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Orchidee tagliate, scatta la segnalazione

Non solo il fiore protetto a livello nazionale, ma anche la battaglia per il prato secco: Valerio Sala chiede maggiore tutela, ma il Municipio risponde ‘picche’

Di Serse Forni

Non è un’area destinata allo svago, eppure viene usata per far volare i droni, per atterraggi con il parapendio o per scorrazzare in sella a una motocicletta o a una mountain bike. Non è neppure una zona per cani senza guinzaglio, ma molti amici a quattro zampe (accompagnati dai loro padroni) la usano quotidianamente in tutta libertà.

Il prato secco all’ex aerodromo di Ascona, inserito nello specifico Inventario federale, è protetto da un Decreto cantonale in vigore dal 6 dicembre 2017. Tuttavia, lo stesso decreto non sembra sortire gli effetti sperati e la situazione sta diventando allarmante. La denuncia arriva da Valerio Sala, consigliere comunale del Gruppo Rosso Verde, che recentemente ha presentato un’interpellanza sul tema, chiedendo al Municipio d’intervenire. Ma il sindaco Giorgio Gilardi, all’ultima seduta del Consiglio comunale, ha risposto “picche”.

C’è di più. Settimana scorsa Sala ha inoltrato una segnalazione al Consiglio di Stato per la distruzione di piante protette a livello nazionale da parte del Patriziato di Ascona, proprietario dei sedimi dell’ex aerodromo. «I fatti sono avvenuti in una striscia di verde che è considerata “area cuscinetto”, a lato della zona protetta – spiega il docente di biologia in pensione e già direttore scientifico delle Isole di Brissago, che nella sua battaglia è affiancato dalla moglie Dorota, ingegnere agronoma –. Abbiamo scoperto che in questa striscia crescono esemplari dell’orchidea protetta “Orchis morio”. Con il Comune, che si occupa della manutenzione, c’eravamo accordati per la loro tutela: in sostanza non è stata tagliata l’erba dove prospera il raro fiore e si è optato per uno sfalcio tardivo nel resto della superficie. Ma il Patriziato, proprietario del sedime, ha poi mandato sul posto due uomini che con il decespugliatore hanno rasato al suolo le orchidee. Abbiamo scritto al governo, affinché prenda provvedimenti».

‘È un’area di svago pubblica, con panchine e cestini’

Sulla vicenda abbiamo interpellato la presidente del Patriziato Rachele Allidi: «Non siamo a conoscenza della segnalazione – afferma –. Qualora ci venisse notificata, avremo modo di prendere posizione. Posso comunque precisare che la striscia verde in questione è un’area pubblica di circa 1’300 metri quadri, da sempre concepita e gestita quale spazio di svago e di incontro per la popolazione. È arredata con due cestini e due panchine ed è liberamente accessibile e regolarmente frequentata, in particolare, soprattutto durante la bella stagione, per passeggiare, sostare o trascorrere momenti all’aria aperta. Chi mangia un panino durante la pausa di mezzogiorno, chi tira due calci a un pallone e chi semplicemente si siede sulle panchine. Come tutte le aree verdi pubbliche del Comune è sottoposta a regolare manutenzione per garantirne sicurezza, ordine e piena fruibilità». Non sottostà al Decreto di protezione del prato secco, aggiunge Allidi, «poiché si trova all’esterno del perimetro e non è pertanto soggetta alle specifiche misure di gestione previste per tali superfici, né rientra nell’ambito di competenza dello studio di consulenza ambientale incaricato dall’Ufficio della natura e del paesaggio». Tornando al prato secco d’importanza nazionale, ricco di specie vegetali e faunistiche, il consigliere comunale Sala aveva chiesto tramite interpellanza, misure di tutela più incisive. In particolare, rifacendosi anche al Decreto di protezione (firmato a suo tempo dal Cantone, dal Patriziato e dal Municipio di Ascona), propone la posa di cartelloni informativi, così come comunicazioni ai cittadini e ai turisti, con indicazioni chiare sui divieti, per sensibilizzarli sul valore dell’area ad alta biodiversità. Ma pure una maggiore sorveglianza e la recinzione, con divieto d’accesso al prato protetto. L’obiettivo è evitare una pressione eccessiva sulla zona, dove gli iniziali due sentieri (nel 1999) sono diventati più di venti e i cani circolano liberi ogni giorno. “Sono vietati l’atterraggio di parapendio e deltaplani, i voli di aeromodelli e droni, ma anche i rampichini e i cavalli. Purtroppo, vengono avvistati diverse volte al giorno, tricicli elettrici e ogni tanto addirittura motociclette, come pure parapendii e droni”. E ancora: “Ci sono pure persone che asportano le piante di orchidee in fiore per trapiantarle nel proprio giardino con effetti negativi, visto che sono necessarie specifiche condizioni del suolo.

Recentemente su meno di un metro quadrato sono state individuate almeno 42 piantine di ‘orchis morio’ completamente calpestate e distrutte dai passanti. Le persone che non rispettano le regole della tutela del prato secco dovrebbero venir multate in applicazione alla Legge cantonale sulla protezione della natura e al suo regolamento. Le multe possono arrivare fino a 20 mila franchi”. Senza dimenticare, per quanto concerne la recinzione, “che la Commissione edilizia di Ascona si era espressa favorevolmente sulla mozione del 2021 per una delimitazione naturale (vegetazione, staccionata) della zona protetta, auspicando pure un potenziamento della segnaletica”.

Alle diverse domande poste da Sala aveva risposto il sindaco Giorgio Gilardi, affermando che la tutela era da considerarsi adeguata e conforme al Decreto. In particolare, è stato posato un cartellone informativo e il Municipio ha chiesto alla Polizia cantonale e a quella comunale di eseguire controlli e multare i contravventori. Per la recinzione, Gilardi si è limitato ad affermare che il proprietario del terreno è il Patriziato, al quale spetta una eventuale decisione in merito. Tesi che non hanno soddisfatto l’interpellante...

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2026-06-24T07:00:00.0000000Z

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