Per le Medie a Brione manca ‘solo’ l’ok del Cantone
Una risposta del CdS è attesa ancora questa settimana
Di Sascha Cellina
Riapertura della sede di Scuola media a Brione, i numeri e i servizi ci sono (o ci saranno), ora è tutto nelle mani del Cantone. È quanto si evince dalla lettera che il Municipio di Verzasca ha inviato negli scorsi giorni alle famiglie del comprensorio che hanno espresso la disponibilità a far frequentare ai propri figli i primi due anni di Medie in valle, opzione non più percorribile nelle ultime due annate a causa della mancanza di un numero sufficiente di allievi ma che potrebbe tornare una possibilità concreta già a partire da settembre.
Dal sondaggio ai passi concreti
Un traguardo tanto ambizioso quanto agognato dalle autorità vallerane, che avevano rilanciato il discorso a inizio anno attraverso un sondaggio rivolto a circa 300 famiglie del comprensorio scolastico, che oltre a Verzasca comprende anche i Comuni di Cugnasco-Gerra, Gordola, Lavertezzo e Tenero-Contra. Dalle risposte (di 132 nuclei familiari in totale) erano emersi soprattutto aspetti positivi (ad esempio classi meno numerose, un ambiente più raccolto e un accompagnamento educativo più mirato) con alcuni punti interrogativi (oltre alla maggior distanza per chi non vive in valle, il servizio di trasporto e mensa), confermando il forte potenziale educativo – e non solo – dell’operazione e dando ulteriore slancio al Municipio. Quest’ultimo, sostenuto anche dall’Associazione dei Comuni della Verzasca e Piano (Acvvp), aveva quindi interpellato il Dipartimento educazione, cultura e sport (Decs), che da parte sua si era detto aperto al dialogo sottolineando però subito la necessità di garantire, su più anni, tanto la qualità dell’offerta formativa quanto la sostenibilità finanziaria, fattori legati anche a un numero minimo di allievi, ossia dieci.
Quadro pluriennale incoraggiante e adesioni anche da ‘fuori’
Proprio la cifra raggiunta – come si legge nella missiva e come confermatoci dal sindaco Ivo Bordoli – per l’anno scolastico 2026/2027 e che permette a tutta una comunità di continuare a sperare di tornare ad accogliere in valle gli scolari che frequentano i primi due anni di Medie. Da settembre, ma anche e soprattutto negli anni a venire, in quanto “le adesioni raccolte anche per gli anni scolastici successivi permettono di disporre di un quadro pluriennale concreto e incoraggiante, come richiesto dalle autorità cantonali”. Inoltre, “è particolarmente significativo che una parte delle adesioni provenga da famiglie residenti fuori valle”. L’Esecutivo fa notare di aver, sulla scorta di tali riscontri positivi, portato avanti la questione “con determinazione” e “mettendo a disposizione tutti gli elementi richiesti” dalle autorità cantonali per la riattivazione della sede dislocata (rientra, come per Scuole dell’infanzia ed elementari, sotto la direzione di Gordola). In particolare per quel che riguarda il tema del trasporto scolastico, “il Municipio ha approfondito le possibili soluzioni organizzative e ha confermato la propria disponibilità a collaborare affinché, in caso di riapertura, gli spostamenti possano essere organizzati in modo pratico, sicuro e sostenibile”.
Da qui, la convinzione di aver “profuso il massimo impegno e di aver intrapreso, nell’ambito delle proprie competenze, tutti i passi utili e concretamente possibili” e che “i dati raccolti e il lavoro svolto costituiscono una base seria e positiva sulla quale le autorità cantonali possono ora pronunciarsi. La decisione finale compete al Consiglio di Stato”.
Decisione – attesa già da un po’ “nonostante i ripetuti solleciti del Municipio” – che dovrebbe cadere entro la fine della settimana.
LOCARNO E VALLI
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2026-06-23T07:00:00.0000000Z
2026-06-23T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281685441558526
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