L’enclave non vende più Sant’Evasio e Villa Mimosa
M.M.
Il Comune dell’enclave non vende più Sant’Evasio, l’ex masseria di Arogno, e Villa Mimosa, immobile a due passi dal Ceresio, carico di storia: due gioielli di famiglia che l’amministrazione, con l’acqua alla gola (una montagna di debiti che nel 2018 portarono al dissesto finanziario), aveva inserito nel piano dei beni alienabili. Nei giorni scorsi la Giunta municipale, guidata dal neosindaco Luca Frigerio, ha aggiornato il Piano delle alienazioni e valorizzazioni 2026-2028 e guarda con un occhio di riguardo “agli immobili di maggiore valore storico, culturale e identitario quali l’ex masseria Sant’Evasio, Villa Mimosa, le Fornaci e l’area portuale del comparto urbanistico del lido, che costituiscono elementi caratterizzanti della storia e dell’identità campionese”. Insomma, come osserva il sindaco Frigerio, “non una semplice dismissione del patrimonio, ma un percorso di valorizzazione e restituzione alla collettività dei beni comunali, che sarà oggetto di approvazione da parte del Consiglio comunale (se ne parlerà nella seduta di mercoledì sera, 22 luglio, ndr)”. Una inversione di rotta possibile dopo che la gestione Canesi ha risanato i conti comunali. Sul recupero di Sant’Evasio, che da anni si trova in una situazione di degrado, sta lavorando l’Ufficio tecnico dell’enclave. La soluzione passa da una convenzione con una congregazione religiosa di Lugano. Obiettivo, recuperare gli immobili, destinarli a un uso sociale a favore soprattutto dei giovani. “Una decisione sarà presa entro la fine dell’anno”, assicura il sindaco Frigerio. Villa Mimosa sembra destinata a diventare, invece, un centro culturale, oltre che la sede dell’Università della Terza Età.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-07-22T07:00:00.0000000Z
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