Commissione fusione, la voce dei cittadini
La rivendica un gruppo spontaneo di ronchesi che vedrebbe di buon occhio, in questo progetto partecipativo, un maggior coinvolgimento della popolazione
D.L.
L’avvio dei lavori della Commissione di studio sull’aggregazione tra Brissago e Ronco sopra Ascona – notizia riportata in queste pagine lo scorso 22 gennaio – segna ufficialmente l’inizio di un processo che potrebbe cambiare in modo duraturo la vita istituzionale dei due Comuni che si affacciano sul Verbano. Fin qui nulla di anomalo, verrebbe da pensare, visto che l’iniziativa è partita dagli stessi Municipi e che da molti anni tra queste due realtà i rapporti di collaborazione nei più svariati ambiti soddisfano la cittadinanza e permettono anche di ottimizzare le risorse. Come in ogni progetto aggregativo che si rispetti, le procedure istituzionali prevedono studi preliminari e valutazioni tecniche prima di arrivare a una consultazione popolare. Tuttavia c’è chi, tra gli abitanti di Ronco, muove qualche osservazione critica al riguardo proprio dell’iter avviato, rivendicando il ruolo attivo dei cittadini nei processi di valutazione. C’è come la percezione che il processo sia partito senza un reale ascolto preventivo della popolazione. Il Consiglio di Stato ha infatti già approvato l’istanza di aggregazione e ha istituito una commissione composta quasi esclusivamente da figure politiche e amministrative. Sindaci, vicesindaci, municipali, segretari comunali e un consulente esterno: una composizione istituzionalmente legittima – affermano gli interessati riuniti in un gruppo spontaneo capeggiato da Marco Poroli Bastone, già municipale e cittadino patrizio Doc –, ma che lascia spazio a una domanda semplice quanto importante: dov’è il cittadino comune? “Non si tratta di mettere in discussione le competenze tecniche o la buona fede delle persone coinvolte. Il punto è un altro: quando si parla di unione di Comuni, non si discute soltanto di numeri, bilanci o efficienza amministrativa. Si parla di identità, appartenenza, tradizioni locali e qualità della vita. Elementi che non possono essere misurati esclusivamente con criteri tecnici”. Se è vero che nel comunicato stampa si menzionano “momenti futuri di coinvolgimento della popolazione”, è vero altresì che “non sono indicate modalità, tempistiche o strumenti concreti. Questo tipo di comunicazione rischia di generare sfiducia. Non perché vi sia necessariamente una volontà di escludere i cittadini, ma perché la partecipazione annunciata “in seguito” può apparire più formale che sostanziale”.
È solo una questione di tempistica? Si sta facendo né più né meno ciò che è già stato fatto in altri progetti analoghi, verrebbe da rispondere. “Pur rispecchiando procedure già adottate in precedenti aggregazioni di altri Comuni, questo metodo comporta comunque un rischio politico concreto: una parte della popolazione potrebbe sentirsi messa davanti al fatto compiuto e, per una ragione o per l’altra, reagire bloccando il progetto nelle fasi successive, fino a portarne alla bocciatura. Non per contrarietà assoluta all’idea di aggregazione, ma per una percezione di scarsa inclusione nel percorso decisionale” – precisano gli interessati.
A queste considerazioni si collega un precedente “caso politico” che i nostri interlocutori definiscono meritevole di essere ricordato. In un articolo intitolato ‘Interpellanza dell’ultima ora’, pubblicato nel mese di marzo di due anni fa, comparve una frase che non passò inosservata: “Semmai, se proprio dovessimo scegliere il nostro partner, guardiamo ad Ascona; il matrimonio con Brissago non s’ha da fare”. Parole pronunciate, in un’intervista, dal sindaco di Ronco s/Ascona, Paolo Senn. “Affermazioni che oggi, alla luce dell’attuale percorso di aggregazione, fanno sorgere interrogativi legittimi. Si tratta di una marcia indietro del sindaco di Ronco? Oppure di un cambiamento di visione dettato dalle circostanze politiche del momento?”. Sempre secondo i cittadini ronchesi in questione, “per Brissago, paradossalmente, quella presa di posizione di allora potrebbe essere stata quasi una fortuna”. Se quell’orientamento fosse rimasto invariato, il Comune avrebbe rischiato di trovarsi politicamente isolato: da un lato verso sud, in direzione dell’Italia, e dall’altro verso ovest rispetto al progetto di una ‘Grande Locarno’, opzione verso la quale non pochi cittadini guardano con interesse”. Ma non è tutto, perché a far storcere il naso è anche la presenza, nella commissione per la fusione, “di un consulente non domiciliato nel comune: pur essendo coinvolto comprensibile dal punto di vista professionale, può risultare simbolicamente distante. In processi delicati come un’aggregazione, la dimensione simbolica pesa quanto quella tecnica. I cittadini vogliono sentirsi rappresentati non solo nei documenti ufficiali, ma anche nelle persone che siedono ai tavoli decisionali”.
In tutto questo discorso, infine, non va però dimenticato “un aspetto umano spesso trascurato nei documenti ufficiali: i cittadini di Brissago e di Ronco sopra Ascona sono prima di tutto vicini, conoscenti, amici”. Ed è proprio su questo tessuto sociale che qualsiasi progetto di aggregazione dovrebbe poggiare, prima ancora che su calcoli amministrativi o strategie politiche. La questione centrale non è se l’aggregazione sia giusta o sbagliata in sé. Il vero tema è il metodo. Una decisione condivisa nasce da un percorso trasparente, partecipato e comprensibile. Significa coinvolgere la popolazione fin dalle prime fasi, spiegare non solo i possibili vantaggi ma anche i rischi, aprire spazi di dialogo autentico e non semplicemente consultivo. La fiducia dei cittadini non si costruisce a posteriori. Si costruisce nel momento in cui si ha il coraggio di dire: “Prima ascoltiamo, poi decidiamo insieme”. Solo così un progetto di aggregazione può trasformarsi da atto amministrativo a scelta collettiva consapevole”. L’auspicio del gruppo di persone capeggiato da Marco Poroli Bastone è dunque che anche la voce dei cittadini possa essere da supporto al gruppo di lavoro impegnato in questo progetto partecipativo.
LOCARNO E VALLI
it-ch
2026-02-13T08:00:00.0000000Z
2026-02-13T08:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281681146329230
Regiopress SA