, sul cantiere per l’ampliamento della struttura si erano prestati, con funzioni diverse, oltre quanto prevede l’impegno istituzionale: entrambi, in ogni caso, fatturando anche privatamente per cifre che erano poi state contestate all’interno dello stesso Cda e trascinate in Municipio dal rappresentante della Città, Claudio Franscella.

‘Mancanza di fiducia’

Il risultato era stato la decisione dell’Esecutivo di avviare le procedure (leggi preparare un’assemblea) per la sostituzione di entrambi a causa di una sopravvenuta “mancanza di fiducia” conseguente a “criticità emerse (da una verifica interna, ndr) nel funzionamento dell’organo di governo, nonché situazioni e comportamenti non conformi ai principi etici e ai doveri di correttezza richiesti ai membri di un Cda”. Se per Bäriswyl (delegato del Comune)

questa era rimasta la prospettiva concretizzatasi ieri con la nomina di Claudio Blotti al suo posto, Panizzolo (rappresentante dei privati) aveva anticipato i tempi, dimettendosi già a marzo dalla carica. In più, il Municipio aveva deciso di affidare la presidenza a un suo delegato, consentendo comunque all’ex presidente Roberto Benaglia (rappresentante dei privati) di rimanere nel Cda.

Mariotti alla riscossa

Tuttavia, contro le deliberazioni municipali si era scagliato l’avvocato Vittorio Mariotti, allo stesso tempo azionista privato della Porto regionale e legale dei due membri destituiti, che prima aveva ricorso al Consiglio di Stato (ricorso tutt’ora pendente) poi indotto un rinvio dell’assemblea per le nuove nomine. In un primo momento la seduta era prevista l’11 giugno, ma Mariotti, questa volta in qualità di azionista, l’aveva contestata, sollevato censure sulle modalità di convocazione e lamentando in particolare “l’assenza di indicazioni in merito alle candidature proposte o disponibili relativamente alla trattanda concernente le nomine statutarie da effettuare”. In sostanza, non venivano indicati i nomi dei candidati a subentrare in Cda ai due membri scaricati.

E la frecciata lanciata dal battagliero avvocato locarnese era andata a segno, perché pochi giorni prima della seduta ordinaria la Porto regionale Sa aveva scritto ai soci informandoli del rinvio, onde “evitare ogni incertezza riguardo a ogni eventuale impasse procedurale”.

I nomi dei candidati erano poi arrivati a inizio ottobre assieme alla nuova convocazione: appunto Abate e Blotti al posto del dimissionario Piffaretti e Bäriswyl (in rappresentanza degli azionisti pubblici); e Patelli per l’altro dimissionario Panizzolo (per quelli privati). Con il “surplus” della cooptazione di Abate quale nuovo presidente del Consiglio di amministrazione, proposto dal Cda stesso. Tre nomi nuovi, va rilevato, di spessore: Fabio Abate, avvocato, è stato prima municipale di Locarno e poi consigliere agli Stati; Claudio Blotti è attualmente alla Direzione delle Fart; mentre Simone Patelli ha presieduto fino a settembre Ticino Turismo, è membro di Svizzera Turismo e del comitato svizzero dell’Associazione campeggi, nonché presidente dell’Associazione campeggi ticinesi.

Struttura occupata al 100%

Ieri in seduta il presidente uscente Roberto Benaglia ha letto la relazione del Cda per l’esercizio 2025; un esercizio, a non averne dubbio, eccellente, poiché caratterizzato in primo luogo da un’occupazione del porto in misura del 100% dei posti disponibili, e poi anche dall’immediato successo riscontrato dai nuovi ormeggi di categoria 6. Sempre nel ’25 è stato messo in esercizio il nuovo pontile temporaneo per turisti, con una quindicina di posti barca, che pure è sin da subito stato utilizzato «a pieno regime». In proiezione, Benaglia ha ricordato che «il percorso di crescita non si ferma qui», intendendo con questo la prosecuzione dei lavori di potenziamento dell’impianto elettrico del molo frangionde. Parlando a nome del Cda ma riferendosi alla sua stessa funzione di presidente, Benaglia ha giustificato la scelta municipale di affidare la carica a un rappresentante della Città quale azionista di maggioranza; parlando di «una decisione giusta e opportuna», ha ricordato che ciò è del resto in linea con quanto già accade nelle altre società partecipate.

‘Tutto il vecchio Cda da destituire’

In assemblea una voce critica è stata quella dell’avvocato Mariotti, che prima ha bocciato i conti e poi chiesto la destituzione di tutti i vecchi membri del Cda rimasti in carica, «e che la Sa venga gestita soltanto dai tre nuovi entrati».

Il “no” ai conti è stato giustificato con «l’ostinazione del Cda a non voler saldare le fatture inevase delle ditte di Bäriswyl e Panizzolo: si tratta di importi ridicoli (8’500 e 4’500 franchi) e il rifiuto di onorare queste prestazioni è solo una ripicca senza giustificazione che porterà solo costi alla Sa». Benaglia ha risposto che non c’è nessuna ripicca, ma solo una vertenza in corso. Quanto alla richiesta di destituzione di tutti i membri superstiti nel Cda, Mariotti li ha accusati di «accoltellamento alle spalle nei confronti di due vittime di un’operazione di Palazzo, quando in realtà non hanno fatto altro che il bene della società, in una situazione di emergenza, con il consenso del Cda. Ci si è accaniti su di loro, denigrandoli pubblicamente».

LOCARNO E VALLI

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2026-10-24T07:00:00.0000000Z

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