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Accento, il Tf conferma: ‘Ha ragione Locarno’

Respinto il ricorso della Casinò Lugano Sa, che dovrà versare alla Kursaal circa 9 milioni di franchi per non aver rispettato l’accordo del 2001

di Davide Martinoni

“Les jeux sont faits, rien ne va plus!”. È il caso di dirlo dopo la sentenza con cui il Tribunale federale ha respinto il ricorso luganese e dato ragione su tutta la linea alla Kursaal Locarno Sa in merito alla vertenza Accento, partita all’inizio degli anni 2000 a margine dell’accordo economico-politico siglato a cavallo del Ceneri nel 2001 fra la allora Casinò Kursaal Locarno Sa (ora Kursaal Locarno Sa, proprietaria dello stabile con Teatro e Casinò in Largo Zorzi) e la Società del Teatro e Casinò Kursaal Sa di Lugano (oggi Casinò Lugano Sa). L’obiettivo era garantirsi un mutuo sostegno comunque fossero andate le cose nell’ambito delle concessioni federali per le case da gioco: se una delle due avesse ottenuto una concessione di tipo A e l’altra una di tipo B, la prima si impegnava a versare una cifra annuale riconducibile a un calcolo piuttosto complesso, ma riassumibile nel 25% dell’utile netto, più lo 0,65% degli incassi netti.

Dopo che Berna aveva deciso sulle concessioni, a Lugano spettava dunque onorare i suoi impegni, ma ciò non era avvenuto perché in riva al Ceresio si era preferito fare spallucce, rimangiandosi di fatto quanto pattuito. Così sul Verbano si erano messi al lavoro gli avvocati, che oggi, quasi un quarto di secolo dopo, vedono i risultati dei loro sforzi e la prospettiva di un incasso che tutto compreso si avvicina ai 9 milioni di franchi. Il che ricalca per difetto il supporto straordinario di 8,5 milioni (un prestito da restituire) che nel dicembre del ’25 la Città di Lugano aveva versato al suo Casinò proprio per consentire alla Sa (che è per il 70% di proprietà comunale) di finalmente saldare i conti con i cugini locarnesi.

Da Locarno: ‘Stauffer un signore’

«C’è grande soddisfazione perché il Tribunale federale ha stabilito che avevamo ragione – commenta, raggiunto da ‘laRegione’ il presidente della Kursaal Locarno Sa ed ex sindaco di Locarno,

Alain Scherrer –. Credo che un primo ringraziamento sia dovuto allo studio legale che ci ha accompagnato in questa lunga e complessa vicenda, svolgendo un ottimo lavoro. Inoltre, voglio sottolineare di aver molto apprezzato l’atteggiamento tenuto dal presidente della Casinò Lugano Sa, avvocato Emanuele Stauffer, che si è dimostrato un vero signore».

I circa 9 milioni che finiranno nelle casse della Kursaal riguardano gli anni considerati dalla vertenza (dal 2002 al 2005) più i seguenti fino al 2022 (anno di scadenza della concessione federale) basandosi sugli stessi parametri utilizzati per la prima tranche. Va ricordato che al Tf si era giunti già in una precedente occasione, ma la questione del dovuto effettivo si era complicata a causa delle difficoltà nell’ottenere dalla Casinò Lugano Sa la documentazione contabile necessaria per effettuare i calcoli.

In seguito, nel settembre dell’anno scorso, la seconda Camera civile del tribunale di appello aveva statuito che per determinare il dovuto per il quadriennio 2002-2005 le perdite conseguite dalla casa da gioco sottocenerina negli anni precedenti ogni singolo anno non potevano essere computate nel calcolo delle compensazioni finanziarie a favore della Kursaal di Locarno. Ma contro questa sentenza – più per non lasciare nulla di intentato che per reale convinzione – la Casinò Lugano Sa aveva deciso di ricorrere al Tribunale federale. Perdendo.

