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Invertire i ruoli, cambiare lo sguardo

La biblioteca Bibliobaobab organizza un ciclo di corsi e conferenze guidati da donne con un passato migratorio per valorizzare competenze spesso ignorate

Di Katiuscia Cidali

Le persone migranti portano con sé un ricco patrimonio di esperienze, che spesso trovano spazio nel racconto e nella condivisione. Molto meno conosciute, invece, sono le competenze e i percorsi formativi, talvolta di livello anche molto elevato, che fanno parte del loro bagaglio. È proprio da questa consapevolezza che nasce il nuovo progetto di Bibliobaobab, biblioteca interculturale e plurilingue della Cooperativa Baobab di Bellinzona. Il percorso, in programma da marzo a dicembre, propone un calendario con dodici appuntamenti tra conferenze, laboratori e corsi serali aperti a tutti, ideati e condotti da persone con un passato migratorio. «L’idea del progetto nasce da quanto osservato durante le nostre attività», premette Federica Giudici, direttrice della Cooperativa. «Nel tempo, attraverso l’incontro quotidiano con le donne che frequentano i nostri spazi, abbiamo colto una realtà spesso invisibile: molte di loro possiedono competenze solide, apprese nei Paesi d’origine, insieme a un forte desiderio di continuare a imparare. Eppure, per una serie di ostacoli culturali, linguistici, economici o semplicemente legati alle opportunità, queste risorse faticano a trovare spazio e riconoscimento nel nostro contesto», aggiunge. «Da questa consapevolezza è nato il progetto. L’ispirazione è arrivata anche da esperienze già attive in altre regioni della Svizzera, che hanno mostrato come interventi mirati possano trasformarsi in occasioni concrete di autodeterminazione. Abbiamo quindi scelto di proporre un’iniziativa capace di valorizzare capacità, rafforzare la fiducia in sé e ampliare il raggio d’azione delle partecipanti nella vita quotidiana». Il progetto incarna pienamente i valori della Cooperativa Baobab: inclusione, valorizzazione dei singoli e della comunità, partecipazione e coesione sociale. «Si tratta di una formula semplice ma estremamente interessante, già sperimentata con successo oltre Gottardo e che in Ticino rappresenta una novità», le fa eco Lea Conconi, responsabile di Bibliobaobab. Tuttavia la biblioteca non è nuova all’organizzazione di momenti di incontro e scambio. «Non ci limitiamo al prestito di libri: da anni promuoviamo occasioni di ritrovo e confronto. Basti pensare alla biblioteca umana, dove persone provenienti da diversi Paesi hanno condiviso la propria esperienza migratoria, agli appuntamenti di lettura o alle ‘Colazioni in giro per il mondo’», sottolinea. Il nuovo progetto si inserisce in questa tradizione e rappresenta un’ulteriore, preziosa opportunità di incontro e condivisione di saperi. Saranno infatti donne migranti a tenere corsi e laboratori su temi diversi, dalla fotografia all’architettura, dalla poesia all’antropologia, fino alla sessualità.

Il calendario, ormai quasi definito, prevede dodici appuntamenti dedicati ad argomenti molto eterogenei. «Il mese di aprile sarà dedicato alla fotografia: una fotografa di origine ucraina proporrà una conferenza sulla fotografia gotica, seguita da un workshop», anticipa. In agenda anche un ciclo di incontri, ci sarà un’antropologa, seguiranno gli interventi di una sessuologa, che offrirà spunti e consigli su come affrontare il tema della sessualità con gli adolescenti e su come vivere la sessualità durante la menopausa.

Sono previsti anche appuntamenti dedicati ai più piccoli, guidati da una pedagoga dell’infanzia, oltre a una mattinata di yoga condotta da un’insegnante. Un ventaglio di proposte ampio e diversificato, che rispecchia la ricchezza di competenze trasversali delle persone con un passato migratorio presenti sul territorio. «L’idea è anche quella di invertire, almeno in parte, i ruoli: fare in modo che persone che solitamente ricevono sostegno diventino, in questo caso, coloro che mettono a disposizione degli altri la propria formazione e le proprie competenze», osserva la responsabile della biblioteca. «Si tratta di persone che gravitano attorno alla cooperativa Baobab, un luogo privilegiato di osservazione e dialogo con la nostra utenza di riferimento. Questo primo anno sarà sperimentale: testeremo il format e poi ne faremo una valutazione», aggiunge. Un progetto – sostenuto dal Programma di integrazione cantonale (Pic) – che rappresenta un passo ulteriore verso una biblioteca sempre più aperta e inclusiva, capace di trasformare la pluralità culturale in una concreta occasione di crescita per tutta la comunità. Per valorizzare la professionalità degli interventi proposti al pubblico sarà richiesto un piccolo contributo di partecipazione.

140 lingue e più di 700 utenti di 50 nazionalità diverse

Nella Biblioteca interculturale di via Magoria 10 si trovano circa 140 lingue, per un patrimonio di circa 7’000 media tra libri e Dvd. Gli utenti che la frequentano sono più di 700 e provengono da una cinquantina di Paesi diversi, a testimonianza della forte vocazione multiculturale della struttura. «Tra le novità di quest’anno va segnalato che, dallo scorso gennaio, Bibliobaobab è entrata a far parte della rete delle biblioteche comunali e scolastiche di Bellinzona. Condividiamo il catalogo e l’adesione alla rete facilita sia lo scambio di libri sia quello di utenza», conclude Conconi.

BELLINZONA E VALLI

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2026-03-03T08:00:00.0000000Z

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