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‘Serve una visione di sviluppo comune’

Il vicesindaco Andrea Rigamonti lascia la politica comunale dopo 21 anni. Si dedicherà al parlamento. Il Consiglio di Stato? ‘Al momento non è un tema’

Di Prisca Colombini

Dopo 21 anni di politica comunale (di cui 14 in Municipio), il 41enne Andrea Rigamonti ha deciso di dire basta. Vicesindaco di Vacallo dal 2020, l’esponente del Plr ha informato mercoledì il Consiglio comunale delle sue dimissioni – effettive da settembre – dovute «all’aumento dei miei impegni professionali, familiari e di Gran Consiglio. Non appena ho sentito che l’entusiasmo per la mia carica di municipale stava venendo meno, mi sono confrontato con il presidente sezionale Angelo Colombo e ho capito che era giunto il momento di lasciare il Municipio, che ha bisogno di persone motivate». Rigamonti continuerà con la sua attività a Bellinzona, dove è appena diventato membro della Commissione sanità e sicurezza sociale; oltre a essere membro della Commissione ambiente, territorio ed energia. L’annunciata decisione del consigliere di Stato Christian Vitta di non sollecitare un nuovo mandato aprirà altri scenari, dopo essere stato il quinto nome sulla lista del 2023? «Da subito ci tengo a ringraziare pubblicamente Vitta per quanto fatto per il nostro Cantone, con grande serietà. Posso dire che è mia intenzione mettermi a disposizione per un nuovo mandato in parlamento – risponde –. Ho scoperto durante il Comitato cantonale dell’intenzione di Vitta di non ricandidarsi. Per quanto mi riguarda, per il momento non è un tema».

‘Sostenitore dell’aggregazione’

Andrea Rigamonti è da sempre «un fervido sostenitore dell’aggregazione». Negli ultimi 15 anni «il Basso Mendrisiotto non ha saputo produrre un progetto di sviluppo regionale – aggiunge il nostro interlocutore –. I Comuni sono tutti amministrati, non spetta a me dire se bene o male, ma ci vorrebbe una visione di sviluppo comune». Quella che c’è stata a Mendrisio «dove sono arrivati laFilanda, il Centro di Pronto intervento e la Supsi»; a Lugano «con il Lac e il nuovo stadio» e anche a Bellinzona «che nei prossimi decenni si appresta a vivere una stagione con oltre un miliardo di investimenti pubblici e parapubblici, nati grazie all’aggregazione». Nel Basso Mendrisiotto «non c’è nulla all’orizzonte ed è un dato di fatto. Le collaborazioni intercomunali sono utili, ma tendono ad allungare i tempi delle decisioni e non sempre riescono a raggiungere i risultati».

‘Essere interpreti del nostro futuro’

Un «chiaro esempio» è quanto accaduto in ambito ferroviario nelle ultime settimane. «Ho appreso con sollievo che non ci saranno licenziamenti e condivido la mobilitazione a difesa dei posti di lavoro. Ma il dato politico è un altro: nel Basso Mendrisiotto abbiamo centinaia di chilometri di ferrovia e metri quadrati di binari inutilizzati: cosa vogliamo farne di questo spazio? Vogliamo che la ferrovia, che sta smantellando la stazione, ce lo restituisca e ci permetta di sviluppare la regione? Finché siamo cinque Comuni che pensano al proprio territorio, sarà oggettivamente difficile sviluppare progetti con posti di lavoro per i nostri giovani. Guardiamo Bellinzona, che grazie ai milioni ricevuti con l’aggregazione, si è comprato lo spazio delle Officine». E, aggiunge, «riflettiamo attentamente sulle parole di Vitta che, intervenendo sul tema, ha auspicato che le Ferrovie mantengano dei posti di lavoro in Ticino, e non solo nel Mendrisiotto». Come granconsigliere «vedo che i progetti ci passano sopra la testa: perderemo le fermate InterCity, diventeremo l’imbuto della Svizzera a livello di autostrada e non siamo più capaci di produrre progetti a carattere regionale. Cosa ci rimane se non unirci: in questo modo potremo finalmente tornare a essere interpreti del nostro futuro». Per esempio Vacallo sta lavorando sull’idea di realizzare un parco urbano attorno alle piscine di Chiasso. «Si tratterebbe di acquistare cinquemila metri quadrati di terreno, oggi in zona artigianale e da tramutare in area verde. Oggi Vacallo non può investire da solo qualche milione di franchi, un Comune più forte potrebbe invece realizzarlo».

‘Procrastinare non cambia nulla’

Inizialmente prevista per quest’autunno, la votazione consultiva per il Basso Mendrisiotto è stata posticipata alla primavera 2027. «L’unica cosa che conta, e che ormai come cittadino mi aspetto, è che si abbia a votare sul tema dell’aggregazione anche perché, a vent’anni dall’ultimo voto, è giusto che sia la popolazione a esprimersi: procrastinare ulteriormente i tempi non cambierebbe assolutamente nulla. In una situazione in continua evoluzione ogni Comune può avere delle situazioni contingenti che modificano, in meglio o in peggio, la sua situazione». Rigamonti intende «sfatare il mito» della situazione finanziaria di Chiasso. «Ogni Comune porta qualcosa: Chiasso ci mette le infrastrutture (sportive, culturali, ricreative), i posti di lavoro, le aziende e la stazione. Una dote piuttosto significativa. Non continuiamo a dire che la situazione è così grave da non poter procedere all’aggregazione».

‘Sempre più fatica a realizzare opere’

Il bilancio in ambito comunale «è molto positivo. Ho tanti interessi personali, che ho dovuto accantonare, ma anche questa passione per la politica che ti permette un contatto quasi viscerale con il tuo paese». Dopo questi 21 anni «a Vacallo si respira sempre un’aria di paese, c’è sempre la prossimità delle autorità verso il cittadino e i suoi problemi, ma devo però ammettere che si fa sempre più fatica a realizzare le opere». Una difficoltà dovuta «anche alla dimensione piccola del Comune e ai limiti finanziari. La situazione finanziaria è comunque buona e la qualità di vita è garantita». I principali successi? «Ricordo il Premio solare svizzero, categoria Comuni, ricevuto nel 2014 a Lucerna per il Gruppo intercomunale di acquisti di pannelli fotovoltaici», ma anche «tante cose semplici come l’area di svago per i cani, la nuova piazza San Simone e il progetto di riqualifica del comparto scolastico, purtroppo oggetto di un ricorso del quale, al di là dei cavilli giuridici, non ho ancora capito il senso politico». Tra i rammarichi, Rigamonti cita subito «la casa anziani. Un progetto molto interessante, ma avevo chiaramente detto che bisognava fare le cose bene... Sono un avvocato, mi occupo anche di diritto amministrativo e avevo visto che c’erano dei problemi giuridici che sono stati confermati dalle sentenze».

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-05-30T07:00:00.0000000Z

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