Da Lugano: ‘Si chiude un capitolo buio’

Oggi, a bocce finalmente ferme, da parte del presidente Emanuele Stauffer v’è «naturalmente accettazione della sentenza, che per altro non è una sorpresa. Sapevamo che la via del Tribunale federale sarebbe stata difficilissima. La sentenza del TF era stata messa in conto come ipotesi di lavoro, tant’è vero che in questi ultimi mesi i contatti con Locarno sono stati costanti, anche per evitare il ripetersi di una situazione di contenzioso per la seconda tranche del dovuto, riferita al periodo 2006-2022. Quindi già da qualche mese era definito l’ammontare complessivo che avrebbe dovuto essere pagato in caso di soccombenza di Lugano dinanzi al Tribunale federale». Ora, prosegue Stauffer, «il Casinò di Lugano si trova nella condizione di versare senza problemi quanto dovuto (circa 9 milioni); questo grazie alle misure di risanamento adottate a inizio anno. Voglio anche ringraziare la dirigenza della Kursaal di Locarno per la serenità con la quale ha potuto essere gestita questa coda di una vicenda iniziata più di vent’anni fa, in un clima ben diverso». Per l’avvocato ed ex procuratore pubblico c’è di più rispetto alla conclusione di una semplice vertenza giudiziaria: «Con questa sentenza chiudiamo definitivamente un capitolo buio della storia della nostra casa da gioco; quello che avevo da dire in proposito l’ho già detto e non lo vorrei più ripetere. Mi limito a osservare che i problemi, quando si pongono, devono essere affrontati, gestiti e, se possibile, risolti. Ed è quello che a Lugano abbiamo fatto tutti insieme, Casinò e Città». Riguardo alle responsabilità di chi aveva sottoscritto l’accordo con Locarno, decidendo poi di ignorarlo, Stauffer chiosa osservando che «da sempre tendiamo a guardare avanti e oggi, piuttosto che rivangare il passato, preferisco guardare ai risultati della nostra casa da gioco per constatare che anche le cifre rosse appartengono al passato. L’online ci sta dando le soddisfazioni che abbiamo sempre cercato e in cui abbiamo sempre creduto, e il terrestre tiene. È questo che conta oggi. Lo ha saputo realizzare tutta la squadra del Casinò, malgrado la “tempesta Locarno”. Questo spirito mi permette di guardare al futuro con ottimismo e tranquillità».

IL FUTURO DEL TEATRO

‘Diverse ipotesi aperte’ (anche l’abbattimento)

Sul fronte locarnese, 9 milioni più o meno piovuti dal cielo sembrano arrivare come il cacio sui maccheroni, che in questo caso sono lo stabile del Teatro di Locarno, da tempo in odor di ristrutturazione e ampliamento. Nel marzo del 2025 il concorso d’architettura per queste opere era stato vinto dal progetto “Polvere di stelle”, con lo Studio Michele Arnaboldi Architetti di Minusio come capofila di un gruppo interdisciplinare che comprende anche lo Studio d’ingegneria Marcionelli & Winkler + Partners Sa di Locarno e la Theaterplanung GmbH di Baar. Ancora prima, uno studio di fattibilità sugli interventi da prevedere e mettere poi a concorso era stato condotto da un gruppo di specialisti coordinati dalla Bardelli Architetti associati: parlava di un prevedibile investimento “monstre” sui 27 milioni di franchi.

Alla domanda su come cambi lo scenario con l’incasso dalla vertenza Accento, Scherrer risponde in questi termini: «La premessa è che dopo il concorso bandito dalla Kursaal e vinto da “Polvere di stelle” l’iter si era fermato per questioni economiche, ma anche in base ai diversi scenari ipotizzabili per la città. Proprio su questi scenari, che riguardano naturalmente anche la parte strutturale, stiamo facendo dei ragionamenti insieme al Municipio per dare un indirizzo al Teatro, a beneficio di tutta la regione».

Fra questi scenari – notizia non confermata da Scherrer – vi sarebbe, stando a nostre informazioni, anche quello che prevede l’abbattimento dell’edificio e una costruzione ex novo. Questa soluzione, economicamente molto più sostenibile, andrebbe in contrasto con la battaglia combattuta su più fronti (a partire dagli Amici del Teatro) per la tutela della residua “storicità” dello stabile. Va però rilevato che della struttura originaria, risalente al 1902, rimangono oggi ben poche tracce; tutto il resto è stato definito “un disordinato assembramento di diverse architetture”.

LOCARNO E VALLI

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2026-05-20T07:00:00.0000000Z

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