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Bentornato Tour de Suisse!

Ottenuto il definitivo avallo del Municipio: il 18 giugno, con partenza e arrivo in Largo Zorzi, la seconda tappa dell’edizione 2026 della gara ciclistica

Di Davide Martinoni

C’è un momento in cui la voce di Claudio Franscella si incrina. È quando gli chiediamo quanto dell’energia che sta mettendo nell’“operazione Tour de Suisse a Locarno” abbia a che fare con i trascorsi del papà Daniele, storico presidente del Velo Club Locarno, animatore di una moltitudine di iniziative e tanto innamorato di ciclismo da sfiorare l’impresa di portare in città addirittura una tappa del Tour de France.

È allora, appunto, che il figlio Claudio, oggi vicesindaco di Locarno e capodicastero Sport, si emoziona e ammette che «sì, c’è tanta emozione in questo momento. Il papà, oggi 91enne, sa che stiamo organizzando questa cosa, ci tiene i pugni ed è molto felice».

Per la quinta volta in città

È la storia delle persone, che fa spesso la differenza nel riuscire o non riuscire a portare a termine determinati impegni. Quello di Claudio Franscella è iscrivere ancora una volta Locarno nell’albo della rassegna ciclistica nazionale, che già aveva toccato le rive del Verbano nel 1958, nel 2001, nel 2017 e nel 2022.

Martedì sera, dal Municipio, è arrivato il “sì” più importante, come spiega il vicesindaco: «Il collegio ha preso atto del budget intermedio e dato la sua autorizzazione definitiva a proseguire con l’organizzazione. Il gruppo di lavoro che ho l’onore di presiedere è pronto, così come è pronto ad accogliere Locarno fra le città di tappa il direttore sportivo del TdS, David Loosli, una persona squisita che mio papà aveva tra l’altro conosciuto quando ancora Loosli correva da professionista…».

Partenza e arrivo in Largo Zorzi

La data fatidica è il 18 giugno, giorno in cui la carovana, in occasione della seconda tappa dell’edizione 2026, stazionerà a Locarno e da Largo Zorzi partirà per una frazione tutta ticinese e non soltanto locarnese. Il percorso si snoderà infatti da Locarno verso il Luganese, via Piano di Magadino, per poi tornare nel Sopraceneri, salire da Tenero a Contra, poi fiondarsi a Brione e Orselina, toccare Locarno Monti, ridiscendere a Locarno, andare ad Ascona e tornare in centro città, dove sarà allestito un apposito villaggio con molte attività per giovani e meno giovani, sportivi e meno sportivi. «L’opportunità di partecipare al Tour de Suisse come città di tappa è impagabile – aggiunge Franscella –: parliamo di un evento che viene ritrasmesso in tv in circa 100 Paesi. L’indotto d’immagine è quindi notevolissimo, ed è proprio per questo che fra i primi sostenitori di questa iniziativa troviamo l’Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli, rappresentata nel gruppo di lavoro da Benjamin Frizzi e da Alessandro Meschiari». Gruppo di lavoro che, appunto sotto la presidenza di Franscella, si completa con Silvano Stern (ex Comandante della Polcomunale ed esperto di sicurezza per i grandi eventi), Milena Murer (Fondazione Velo Club Locarno), Stefano Lucignano, Nicola Maggetti e Mauro Beffa (tutti del Comune di Locarno), Christian Brusa (vicecomandante Polcom), Marco Maggi (Ente per le iniziative del Locarnese, viste le diverse attività collaterali che si intende proporre) e Luca Pelloni (anch’egli del Comune di Locarno, addetto alla comunicazione).

Il ruolo della Fondazione Velo Club Locarno

«Ottenuto il sì della Città possiamo proseguire con il completamento del quadro dei finanziamenti, che vedrà coinvolti sponsor privati e istituzionali – dice ancora Franscella –. Fra i primi c’è la Fondazione Velo Club Locarno, dove unitamente a me siede ancora anche mio padre. La Fondazione ha già dato una garanzia di intervento finanziario perché fra i suoi obiettivi c’è quello di riportare il grande ciclismo a Locarno. Poi, come detto, c’è il ruolo dell’Otlmv per le questioni legate alla promozione, e ovviamente quello della Città, che parteciperà con un finanziamento, ma anche e soprattutto con la messa a disposizione di prestazioni».

La prossima… tappa, per rimanere in tema, è imminente: il 9 marzo vi sarà un nuovo incontro con Loosli per definitivamente consolidare il progetto. Detto del tragitto previsto, si sa anche che la giornata della tappa prevede al mattino la partenza delle donne e al pomeriggio quella degli uomini. «Ciò che è maggiormente interessante è il “movimento” generato dal Tour de Suisse – prosegue Claudio Franscella –. Oltre alla visibilità mondiale garantita dalle ritrasmissioni tv, un evento simile porta in loco circa 600 persone per due giorni; persone che mangiano e dormono a Locarno. Bisogna anche dire che Locarno… sa come si fa, avendo già a più riprese accolto grandi manifestazioni simili». Il riferimento è alle tre precedenti tappe locarnesi del TdS, ma anche al Tour de Romandie e al Giro d’Italia, che vide Locarno come arrivo di tappa (da Sondrio) nel maggio del 2008 (e in previsione, sempre in ambito sportivo, c’è anche la Coppa del mondo di corsa d’orientamento, che ad aprile, per tre giorni, porterà a Locarno e nella regione più di 250 atleti da oltre 30 Paesi).

Tutti in piedi, arriva il Cannibale

Ulteriore motivo di grandissimo interesse del TdS, tornando alle due ruote, è l’annunciata presenza di Tadej Pogačar, il fuoriclasse sloveno che con le sue imprese da “Cannibale” – così è soprannominato – ha spinto appassionati e addetti ai lavori ad azzardare confronti con i più grandi in assoluto nella storia del ciclismo.

LOCARNO E VALLI

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2026-03-05T08:00:00.0000000Z

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