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Dal Cuore linfa vitale per Casa Martini

Nasce un’associazione per promuovere e sostenere (in primis finanziariamente) il centro di prima accoglienza gestito dalla Fondazione Francesco

Di Sascha Cellina

Un cuore, per quanto grande che sia, ha bisogno anche di linfa per battere. E portare questa linfa vitale, sotto forma di sostegno in primis finanziario (ma non solo), è lo scopo primario dell’associazione Un Cuore per Casa Martini, nata per sostenere l’attività del centro sociale di prima accoglienza di Locarno (in via Vallemaggia 26) gestito dal febbraio 2020 dalla Fondazione Francesco di fra Martino Dotta.

«Casa Martini è ormai diventata un punto di riferimento imprescindibile nel panorama di sostegno e di integrazione sociale nel Locarnese – ha sottolineato Paola Joppini Mora, presidente dell’associazione nel cui comitato siedono anche lo stesso frate cappuccino, Francesco Lurati (vicepresidente), Lisa Timbal, Cristian Baruzzi, Barbara Gianetti Lorenzetti e Marco Pelosi –. È dunque fondamentale poterne garantire la continuità nel lungo termine, soprattutto tenendo conto del fatto che la struttura non beneficia di alcun aiuto pubblico (se non minimo, dalla Città, ndr)».

Cantone e Comuni potrebbero fare di più

Sì, perché come ha spiegato lo stesso direttore della Fondazione Francesco (che gestisce anche il Centro sociale Bethlehem di Lugano), «per scelta e per contingenze non vogliamo dipendere dall’aiuto pubblico ma dall’autofinanziamento (attraverso contributi simbolici che chiediamo agli utenti) e dalle donazioni». Questo non significa che un sostegno pubblico non sarebbe gradito… «Lo abbiamo richiesto ma a livello cantonale evidentemente ci sono altre priorità. Allo stesso modo i Comuni, almeno quelli vicini ai nostri centri, potrebbero fare di più. In questo senso, torneremo alla carica».

Magari, per quel che riguarda Casa Martini – per la cui gestione servono circa 850mila franchi all’anno –, proprio attraverso la neonata associazione, che oltre al cuore dovrà, per così dire, tirare fuori gli artigli. Perché come ha ricordato il presidente della Società Mutuo soccorso maschile Locarno (che dopo aver acquistato e risanato lo stabile dando vita al centro di prima accoglienza, lo ha affidato gratuitamente alla Fondazione Francesco) Marco Pelosi, «spesso, in particolare quando una realtà funziona bene, si dà tutto per scontato, compreso il sostegno finanziario, ma non è così ed è giusto sottolinearlo. Da questo punto di vista la nascita dell’associazione Un Cuore per Casa Martini rappresenta la ciliegina sulla torta che permetterà di sviluppare e portare avanti questo progetto, ormai un punto di riferimento nel Locarnese per l’assistenza alle persone in difficoltà». Concetti questi ripresi anche da Barbara Gianetti Lorenzetti, volontaria della prima ora che ha sottolineato come «in 6 anni di attività, Casa Martini è davvero diventata una casa per tutti, gli ospiti ma anche per chi ci lavora. Ed è importante garantirne la continuità».

Garantire continuità e far conoscere ‘un porto sicuro dal quale ripartire’

In che modo, lo ha spiegato ancora la presidente Paola Joppini Mora… «Fra coloro che hanno imparato a conoscere e, magari, a frequentare Casa Martini sorge spontanea la richiesta di poter contribuire in qualche modo alla sua attività. Vengono così organizzate iniziative puntuali (come collette o raccolte alimentari) e, fortunatamente, si allarga anche il numero di volontari che contribuiscono al buon funzionamento del centro. Al di là di questo, però, manca comunque ancora la possibilità di garantire un sostegno concreto per coloro che – pur apprezzando la missione del centro di prima accoglienza – non hanno la possibilità di mettersi a disposizione personalmente».

Da qui l’idea dell’associazione (uncuorepercasamartini.ch, attive anche le pagine Facebook e Instagram), nata «da un gruppo di persone particolarmente legate, per ragioni istituzionali o di affetto, al centro di prima accoglienza» e che come detto ha quale scopo primario «di garantire un sostegno finanziario concreto e costante al centro di prima accoglienza, facendo in modo che possa operare con continuità, gestendo con maggiore serenità le contingenze legate a entrate provenienti prevalentemente da donazioni private». Questo avviene ad esempio attraverso i soci, che «con il pagamento di una tassa sociale hanno la possibilità di contribuire fattivamente». L’associazione organizza poi «iniziative di vario tipo (incontri, eventi, partecipazione a manifestazioni) con l’obiettivo di raccogliere fondi», così come «campagne informative e nuove collaborazioni con altri enti e associazioni, affinché la struttura sia sempre più conosciuta, sostenuta, frequentata e aperta sul territorio». Aspetto quest’ultimo da non sottovalutare… «Se nel settore assistenziale si tratta di una realtà consolidata, nonostante gli sforzi fatti in questi anni ci accorgiamo che in un ambito più allargato Casa Martini, le sue proposte e i suoi servizi non sono ancora sufficientemente conosciuti. Un ostacolo che, fra l’altro, limita anche il serbatoio di potenziali sostenitori. Per questo è fondamentale puntare anche sulla promozione e l’informazione. Sia per ampliare maggiormente il sostegno alla struttura sia per favorire l’impegno volto all’integrazione e all’apertura sul territorio nel quale Casa Martini opera. Per questo il nostro invito è di unirsi per sostenere una struttura che rappresenta un porto sicuro per molti, un luogo di accoglienza, integrazione e socializzazione da dove ripartire dopo un momento di difficoltà».

Accoglienza, ascolto e molto di più, le richieste di aiuto aumentano

Una situazione nella quale purtroppo si ritrovano sempre più persone, ha confermato fra Martino Dotta, sottolineando come «i nostri compiti primari, ossia l’accoglienza e l’ascolto, non sono per nulla banali in una società che presenta difficoltà comunicative a più livelli e nella quale la solitudine è sempre più un problema». Un disagio che si è tradotto in un aumento delle richieste d’aiuto a una struttura che nel 2025, grazie anche al lavoro di sette operatori sociali, tre vigilanti notturni e altri volontari, ha offerto appunto accoglienza di base (sia diurna che notturna) e ascolto (counselling), ma anche consulenza e orientamento sociali, refezione (colazione, pranzo e cena), cambio abiti e cura della persona (bucato e doccia). E se per quel che riguarda i pasti (da notare come il pranzo sia aperto a tutti, anche a chi non si trova in particolari difficoltà economiche) la media si è attestata, come nell’anno precedente, a circa 50 porzioni giornaliere, da rilevare è l’aumento significativo del numero dei posti-letto occupati da persone alla ricerca di alloggio provvisorio, ben il 65% in più rispetto al 2024 (tra cui ad esempio una famiglia con bambini rimasta per circa 9 mesi). Numeri che fanno riflettere e che sottolineano l’importanza di strutture come Casa Martini, che merita di venir riconosciuta maggiormente e concretamente (e non solo con simboliche pacche sulle spalle) anche dagli enti pubblici.

LOCARNO E VALLI

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2026-02-05T08:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281685441279909

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