Un concerto nato tra… i banchi
È successo alle scuole medie. Abbiamo incontrato alcuni alunni, il docente che li ha seguiti e la direttrice, per capire il senso dell’attività didattica
Di Nicholas Belli
Un po’ impresari, un po’ pubblicitari, un po’ tecnici. Gli allievi delle classi 2A e 2D della scuola media di Massagno si sono messi alla prova sotto diversi punti di vista per organizzare l’evento che si è tenuto lo scorso 28 gennaio alla Chiesa di Santa Lucia, ovvero il concerto di musica classica del Quartetto Indaco. «Ci siamo sentiti come dei mini-adulti. Spero che anche altri professori proporranno questa attività», ci dice soddisfatta Ilayda, una delle ragazze di seconda media che abbiamo intervistato. Dopo aver contattato di persona l’agente del quartetto, gli allievi si sono immersi nella preparazione della pubblicità, nell’allestimento del palco e nella ricerca di sponsor, arrivando a coinvolgerne più di 30. «Così tanti che quasi non ci stavano sulla locandina», scherza Ilayda. Pure durante la serata, gli allievi si sono dati da fare scattando fotografie, accogliendo il pubblico e occupandosi della presentazione del concerto. Il loro sforzo è poi stato ripagato: grazie alla partecipazione di ben 200 persone, le due classi hanno potuto arricchire la dotazione di strumenti della scuola con 25 ukulele.
Lavoro, collaborazione, impegno e indipendenza
Il numero di presenti ha colpito positivamente i giovani. «Il mio momento preferito è stato quando ho visto che erano venute tantissime persone», commenta infatti Lamiek. Un risultato ottenuto unicamente con impegno e collaborazione da parte di tutti, come mette in luce lo stesso ragazzo: «Per organizzare un concerto ci vogliono molte persone che si impegnano». Anche Michela è dello stesso avviso, sostenendo che «solo lavorando insieme siamo riusciti a farcela». Sottolineando la dedizione impiegata, Irene racconta che «l’attività ha preso diversi giorni di lavoro». Ma è proprio il momento in cui si sono ritrovati tutti in chiesa la prima volta, dove Irene ha visto «tutti che lavoravano», a rappresentare per lei il ricordo più bello. Grande l’orgoglio dei ragazzi poi per avercela fatta da soli, o quasi: «Il ‘prof’ – aggiunge Ilayda – ci ha aiutati poco e ha fatto scegliere tutto a noi», mentre Alessandro sottolinea di essersi sentito «molto indipendente, come un lavoratore», nell’affrontare il progetto.
‘Un acquisto super intelligente’
Forse l’utilizzo dei ricavi può sorprendere un po’, ma i ragazzi difendono prontamente la loro scelta. La passione per l’ukulele nasce dal prestito da parte delle Medie di Biasca, scuola dalla quale i ragazzi di Massagno ne hanno ricevuti un paio. Ma si trattava, appunto, solo di un prestito. «Ci sembrava peccato doverli restituire, quindi abbiamo deciso che con il ricavato del concerto avremmo comprato degli ukulele tutti nostri», spiega Ilayda. Michela evidenzia poi il carattere altruistico della loro decisione, affermando che gli ukulele «non saranno solo per noi, ma anche per le altre classi». Quello che va più fiero della spesa è però sicuramente Alessandro che, dopo aver raccontato con orgoglio di come gli ukulele siano stati sudati da lui e i suoi compagni, definisce l’acquisto come «super intelligente». Ne testimonia il fatto che sua sorella, quando ha lezione di musica, esce di casa «contentissima perché sa di poter suonare l’ukulele». Da un punto di vista più didattico, Marino Delgado – il docente di educazione musicale che ha proposto l’attività – spiega che l’ukulele è «uno strumento perfetto per accompagnare le canzoni». A differenza del flauto, «che offre tanto a livello melodico», l’ukulele permette di toccare anche la «parte armonica». Avendone a disposizione 25, ognuno potrà «imparare le basi di uno strumento a corde».
Un’attività ‘differente dalla scuola normale’
Richiedere ai ragazzi delle Medie di organizzare un concerto rappresenta una modalità di apprendimento alternativa. Lo testimoniano le parole dei ragazzi e il bagaglio acquisito, come conferma Michela: «È stata un’attività molto bella e diversa dalla scuola normale». Un’attività che è piaciuta non solo ai giovani, ma anche agli adulti. Tra gli obiettivi pedagogici, Delgado e la direttrice Rosetta Poerio Cattaneo sono d’accordo nell’inserire lo sviluppo di competenze professionali. «Conformemente a quanto richiede il Cantone, in questo progetto gli alunni hanno applicato abilità interdisciplinari di vario genere, tra cui: analizzare, scegliere, collaborare e diventare autonomi» spiega la direttrice, che si dice orgogliosa dei ragazzi e a favore di questo tipo di iniziative. E infatti, Alessandro è consapevole dell’importanza delle abilità allenate, raccontando che l’essere «riuscito a superare l’ansia prima di parlare davanti a tutti lo aiuterà anche in futuro». Confrontare i giovani con le regole di galateo proprie ai concerti di musica classica ha inoltre permesso al docente di «chiudere il cerchio di quanto era stato trattato durante l’anno, ovvero la storia della musica classica e il mondo del teatro». Poerio Cattaneo aggiunge poi di essere «contenta che l’unica imposizione riguardasse la musica classica. Il compito della scuola è anche di proporre qualcosa che i ragazzi non andrebbero subito a indagare. Di fatto i ragazzi sono contenti di fare questa scoperta».
Non è una prima, non sarà l’ultima
Riguardo alla possibilità di riproporre questo tipo di attività ai suoi allievi futuri, Delgado precisa che «a Massagno questo è già il terzo concerto organizzato interamente dagli allievi». Inoltre, l’attività è stata proposta con successo anche ai suoi alunni delle Medie di Canobbio, i quali lo scorso 10 dicembre hanno invitato la violinista Saule Kilaite. Ne si evince che questo è un esercizio a cui il docente tiene molto.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
it-ch
2026-02-09T08:00:00.0000000Z
2026-02-09T08:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281681146320537
Regiopress SA