LuMa, se lo spazio pubblico è appaltato a privati
“Lugano Marittima è un’esperienza positiva, ma non si può occupare il suolo pubblico dandolo in appalto a privati. Non possiamo permettere che gli spazi pubblici più belli vengano privatizzati. Tutte le fasce d’età e di reddito devono avere i medesimi diritti di beneficiare di questi spazi. L’impressione è invece che i bisogni dei giovani e delle fasce meno ricche della popolazione non siano realmente presi in conto. In questo caso come in altri”. Questo è un passaggio dell’interpellanza intitolata “Lugano Marittima e i bisogni di aggregazione giovanile. Una buona idea da ripensare?” e presentata da sei consiglieri comunali de La Sinistra (primo firmatario Cristiano Canuti).
L’atto parlamentare richiama un recente intervento sul tema firmato da Niccolò Castelli, direttore artistico delle Giornate di Soletta su ‘laRegione’: “Le posizioni a favore di regole severe (controlli all’entrata, divieto dell’autoconsumo, orari limite, interventi di polizia contro il rumore) sono la prima e al momento unica risposta, presa in emergenza da parte di autorità che non riescono a immaginarne altre. Sono le risposte di chi ha potere in città e pretende di poterne beneficiare secondo canoni consumistici, che si reggono su una vendita molto spinta delle bevande alcoliche (anche ai minorenni), salvo poi stupirsi degli effetti negativi dell’abuso. Sono risposte che fanno pensare all’agire politico di chi favorisce il casus belli, fomenta il sentimento di insicurezza, reale o meno che sia, per poi sfruttarlo politicamente con misure restrittive. Sono però e per fortuna anche misure criticate da chi chiede che viga una libertà maggiore negli spazi pubblici a Lugano: libertà di stare senza consumare, di portarsi le bibite da casa, di vivere e creare aggregazione senza per forza diventar clienti”. In altre parole, mancano luoghi d’aggregazione spontanei.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-07-18T07:00:00.0000000Z
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