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Visioni, fusioni e confusioni

Di Gianni Delorenzi, già municipale di Vacallo

di Gianni Delorenzi, già municipale di Vacallo

È dell’altro giorno la notizia, apparsa su questo giornale, che Chiasso ha inviato un precetto esecutivo a Vacallo per mancati contributi al miglioramento dello Stand di tiro della Rovagina. Non ci posso credere. È una vecchia questione (...) (... ) che nasce nella passata legislazione e di cui mi occupavo personalmente come municipale di Vacallo.

Mi sia consentita una qualche spiegazione affinché tutti possano capire. Esiste una legge federale che impone ai militi di esercitarsi, anche fuori dal consueto servizio, al tiro con il fucile sulla distanza dei 300 metri. Di conseguenza tutti i Comuni devono contribuire alla creazione di stand di tiro idonei, pagando in proporzione al numero dei suoi abitanti. I Comuni del Mendrisiotto, per soddisfare tali requisiti, si sono consorziati tra loro: abbiamo così tre stand: uno alla Rovagina, di cui è capofila Chiasso e al quale Vacallo aderisce, uno a Mendrisio e uno tra Maroggia e Melano (che, a detta di alcuni esperti, sarebbe quello con la migliore ubicazione).

Se i miglioramenti si impongono è fuori dubbio che Vacallo debba contribuire. Senonché già in prima battuta Chiasso arrivò con un progetto che a Vacallo giudicammo sovradimensionato. Oltre quanto sarebbe obbligatorio per legge, si proponeva, e suppongo ancora si propone, uno stand per il tiro con la pistola, uno per il tiro veloce e a raffica, uno per il tiro con armi ad aria compressa, uno ad hoc per i cacciatori, pure si immaginava il tiro all’arco e infine una sala conferenze con oltre 100 posti. Mi pare di ricordare che mancasse solo il tiro alla fune. Le discussioni erano chiuse in partenza: per Chiasso il progetto quello era, nessuna attenzione ad altre visioni. Chiasso ostinato come quando volle a tutti i costi costruire una caserma dei pompieri quando già era sicuro e certo che ci sarebbe stata una sola sede a sud del ponte di Melide, cioè a Mendrisio. Chiasso con manie di grandezza come quando era pieno di banche e i soldi pareva piovessero dal cielo. Secondo la mia visione, se si deve ottemperare a degli obblighi di legge, lo si faccia senza dover eccedere in sfarzi non richiesti. Se invece si vuole proprio un Centro di eccellenza per qualunque tipo di tiro, allora se ne parli a livello di tutto il Distretto; si uniscano le varie sinergie così come si è riusciti a fare con la Palestra per la ginnastica artistica e le arti marziali. Di tre stand se ne salvi uno, scegliendo secondo le migliori opportunità di partenza ed evitando di essere campanilisti. Il fiume di soldi che un tempo correva è diventato un rigagnolo: le opportunità vanno colte unendo le sinergie presenti sul territorio.

Che peccato! Chiasso, un Comune così attento ai bisogni sociali di ogni categoria, Chiasso così attento e all’avanguardia con la Cultura nel promuovere il Cinema Teatro, il m.a.x. museo, Chiasso letteraria e chi più ne ha più ne metta, Chiasso capofila con i suoi impianti sportivi, Chiasso ‘Città dell’energia’… e ora uno scivolone così su una stupida buccia di banana, mandando un precetto esecutivo al Comune vicino. E ora cosa succederà? I due Municipi chiederanno ai rispettivi Consigli comunali di votare crediti per stare in lite? Proprio un bel modo per promuovere l’aggregazione! Avanti inscì!

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-07-15T07:00:00.0000000Z

2026-07-15T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281681146637495

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