Quei tagli alla biodiversità che preoccupano
Una petizione e un’interrogazione puntano i riflettori sul disboscamento lungo l’argine della Maggia e sulla gestione delle alberature sul suolo comunale
di Sascha Cellina
Il disboscamento lungo l’argine della Maggia preoccupa i cittadini di Locarno (e non solo). Un sentimento evidenziato da due iniziative distinte ma con il medesimo intento, ossia puntare i riflettori su una zona tanto amata da chi cerca uno spazio verde e immerso nella natura dove passeggiare (con o senza cani), fare sport o anche solo trascorrere del tempo lontano dal tran tran cittadino, ma a due passi dalla stessa città. Un luogo che però per alcuni sta diventando sempre meno verde anche per gli interventi delle autorità comunali, chiamate in causa da un’interrogazione del gruppo dei Verdi e Indipendenti in Consiglio comunale (sottoscritta anche dal leghista Kevin Pidó) e da una petizione pubblica lanciata sul sito campax.org.
L’appello firmato da quasi 600 persone
Quest’ultima, va detto in maniera piuttosto generica e anche impulsiva, si rivolge direttamente al sindaco di Locarno (Nicola Pini) chiedendo di “fermare immediatamente il disboscamento effettuato attualmente sull’argine della Maggia”, in quanto “gli alberi non sono proprietà dei municipali eletti per quattro anni, ma dei cittadini (anche perché un albero impiega molto più di quattro piccoli anni per crescere)”; “i cittadini vogliono, e apprezzano, la presenza di alberi, anziani o meno, sull’argine della Maggia, poiché favoriscono la biodiversità e contribuiscono a spezzare le isole di calore durante le passeggiate estive”; “la presenza di piante e numerosi alberi non è solo apprezzabile soggettivamente, ma svolge anche un ruolo fondamentale nel rinforzare il suolo dell’argine della Maggia, riducendone l’erosione”. Considerazioni sottoscritte, sull’apposita piattaforma online, da quasi 600 persone in pochi giorni.
L’intervento del 19 gennaio
Parte invece da un episodio ben preciso l’interrogazione che vede quale primo firmatario Ariele De Stephanis, ossia la rimozione, lo scorso lunedì 19 gennaio, di “numerosi alberi lungo la sponda sinistra della Maggia, nell’ambito dei lavori per il nuovo collettore del Consorzio Depurazione Acque Verbano – si legge –. Pur essendo noto che sono previste nuove piantumazioni, l’intervento suscita preoccupazione”, in particolare alla luce del fatto che per i firmatari “non si tratta di un episodio isolato, poiché negli ultimi anni si sono verificati ulteriori disboscamenti, anche per contrastare le neofite, senza che emerga un chiaro e coerente concetto di alberatura sostitutiva o di rinverdimento continuo della passeggiata”. E questo quando invece “il sentiero lungo la Maggia dovrebbe essere valorizzato e non compromesso, poiché la sua tutela apporta benefici sia all’ecosistema sia alla popolazione. La conservazione della biodiversità migliora la qualità dell’aria, mitiga le temperature e contribuisce al benessere e alla qualità di vita. La flora riveste inoltre un ruolo essenziale nel consolidamento degli argini e nella protezione di un ecosistema ricco ma fragile, oggi messo sotto pressione dai tagli recenti”.
