Alba, lettera a Marchesi ‘Serve un cambio di passo’
Ribadita la centralità strategica dell’Aeroporto
Di D.L.
Non mancano certo i dossier sulla scrivania del neo consigliere di Stato Piero Marchesi: dalla navigazione al lupo, passando per tutte le problematiche che attanagliano il territorio cantonale di questi tempi. Tra queste, anche il futuro dell’Aeroporto cantonale di Locarno, in pieno fervore edilizio grazie all’iniziativa di imprenditori privati e Cantone. Proprio di recente, l’Associazione locarnese e bellinzonese per l’aeroporto (Alba) ha preso contatto col direttore del Dipartimento per complimentarsi – innanzitutto – con lui per la nomina in governo e augurargli un proficuo lavoro. Ma, ovviamente, anche per richiamare la sua attenzione sulla struttura aeroportuale sulle rive del Verbano (il Dt è responsabile anche per la gestione generale dell’aeroporto). Nella lettera inviata a metà ottobre, a firma Fabio Käppeli (presidente) e Marco Pellegrini (vice), l’Alba ricorda quelle che sono le sue finalità, vale a dire “rappresentare gli interessi delle aziende presenti all’aeroporto, promuovendone la conoscenza e tutelandone il valore affinché siano nella condizione di poter operare nelle migliori condizioni”. A tal proposito l’Alba ricorda pure come gli ultimi anni di gestione dell’Aeroporto di Locarno, acquistato dal Cantone nel 1955 per realizzare l’aeroporto cantonale, non siano sempre stati orientati a mantenere e, meno ancora, sviluppare le infrastrutture operative e logistiche, sebbene nell’ultimo periodo lo sviluppo del comparto centrale sia tornato positivamente d’attualità. Allo stato attuale, tuttavia, eccetto l’ente proprietario, tutti gli altri operatori, Dipartimento federale della difesa in primis, hanno portato a termine il completo rifacimento delle proprie infrastrutture con investimenti nell’insieme ben superiori ai 100 milioni di franchi”.
Numeri che contano
Nella lettera a Marchesi, i vertici dell’Associazione non nascondono anche qualche preoccupazione interna, “motivata, ad esempio, dall’abbandono del progetto di mini-allungamento della pista principale (dettato da ragioni di sicurezza e non per consentire allo scalo di accogliere aerei di grosse dimensioni) verso Bellinzona, progetto che aveva il consenso delle autorità comunali e regionali. La rinuncia – frutto anche di un inspiegabile ‘ripensamento’ del Cantone, espressosi con un parere negativo al riguardo – viene interpretata tra i nostri soci quale ennesima concessione verso chi auspica la ‘chiusura’ dell’aeroporto dove lavorano oltre 230 collaboratori civili e militari”. La lettera non è accompagnata da richieste specifiche, ma serve più che altro da infarinatura al dossier Aeroporto di Locarno. Perché, secondo l’Alba, abbandonata la modalità ‘maintenance only’ (mantenimento dell’operatività al minimo indispensabile) che ha caratterizzato l’impegno profuso dal Cantone negli anni passati, si tratta di imprimere nuova energia ai vari progetti in corso d’opera in sinergia con gli investitori privati.
Fabio Käppeli, presidente dell’Alba, da noi interpellato, aggiunge che «abbiamo chiesto a Marchesi un incontro confidando nella sua maggior sensibilità sulle problematiche legate all’Aeroporto, considerata anche la sua vicinanza al mondo economico. Auspichiamo che i vari uffici dipartimentali, sotto la sua guida, diano prova di una maggior considerazione ed equilibrio nei confronti dello scalo locarnese. Ci rendiamo conto che i progetti sono tanti e questo complica un tantino le procedure e le valutazioni. Ora servono quelle scelte operative-logistiche che lo stesso parlamento ha richiesto. Si spera perciò che la prossima fase, quella che interessa il rinnovo del comparto centrale dell’aeroporto, possa essere avviata entro la fine dell’anno. Ricordo che il Cantone è il proprietario delle infrastrutture e non può esimersi dal fare la sua parte fino in fondo. È anche una questione di rispetto nei confronti degli investitori privati».
LOCARNO E VALLI
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2026-11-07T07:00:00.0000000Z
2026-11-07T07:00:00.0000000Z
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