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‘L’A2-A13 sia inserita in priorità nazionale’

Grido d’allarme del Comune che più di altri soffre il traffico. Criticata la consultazione sulle due varianti: ‘Non si vanifichi il lavoro svolto per quella ufficiale’

Di Marino Molinaro

Più che una dettagliata presa di posizione sulla consultazione in corso fra le due varianti, quella del Municipio del Comune tagliato in due dalla ‘tirata’ è un grido d’allarme alle autorità federali.

Il collegamento veloce A2-A13 fra Locarnese e Bellinzonese (CoBelLo) “dev’essere trattato quale priorità cantonale e nazionale” e pertanto l’orizzonte 2055 indicato recentemente dalle autorità federali “dev’essere anticipato” e il confronto tra le due varianti “concluso rapidamente” a favore di quella di sponda sinistra che “sosteniamo con la massima convinzione” auspicandone la prosecuzione “senza ulteriori ritardi” visto che presenta “un’efficacia nettamente migliore” rispetto alla variante di sponda destra. Oltre all’appello corale della Commissione regionale dei trasporti del Bellinzonese, cui abbiamo dato spazio il 29 ottobre avendo radunato le varie prese di posizione trasmesse dai Comuni del comprensorio, Sant’Antonino ha ritenuto opportuno partecipare anche singolarmente alla consultazione voluta da Berna sul Piano settoriale dei trasporti, nel caso specifico mettendo a confronto la variante ufficiale di sponda sinistra (in galleria da Camorino a Quartino) e quella di sponda destra (in galleria da Sementina a Riazzino) sostenuta dal solo Ufficio federale dell’ambiente. Quello di Sant’Antonino è un vero grido d’allarme, che il Municipio ha voluto trasmettere anche alle autorità cantonali. Per contro il confinante Cadenazzo – alle prese con analoghi problemi e con soluzioni viarie (semafori intelligenti) che al momento non sembrano garantire ancora benefici tangibili in attesa della conclusione dei lavori coordinati da Ustra – ha optato per una missiva alla sola Crtb.

‘Minacciata la qualità di vita’

L’abitato di Sant’Antonino – affacciato sulla ‘tirata’ a quattro corsie fra Cadenazzo e Camorino – soffre più di altre località del Piano, sia a causa del sempre intenso traffico bidirezionale veloce da e per il Locarnese e l’autostrada, sia per quello generato dalla propria vasta zona industriale e commerciale, catalogata come Ggt, grande generatrice di traffico. CoBelLo, premette il Municipio, “riveste carattere strategico per Sant’Antonino, il Bellinzonese, il Piano di Magadino, il Locarnese e l’intero cantone. L’attuale asse stradale attraverso Sant’Antonino e Cadenazzo è fortemente sollecitato. Le congestioni ricorrenti incidono negativamente sulla qualità di vita della popolazione, sulla sicurezza, sull’ambiente, sull’accessibilità delle zone lavorative e commerciali e sull’affidabilità del trasporto pubblico su gomma”. Per Sant’Antonino la realizzazione del nuovo collegamento “costituisce una condizione essenziale per ridurre il traffico di transito e migliorare durevolmente la funzionalità dell’intero sistema viario del Piano”.

‘Migliore in tutti i sensi’

La variante di sponda sinistra “sulla base degli approfondimenti è la soluzione che più risponde agli interessi di Sant’Antonino e del territorio”. Per vari motivi: “Consente uno sgravio sostanziale dell’intero asse di sponda sinistra; convoglia sul nuovo collegamento una parte significativa del traffico proveniente da sud e diretto verso Gambarogno e Locarnese; è attrattiva sia per le relazioni verso Bellinzona e il Nord, sia per quelle verso Lugano, Mendrisio e il Sud; migliora il collegamento delle aree produttive, lavorative e commerciali del Piano; riduce il traffico sulla rete esistente e di conseguenza le immissioni foniche e atmosferiche negli abitati; consente di sgravare entrambe le sponde del Piano e non soltanto l’asse di sponda destra; risponde meglio agli obiettivi strategici di collegamento tra Bellinzonese, Locarnese, Luganese e Gambarogno”. Il Municipio per contro boccia la variante di sponda destra il cui unico vantaggio è di non attraversare la zona palustre protetta di Quartino. Per il resto “non è in grado di conseguire gli obiettivi trasportistici e territoriali necessari per Sant’Antonino e per la sponda sinistra del Piano”, perché “lascia un carico veicolare elevato; non risolve le attuali congestioni lungo l’asse maggiormente interessato dal traffico; presenta conflitti col corridoio ferroviario pianificato per l’attraversamento del Piano e comporta un maggior sacrificio di superfici agricole per l’avvicendamento delle colture”.

‘Ampio consenso’ trasversale

A ciò si aggiunge il fatto che “nel corso degli anni sono state esaminate numerose alternative di tracciato”; esercizio sfociato nell’individuazione della variante sud di sponda sinistra sviluppata dal Cantone e portata avanti dalla Confederazione dal 2020 “investendo importanti risorse pubbliche in termini di pianificazione, studi tecnici, verifiche ambientali, analisi del traffico, coordinamento istituzionale, tempo e mezzi finanziari. Soluzione che inoltre gode di un ampio consenso politico, istituzionale e regionale maturato nel corso del processo pianificatorio”. Un nuovo riesame, quello appunto voluto da Ufam, “non dovrebbe pertanto tradursi nella riapertura di scelte già ampiamente studiate, discusse e approfondite”. Il confronto supplementare richiesto a livello federale “deve servire semmai a concludere definitivamente la ponderazione degli interessi, senza vanificare il lavoro svolto, le risorse già investite e il consenso costruito attorno alla soluzione di Ustra”.

‘Misure compensatorie vincolanti’

Quanto poi all’orizzonte 2055, il Municipio lo considera “troppo lontano rispetto all’urgenza degli odierni problemi”. Da qui la richiesta formulata a Confederazione e Cantone “di esaminare tutte le possibilità pianificatorie, procedurali e finanziarie per anticipare l’elaborazione, l’approvazione e la realizzazione dell’opera”. Il progetto “dev’essere trattato quale priorità infrastrutturale cantonale e nazionale, assicurando continuità alla progettazione, definendo tappe chiare e vincolanti ed evitando ulteriori ritardi derivanti dalla riapertura di valutazioni già svolte”. Il tutto con l’auspicio che i due progetti autostradali (potenziamento Lugano-Mendrisio e CoBelLo) non si ostacolino nella tempistica. Infine la tutela ambientale e le misure compensative per Quartino: il Municipio chiede che “le misure di protezione e mitigazione siano definite in modo vincolante, attuate contestualmente all’opera e garantite nel lungo periodo”. Parliamo della prevista rinaturazione della tratta terminale del fiume Ticino, che “rappresenta una componente centrale della compensazione ambientale collegata alla variante sud di sponda sinistra e dev’essere sviluppata e garantita quale parte integrante del progetto”.

BELLINZONA E VALLI

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2026-11-04T07:00:00.0000000Z

2026-11-04T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281676851927743

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