Piemonte, metrò alpino tra le opere prioritarie
A Roma un incontro tra i promotori del progetto di collegamento, i rappresentanti istituzionali del Vco e il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi
Di David Leoni e Marco Marelli
Il progetto del trenino walser tra Formazza e Bosco Gurin va avanti. Parte l’Italia con rinnovato interesse. La scorsa settimana il dossier è infatti tornato sul tavolo del viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi. È stato un momento di confronto importante che ha visto incontrarsi i soggetti interessati fra cui l’ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, e l’imprenditore ticinese Giovanni Frapolli (promotore del collegamento sotto la montagna) e le rappresentanze di Regione Piemonte, del Canton Ticino e del Canton Vallese, oltre che di una delegazione ossolana. Un vertice che segue di poche settimane lo scambio epistolare tra il Comune di Formazza e la Regione Piemonte. Si tratta della lettera – a firma del sindaco Bruna Papa – con cui chiede al presidente Alberto Cirio l’inserimento del progetto tra gli interventi strategici per il Piemonte.
‘Un nodo fondamentale per l’Ossola’
Analoga missiva è stata sottoscritta e inviata ai piani alti del grattacielo a Torino anche dal presidente della Provincia del Vco, Giandomenico Albertella, e dal presidente dell’Unione Montana alta Ossola, Bruno Stefanetti. La delegazione locale a Roma era guidata dal sottosegretario alla presidenza della Regione Piemonte, il leghista Alberto Preioni. «L’incontro con Rixi è un impegno concreto e coordinato per dare risposte efficaci a un territorio che rappresenta un nodo fondamentale nei collegamenti tra Italia e Svizzera e che registra, dopo Torino, il più alto flusso turistico della regione» – ha commentato Preioni. Occorre ricordare che del progetto del metrò alpino si parla dalla fine degli anni 90. Nel 2000 è stato ripreso nell’ambito dei programmi di collaborazione Interreg Italia-Svizzera. Nel 2017 è stato l’imprenditore Giovanni Frapolli, titolare degli impianti sciistici di Bosco Gurin, a rilanciarlo con determinazione. Da allora il piano procede a step.
Un investimento da 70 milioni di euro
Il progetto, presentato ad aprile di 4 anni fa in occasione di una serata pubblica a Cevio, prevede la realizzazione di un tracciato lungo circa 6 chilometri: 3,2 in territorio ossolano, il resto su suolo svizzero. Si stima che il viaggio possa durare un massimo di 8 minuti. I turisti trasportati a bordo della carrozza saranno una cinquantina (il vagone disporrà di 38 posti a sedere e 13 in piedi). La galleria sarà una sola e vi viaggerà una funicolare a vagone unico a scartamento ridotto. Settanta milioni di euro la spesa. In tema di offerte turistiche il trenino consentirebbe ai visitatori della Vallemaggia e della Val Formazza di svolgere attività all’aperto sia durante i mesi estivi, sia durante i mesi invernali. Attraverso la realizzazione del metrò alpino si potrebbe inoltre creare un circuito che consentirebbe di raggiungere la regione della Val Formazza e della Vallemaggia sia dall’Italia, sia dalla Svizzera (lato Vallese), ampliando considerevolmente il bacino di potenziali turisti. Al centro del confronto romano anche l’allineamento dei programmi Interreg e la valutazione di un progetto infrastrutturale finalizzato a bypassare l’elicoidale del Sempione per l’efficientamento della linea ferroviaria. L’attenzione maggiore comunque è stata rivolta al trenino walser, che deve essere inserito tra le infrastrutture strategiche regionali. «Serve un impegno concreto e coordinato – stando a Preioni – per dare risposte efficaci a un territorio che rappresenta un nodo fondamentale nei collegamenti tra Italia e Svizzera e che registra, dopo Torino, il più alto flusso turistico della regione».
Bocciata la teleferica, occorreva un’alternativa
Giovanni Frapolli, proprietario degli impianti di risalita della stazione della Rovana, da noi contattato conferma come «anche a livello svizzero ci si stia muovendo. Il progetto del metrò, voluto dalla regione e sostenuto dalla politica, sarà trasmesso a Berna dal momento che rientra a pieno diritto nella pianificazione federale. Il processo prevede una fase di consultazione e una verifica degli effetti ambientali e territoriali. Tengo a precisare che questo progetto è nato negli anni Duemila a seguito della bocciatura, per ragioni di impatto ambientale, del precedente studio per un collegamento tramite teleferica tra la Val Formazza e la Vallemaggia. L’unica soluzione percorribile, allora, era parsa la costruzione di un collegamento interrato, sotto la montagna. Il Gran Consiglio ticinese già nel 1998 aveva votato un importante pacchetto di aiuti a Bosco Gurin. Il messaggio faceva stato anche di questo collegamento, nella consapevolezza che uno sbocco verso la vicina Ossola avrebbe permesso a Bosco Gurin di trarre significativi benefici, ampliando il potenziale mercato di turisti e garantendo alla stazione walser quegli introiti supplementari che il solo turismo indigeno non è in grado di assicurare. Dal 2014 – prosegue l’imprenditore – con l’inserimento del progetto di metrò alpino nel Masterplan Vallemaggia, il dossier ha ripreso slancio. Con i partner italiani, se l’operazione andrà a buon fine, intavoleremo delle serie discussioni per la creazione di una carta di libera circolazione comune agli impianti di risalita delle stazioni turistiche dell’Ossola e di Bosco Gurin».
LOCARNO E VALLI
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2026-04-23T07:00:00.0000000Z
2026-04-23T07:00:00.0000000Z
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