Rapine, furti e magro bottino: condannati tre giovani
Avevano minacciato, picchiato e derubato alcuni ragazzi
Trentatré mesi e venti giorni di prigione (dieci dei quali sospesi condizionalmente per la durata di due anni) sono stati comminati dalla Corte delle Assise correzionali, presieduta dal giudice Paolo Bordoli, nei confronti di tre giovani (un ticinese, una brasiliana con padre svizzero e un senegalese), per una serie di reati che vanno dalla rapina (anche tentata) al furto (tentato e ripetuto), dalla violazione di domicilio alla coazione, dal danneggiamento alla guida senza autorizzazione, dall’infrazione alla Legge federale sulle armi e le munizioni alla contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti, fino all’infrazione alla Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (soggiorno illegale).
Nello specifico il ticinese di 19 anni, attualmente sottoposto al collocamento cautelare a tempo indeterminato nel Centre éducatif fermé di Pramont (Sion), dove afferma di trovarsi bene, è stato condannato a 14 mesi, la brasiliana di 22 anni si è vista infliggere una condanna a 10 mesi con la condizionale, mentre il senegalese di 27 anni dovrà scontare una pena di 7 mesi e 20 giorni, oltre a cinque anni di espulsione dal territorio svizzero (senza iscrizione nel Sistema d’informazione di Schengen). A tutti e tre verranno scontati i giorni di prigione già sofferti sia come carcere preventivo, sia come esecuzione anticipata della pena. Il procedimento è filato via liscio come l’olio, anche sulla base dell’accordo di pena raggiunto tra la procuratrice pubblica Chiara Buzzi e gli avvocati d’ufficio Valentina Nero, Francesca Pieretti Gerrits e Chiara Donati.
Usata una pistola soft-air
Sul conto dei tre una lunga serie di reati commessi, in gruppo e singolarmente, a Bellinzona, Mendrisio, Giubiasco, Locarno, Balerna, Lucerna e in altre imprecisate località del Cantone Ticino e della Svizzera tra il novembre 2022 e il novembre 2025. In particolare la rapina (in parte tentata) nei confronti di un conoscente, minacciato dal 19enne con una pistola soft-air e al quale, dopo averlo percosso, erano stati sottratti due grammi di hashish, e quella perpetrata ai danni di altri due giovani, pure loro percossi e minacciati con la pistola soft-air, per un bottino di 60 franchi e altri due grammi di hashish, così come il furto di una borsetta contenente 220 franchi, commesso dalla ragazza in combutta con un minorenne. Sul loro conto (in collaborazione con un’altra persona, giudicata a parte), pure il furto di due vetture (una Smart e una Fiat Panda) e, per quanto riguarda il senegalese, giunto a 16 anni in Italia, dove risiede la famiglia, il soggiorno illegale in Svizzera (dopo richiesta d’asilo respinta).
‘Giocate in un altro campionato’
Il giudice Bordoli, con un atteggiamento quasi protettivo, ha provato a far comprendere ai tre imputati la gravità delle loro azioni. «Ciò che avete fatto non va preso sottogamba. Adesso siete maggiorenni – ha ricordato ai due più giovani, esortandoli a proseguire nel percorso intrapreso, uno in Vallese, l’altra con il servizio psicosociale di Chiasso – e d’ora in poi giocherete in un altro campionato, nel quale le conseguenze di simili azioni potrebbero essere molto gravi. Non potete fare agli altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi, questa è la regola. Quel che è successo non si cancella in un giorno, occorrerà del tempo, ma davanti a voi avete una vita intera e tutte le carte in regola per diventare persone integrate in questa società, nella quale dovrete riuscire a trovare i vostri paletti (il 19enne sta seguendo uno stage da carrozziere, la 22enne sogna di diventare educatrice, ndr)».
Al 27enne senegalese – in carcere dal 1° luglio 2025 e quindi giunto a un soffio dalla scadenza della pena – il giudice ha tenuto a spiegare il significato pratico dell’espulsione dal territorio elvetico e lo ha poi esortato ad approfittare «della rete familiare in Italia. Finire sotto processo, sia qui, sia in Italia, non è una bella cosa». E poi, rivolto a tutti e tre, li ha congedati con una domanda sulla quale riflettere: «Pensateci, quali benefici avete tratto dalle vostre azioni?».
BELLINZONA E VALLI
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2026-02-12T08:00:00.0000000Z
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