‘Ai Scarsitt’ si fondono l’arte e la storia
Inaugurata con i dipinti dell’artista giubiaschese Roby Conforti una nuova struttura espositiva nata dal lavoro dell’associazione Fortini della fame
I cinque Fortini della fame di Camorino rappresentano, a 172 anni dalla loro edificazione, la testimonianza viva del periodo particolarmente difficile per il Ticino di metà Ottocento, un periodo di fame ed emigrazione, causato dal blocco economico imposto dal governo austro-ungarico di Milano e dall’espulsione dalla città meneghina di circa 6’000 ticinesi. Per cercare di venire incontro alla richiesta di lavoro da parte della popolazione ticinese, la Confederazione decide di mettere in atto l’ampliamento di un progetto di fortificazioni difensive, già previsto da tempo, a sud di Bellinzona e conosciuto come la Linea Dufour. Venticinque anni fa, l’Associazione Fortini della fame si è costituita con lo scopo di recuperare e valorizzare queste strutture appartenenti al patrimonio storico ticinese, per sottrarle all’incuria nella quale erano cadute. Questa mattina ha potuto consegnare alla comunità il rinnovato allestimento del Fortino ‘Ai Scarsitt’, la prima torre militare della linea difensiva che si incontra salendo da Camorino. «Siamo nati con l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare queste strutture storiche – ha affermato la presidente dell’Associazione, Valeria Crameri Beltrametti – e oggi presentiamo il risultato di questo nuovo progetto che giunge dopo una prima fase di restauro e consolidamento delle prime 4 torri presenti sul territorio di Camorino, l’illuminazione delle prime due, e la creazione di un percorso tematico per collegare tutti i fortini della sponda sinistra».
Tuttavia, l’attività dell’Associazione non si limita al recupero di strutture spesso rese fatiscenti dall’incuria o da vandalismi, ma punta a farne degli spazi dei quali la popolazione possa usufruire. «Sin dal suo restauro, il Fortino “ai Munt”, il secondo salendo da Camorino, è provvisto di un arredamento atto ad accogliere mostre ed esposizioni, con la presenza di pannelli bianchi illuminati per lo scopo». In data odierna, si è aggiunto anche il Fortino ‘Ai Scarsitt’, con un nuovo arredamento formato da 17 supporti in metallo per quadri e pannelli, oltre a un’illuminazione ottimale che si sposa in maniera perfetta con le caratteristiche architettoniche dell’edificio: «Nell’ottica di miglioramento e valorizzazione dei Fortini, negli ultimi anni il comitato ha maturato la decisione di creare un arredamento moderno e funzionale per accogliere mostre ed esposizioni. Il progetto non è stato cosa semplice sia per i vincoli cantonali (i Fortini sono di proprietà cantonale, ndr), sia per la morfologia dell’edificio, circolare e vincolata da spazi delimitati da molte finestre a feritoia». Allo studio Key Design di Cadenazzo è stato affidato il compito di trovare la soluzione ideale, raggiunta con la posa di «17 supporti eleganti e funzionali, in armonia con la struttura particolare del fortino». L’intervento, è stato sottolineato nel corso della presentazione della nuova struttura, è stato decisamente oneroso, «sostenuto interamente dalla nostra associazione, unitamente a un contributo finanziario della Pro Camorino. Come è già il caso per il secondo fortino, anche questo spazio è da subito “affittabile” da chi fosse interessato, sia privati, sia istituzioni. Ci auguriamo che possa anche diventare uno spin off di musei presenti sul territorio, così da portare sempre più visibilità e sempre più visitatori ai Fortini della fame».
L’artista delle sagre
Il primo artista ad approfittare del nuovo spazio espositivo è il giubiaschese Roby Conforti «che ho scoperto da ChatGpt essere conosciuto come “l’artista delle sagre e delle manifestazioni”. Visti i suoi quadri mi permetto di definirlo però anche “l’artista della gente e del territorio”. La sua sensibilità per il colore immortala in maniera sublime luoghi bellissimi della nostra regione, e il suo tratto espressionista nel dipingere la gente, colloca chiunque di noi nei suoi quadri. Trovo nei suoi quadri un’autenticità popolare che calza a pennello con il contesto in cui ci troviamo, dove, grazie al lavoro di gente comune espulsa a metà 800 dal regno lombardo-veneto, oggi godiamo di queste meraviglie chiamate Fortini», ha aggiunto Valeria Crameri Beltrametti.
«Ho iniziato a dipingere trent’anni fa, quasi per caso – ha sottolineato dal canto suo Roby Conforti, presidente dell’Associazione pittori e scultori ticinesi –. Mi piace dipingere mercati cittadini, in particolare quello di Bellinzona, ma anche tutto ciò che fa carnevale, con opere a olio lavorate con la spatola».
La mostra dell’artista giubiaschese, con quadri anche molto recenti (uno raffigura la partenza della tappa ticinese del Giro d’Italia, lo scorso 26 maggio) è visitabile fino a domenica 14 giugno, con apertura pomeridiana dalle 14 alle 18. L’ingresso è gratuito.
BELLINZONA E VALLI
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2026-06-11T07:00:00.0000000Z
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