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Focalizzare il futuro per agire già oggi

Al via tavoli di lavoro che coinvolgeranno altri Carnevali, istituzioni e ulteriori attori, dai quali risulterà un piano d’azione con orizzonte 15 anni

Di Fabio Barenco

Anticipare invece che reagire. Si tratta della strategia che la Società Rabadan intende implementare a medio-lungo termine per far sì che «fra 15 anni il Carnevale di Bellinzona sia migliore e al passo coi tempi, pur mantenendo la sua forte componente identitaria e tradizionale». Il presidente Giovanni Capoferri spiega che «il progetto è nato perché da tempo vi è la volontà di non ignorare il fatto che la società sta cambiando». Concretamente nei prossimi mesi saranno organizzati tre tavoli di lavoro (workshop) che coinvolgeranno dapprima rappresentanti di altri Carnevali, poi le istituzioni e infine altri attori del territorio. «Ne scaturirà una visione di come si vorrebbe fosse il Carnevale tra 15 anni», precisa a ‘laRegione’ Siegfried Alberton – responsabile regionale della formazione continua alla Scuola universitaria federale per la formazione professionale (Suffp) – incaricato di coordinare e gestire il progetto. Il passo successivo sarà poi quello di «costruire un piano d’azione nel quale saranno definite misure concrete da applicare nel corso dei prossimi anni, per prepararsi a raggiungere il futuro desiderato». In questo progetto oltre alla Suffp sarà coinvolta anche la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (Supsi), che fra i vari indirizzi di studio ha anche quello dedicato al ‘Leisure Management’, ovvero la gestione e l’organizzazione di eventi.

‘In corso profondi cambiamenti’

Ma come si è arrivati a decidere di imboccare questa strada? «Non si tratta di un progetto nato a seguito di pressioni politiche o di particolari problematiche riscontrate», spiega Capoferri. «Anzi, i dati mostrano in realtà che gli episodi di violenza e disagio sono in diminuzione». Tuttavia, «il comitato da tempo si interroga su come adattarsi al meglio al futuro in un contesto di profondi cambiamenti sociali, culturali, economici, ecologici e tecnologici che sono in corso». Adattarsi significa insomma agire oggi per farsi trovare pronti per affrontare le sfide future. Infatti, «l’obiettivo non deve essere solo quello di ragionare a corto termine, reagendo alle problematiche di edizione in edizione, ma con un orizzonte temporale più lungo».

I frutti si vedranno a medio-lungo termine

Concretamente saranno affrontati temi quali «l’evoluzione delle aspettative e delle abitudini del pubblico, il coinvolgimento delle nuove generazioni, la gestione dei grandi afflussi, il radicamento territoriale, la sostenibilità organizzativa e il ruolo che un grande Carnevale popolare come il Rabadan può continuare a svolgere nella propria comunità», prosegue il presidente. Quindi anche l’abuso e il consumo di alcol da parte in particolare dei minorenni, una problematica affrontata recentemente con una mozione (ancora inevasa) dalle consigliere comunali Maura Mossi Nembrini (Più Donne) e Lorenza Röhrenbach (Fa) che proponevano diverse misure per cercare di limitare questo fenomeno. Una problematica che pure per il sindaco Mario Branda meritava quantomeno una riflessione. Con questo progetto si vuole però affrontare, come detto, anche altre tematiche che vanno «dalla gestione dei rifiuti provocati dalle migliaia di visitatori, all’efficienza e ottimizzazione finanziaria; dalla sicurezza, ai benefici che può portare la crescente digitalizzazione». Si tratta insomma di un’analisi a 360 gradi, volta però a individuare misure e azioni concrete da mettere in pratica già nel futuro prossimo. «I frutti di tale percorso strategico non li vedremo già nell’edizione del 2027, anche se non è escluso che dal primo workshop possano emergere misure già applicabili», rileva Capoferri. «Si tratta invece di un lavoro più profondo, con l’obiettivo di ottenere risultati a medio-lungo termine».

Un sondaggio per preparare i workshop

Un lavoro che inizierà già durante l’attuale mese di ottobre con il primo workshop dedicato al confronto con altre importanti realtà carnevalesche: il comitato Rabadan si siederà così attorno allo stesso tavolo con rappresentanti dei Carnevali di Basilea, Viareggio e San Giovanni in Persiceto, per condividere esperienze e mettere a confronto sfide, modelli organizzativi e visioni. Al tavolo di lavoro prenderà parte anche la Federazione carnevalesca svizzera (Hefari), mentre il Carnevale di Lucerna, anch’esso coinvolto nel progetto, non potendo partecipare fisicamente, sarà sentito separatamente. Il percorso proseguirà poi, nel corso del 2027, con il secondo workshop che avrà carattere istituzionale e vedrà nella Città di Bellinzona l’interlocutore principale, con l’obiettivo di approfondire il ruolo del Rabadan nel contesto cittadino e ragionare sulle prospettive del suo sviluppo. Il terzo coinvolgerà invece le realtà e gli attori del territorio che animano il Carnevale e contribuiscono concretamente a farlo vivere; come ad esempio carristi, guggen e gruppi, così come esercenti, commercianti, rappresentanti dei giovani, dei genitori e così via. Nel frattempo, proprio per preparare questi tavoli di lavoro, nelle prossime settimane verrà effettuato un sondaggio che coinvolgerà ulteriori attori legati alla manifestazione come gli altri Carnevali ticinesi, i volontari, ma anche Radix (associazione attiva nella prevenzione dell’abuso di sostanze e delle relative dipendenze), Ticino accessibile (gruppo impegnato a trovare soluzioni a favore delle persone con disabilità), così come rappresentanti dei pompieri, dei sanitari o del trasporto pubblico. Il sondaggio permetterà dunque di raccogliere esperienze, esigenze, aspettative e proposte da integrare e approfondire nel corso dei workshop.

‘Anticipare determinati comportamenti’

«Questo metodo di lavoro permette da un lato di coinvolgere tutti gli attori interessati grazie a un approccio partecipativo e dall’altro di proiettarsi in avanti, preparando però già oggi tutta una serie di azioni e misure che permettono di prepararsi in vista dei Carnevali futuri», sottolinea Alberton. Insomma, dapprima si cercherà di «capire come sarà il Rabadan tra 15 anni, tenendo in considerazione tutta una serie di segnali, tendenze, punti deboli che già riscontriamo oggi, ma anche le evoluzioni sociali, culturali e tecnologiche in corso». Una volta ‘prodotta’ questa visione futura, si cercherà poi di «anticipare determinati comportamenti», implementando misure a favore della manifestazione, dei visitatori e, in generale, di tutta la popolazione.

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2026-10-02T07:00:00.0000000Z

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