Incidente crea il caos viario fino a notte
Un tamponamento sabato ha generato grossi disagi alla circolazione e polemiche: riemerge l’urgenza di trovare soluzioni alternative in casi del genere
Di Alfonso Reggiani
Ha creato grossi disagi al traffico, con code a tratti fino a oltre mezzanotte e circolazione pesantemente rallentata a Lugano e in vari comuni del Luganese, l’incidente capitato in autostrada poco prima delle 18 di sabato lungo la corsia sud-nord dell’autostrada, già molto affollata di veicoli. I disagi durati fino a notte inoltrata hanno suscitato questioni rilevanti. Quando capita una situazione del genere, occorrerebbe individuare soluzioni alternative sfruttando le uscite a disposizione, anche se non agibili e, in una serata particolarmente calda, prevedere un minimo di assistenza agli automobilisti, con forniture di acqua da bere a conducenti e passeggeri dei veicoli incolonnati. Secondo un’interrogazione presentata al Consiglio di Stato da Avanti con Ticino&Lavoro (primo firmatario Giovanni Albertini), “continuare semplicemente a contare i chilometri di colonna ogni estate non può essere una politica della mobilità”. L’incidente è stato un evento eccezionale, ma la fragilità della nostra rete viaria davanti a situazioni di questo genere è annosa: “Il problema delle colonne sull’asse del San Gottardo e del traffico di transito attraverso il nostro Cantone è infatti conosciuto da anni”.
Ventun chilometri di coda alle 23.30
Prima la cronaca: un’automobile guidata da un 49enne kosovaro domiciliato in Argovia ha tamponato violentemente un camper condotto da un 50enne spagnolo all’altezza di Mezzovico-Vira. Il conducente dell’auto ha riportato ferite gravissime tali da mettere in pericolo la sua vita. L’autista del camper ha subito lesioni di una certa gravità. Sono stati più fortunati gli altri passeggeri delle vetture: una donna di 45 anni e due minorenni hanno riportato ferite considerate leggere. L’inchiesta di polizia dovrà stabilire la dinamica dei fatti, la causa del tamponamento del camper e come mai la vettura è uscita di strada terminando la sua corsa nel terrapieno oltre il guardrail. Il grave incidente, affinché si potessero consentire le operazioni di soccorso e i rilievi tecnici, ha imposto alle forze dell’ordine la chiusura, prima totale, poi parziale, della corsia in direzione nord fino a circa le 23. Queste ore di attesa hanno generato un caos viario con pochi precedenti nel Sottoceneri. Intorno a mezzanotte la colonna si estendeva ininterrottamente da Mendrisio a Rivera. Stando alla Rsi, che ha citato ViaSuisse, verso le 23.30 la coda di veicoli era di ben 21 chilometri. Tanti conducenti si sono probabilmente rivolti a Google maps o al navigatore nel tentativo di aggirare le colonne e si sono diretti in gran numero sulle strade cantonali, mandando in cortocircuito la viabilità anche lungo i percorsi locali di vari paesi, in particolare quelli di Manno, Cadempino, Lamone, Gravesano, Bedano, Torricella-Taverne fino a notte, generando le proteste di alcuni cittadini. La chiusura del lungolago
di Lugano ha peggiorato la situazione, che è migliorata solo nella notte quando la mobilità è diventata progressivamente più fluida.
Itinerari di riserva ci sono ma...
L’assenza di valvole di sfogo e di assistenza agli automobilisti in colonna sono le recriminazioni principali che ci sono state segnalate da un conducente che è stato in coda sabato sera. Vorrebbe che la prossima volta si gestisse meglio la situazione. Dapprima, però, il nostro interlocutore vuole ringraziare gli agenti di polizia e i militi degli enti di soccorso giunti sul posto e ritiene più che giustificata la chiusura della corsia per permettere il loro lavoro in sicurezza. Però, mentre la coda si allungava sempre più, mette in evidenza che non è stato considerato che quel tratto di autostrada ha più di un’uscita, come lo svincolo di Sigirino. Quest’ultimo non è ancora agibile ma talvolta auto e camion entrano ed escono, quindi per far defluire le auto, si poteva valutare una sua apertura controllata dalla polizia. Poi si poteva sfruttare l’uscita all’altezza di Lamone, dove escono i camion del cantiere, e fare passare le vetture da lì. Insomma, gli itinerari di riserva ci sarebbero ma non sono stati utilizzati. Il nostro interlocutore non esita a esprimere indignazione: automobilisti e passeggeri, bambini piccoli compresi, sono stati abbandonati a sé stessi senza assistenza per diverse ore. Forse era il caso di attivare gli enti preposti, tipo la Protezione civile, per distribuire acqua.
Al vaglio eventuali adeguamenti procedurali
Dal canto suo, sollecitata in merito, la Polizia cantonale risponde che “sulla base della valutazione della situazione venutasi a creare, si è ritenuto opportuno non procedere all’apertura dello svincolo di Sigirino, per non gravare ulteriormente sulla strada cantonale, già congestionata sulla tratta tra Sigirino e il Monte Ceneri”. Invece, rispetto all’assistenza, la polizia fa sapere che “la decisione di attivare la distribuzione di acqua agli utenti bloccati in colonna compete alla Polizia cantonale, che ne affida l’organizzazione e l’esecuzione alla Protezione civile. Si tratta di una misura ponderata caso per caso, in funzione della durata prevista dell’incolonnamento, dell’orario, delle condizioni meteorologiche e della situazione sul posto, nonché della possibilità di raggiungere in sicurezza i veicoli fermi senza ostacolare i mezzi di soccorso. Nel caso di sabato sera, considerati l’orario dell’evento e lo smaltimento progressivo del traffico, il tempo di attesa stimato non ha fatto scattare la procedura. Parallelamente e come da prassi sono state attivate le necessarie verifiche per valutare eventuali adeguamenti procedurali”.
L’atto parlamentare formula varie domande al governo cantonale richiamando le proposte avanzate in Gran Consiglio sul traffico parassitario, l’influenza dei navigatori, la gestione delle situazioni eccezionali, l’eventuale introduzione di un pedaggio e il ritorno dei treni-navetta per il trasporto delle auto attraverso il San Gottardo. Nel 2023 il Consiglio di Stato ha detto no all’introduzione di un pedaggio al San Gottardo. Nel frattempo, però, la mozione del consigliere agli Stati Marco Chiesa, che incarica il Consiglio federale di elaborare una tassa sul transito da confine a confine destinata ai veicoli che attraversano la Svizzera senza un soggiorno sostanziale nel Paese, è stata accolta dal Consiglio degli Stati nel settembre 2025, poi dal Consiglio nazionale nel marzo 2026.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-08-10T07:00:00.0000000Z
2026-08-10T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281681146695801
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