La Città: ‘I tagli saranno compensati, da migliorare la comunicazione’
Tagli, in particolare quelli della scorsa settimana, su cui vertono le prime domande rivolte al Municipio – più che altro sul suo ruolo, considerando che l’area interessata rientra nella competenza del Consorzio per la manutenzione delle opere di arginatura e premunizione forestale Rovana-Melezza-Maggia (Crmm) –, le quali hanno in parte già ottenuto risposta. A spiegare la situazione ai consiglieri comunali in questione (e come appurato dalla Regione) è infatti stato il direttore della Divisione Urbanistica e Infrastrutture (Dui, ex Ufficio tecnico) della Città di Locarno, André Engelhardt... “I lavori di taglio piante in golena sono da ricondurre alla realizzazione del nuovo collettore del Consorzio Depurazione Acque Verbano (Cdv), in sostituzione di quello attuale non più adeguato – le sue parole –. La licenza edilizia per l’intervento è stata rilasciata, sentito il preavviso dei competenti servizi cantonali, dal Municipio lo scorso 11 dicembre e a inizio mese abbiamo ricevuto la notifica di inizio lavori a partire da oggi (il 19 gennaio, ndr), proprio con i lavori preparatori che includono il taglio delle piante”. Engelhardt ha anche sottolineato che “la relazione tecnica include un capitolo dedicato alla lotta alle neofite (in coordinamento con i lavori del Locarnese Ente Acqua per i nuovi pozzi) e al progetto di ripiantumazione al termine dei lavori per il nuovo collettore. In base a quanto scrive l’ing. Monotti, quale progettista per questo tema, verranno messi a dimora circa 450 cespugli e 15 nuove alberature ad alto fusto che corrispondono all’incirca a quanto presente ora in golena”. Da notare come “l’intervento interesserà una fascia centrale della golena larga circa 8 metri e purtroppo saranno sacrificate alcune piante che erano state messe a dimora a fine anni ’90, dopo il rifacimento degli argini”, ma lo stesso Monotti “ha rassicurato sul fatto che la ripiantumazione permetterà di ricreare un ambiente adeguato al carattere golenale”.
Tutto secondo i piani e calcolato insomma, anche se un aspetto che non ha funzionato a dovere c’è... “Considerando l’utilizzo pubblico della golena, sarebbe stato auspicabile da parte del Cdv un minimo d’informazione pubblica. In tal senso, proporrò al direttore del Consorzio di procedere con un’informazione congiunta”.
Poca attenzione per flora, fauna, popolazione e mancanza di una visione d’insieme
Spiegazioni quelle del direttore della Dui che non sono evidentemente bastate ad Ariele De Stephanis e colleghi, i quali hanno comunque deciso di interrogare l’esecutivo... «Sostituire gli alberi tagliati con nuove alberature e cespugli non ne annulla l’impatto negativo – le ulteriori considerazioni –. La biodiversità dei nuovi alberi impiega infatti anni a diventare paragonabile a quella degli alberi abbattuti. Lo stesso vale per i benefici ambientali da essi forniti. Nel frattempo, ne risente l’ecosistema circostante. L’abbattimento di un albero è un atto irreversibile che impone una responsabilità politica accresciuta e una ponderazione degli interessi particolarmente rigorosa, perché non consente ripensamenti. Anche la messa a dimora deve essere una scelta consapevole e mirata, coerente con gli obiettivi che si intendono perseguire, in primis l’ombreggiatura". E qui il discorso (e le domande al Municipio) si allarga alla gestione delle alberature su tutto il suolo comunale, centro urbano compreso... “Da anni sul territorio di Locarno si registrano rimozioni ricorrenti di alberi, che lasciano emergere una limitata attenzione per la flora, la fauna e per la popolazione. Questi interventi alimentano il timore di una insufficiente considerazione delle esigenze naturalistiche e paesaggistiche della Città e della mancanza di una visione d’insieme coerente. Inoltre, le alberature di sostituzione sovente non appaiono a larga chioma, quasi si temesse l’onere della manutenzione, mentre per contrastare efficacemente le isole di calore urbane sarebbe necessario un chiaro cambio di paradigma”.
In conclusione, i firmatari riconoscono “la necessità di occasionali tagli di alberi”, ma auspicano “un maggiore coinvolgimento della popolazione e una visione più globale sulla biodiversità locale”.
LOCARNO E VALLI
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2026-01-27T08:00:00.0000000Z
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