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Estati bollenti, Chiasso ha ‘fame’ di spazi verdi

Il Plr lancia la sfida. E il Municipio intende battere l’afa in città con alcune misure. Presentata una candidatura ad Adapt+ per il comparto delle scuole

Di Daniela Carugati

Una mozione del Plr lancia la sfida: mettere a dimora un centinaio di alberi. E il Municipio si sta dando da fare. Intanto, la regione inizia a fare i conti con la crisi idrica.

Difendersi dalle estati tropicali. Nei centri urbani sta diventando ormai un imperativo categorico. Per fronteggiare i picchi di caldo e le allerte canicola di grado 3 e 4 (con pericolo marcato e forte) occorre attrezzarsi, e non solo con ventilatori e climatizzatori. Guardando al futuro, adattarsi ai cambiamenti climatici significa ben altro, perché a rimetterci è anche la salute pubblica. Il tema, non a caso, è diventato politico, pure a livello cantonale. A Chiasso due consiglieri comunali del Plr, Andrea Mini e Luca Maghetti, hanno deciso di lanciare una sfida al Comune, mettendo sul tavolo una proposta tradotta in mozione: piantare nuovi alberi ad alto fusto, a decine – anzi sino a un centinaio –, in particolare in quartieri come Centro, Boffalora e Soldini. Per reagire a stagioni sempre più bollenti serve, esortano, moltiplicare le superfici a verde. E l’obiettivo, fa sapere il Municipio cittadino nel suo preavviso – di principio favorevole –, appare “condivisibile”, anche se l’orizzonte temporale delineato, due anni, risulta “irrealistico”. Nel frattempo, la cittadina ha mappato e classificato le sue aree verdi. Si è calcolato che ogni abitante ha a disposizione poco meno di 9 metri quadri di verde pubblico, facendo astrazione dalle aree di Seseglio e Pedrinate. Certo Chiasso ha un polmone verde importante nei boschi del Penz, ma chi vive in centrocittà lo vede da lontano. Così nei giorni scorsi il Comune ha pubblicato una lista dei luoghi freschi (una decina) e dei punti d’acqua (11) sul territorio locale.

Parola chiave, depavimentare

L’autorità cittadina la sua volontà di agire, in ogni caso, l’ha già messa nero su bianco all’interno del Pac, il Programma d’azione comunale per lo sviluppo insediativo centripeto di qualità. Lì si è dato forma, infatti, all’intenzione di dotarsi di un Piano del verde, utile a definire delle strategie mirate. Nell’attesa, però, fanno capire Mini e Maghetti, non si può restare con le mani in mano. Occorre aiutare chi vive in città ed è costretto a fare i conti con il fatto di vivere in un’area densamente edificata, dove le temperature, si fa notare, sono sino a 5 gradi superiori rispetto a chi abita in collina a Pedrinate. Per ottenere dei benefici reali, esortano, non resta che depavimentare – in buona sostanza eliminare l’asfalto – e fare spazio a nuove alberature.

Il programma federale, un’occasione

Non è che il Municipio chiassese non ci stia pensando. Davanti alle risultanze dello studio del 2022-2023 sulle isole di calore, si è focalizzata l’attenzione sul comparto delle scuole, per il quale, conferma l’Esecutivo, si è “evidenziata la necessità di depavimentare l’area scolastica”. E qui è venuto in aiuto al Comune il programma federale di finanziamento per l’adattamento ai cambiamenti climatici Adapt+, curato dall’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam), che assicura un sostegno all’attuazione di misure concrete. Così, sentito un consulente esterno, il marzo scorso Chiasso ha presentato la propria candidatura e ora ci si appresta a lavorare a un progetto vero e proprio. Se il dossier farà breccia si potranno avviare gli interventi entro l’anno e portarli a compimento per il 2029. «Al momento siamo nella fase delle idee – ci spiega Rudy Cereghetti, a capo dell’Ufficio tecnico della cittadina –. L’orientamento è quello di concentrarsi sulla zona fra l’edificio scolastico – che ospita elementari e medie, ndr – e le palestre e che include pure la presenza del prefabbricato delle aule speciali delle Medie. L’approccio è quello di desigillare dove possibile, inserendo della vegetazione resiliente ai picchi di afa. In base alle risultanze di questa candidatura procederemo con un progetto, coinvolgendo le stesse scuole e gli studenti e appoggiandoci a un tavolo di lavoro multidisciplinare». L’istituzione scolastica, ci fa sapere Cereghetti, a sua volta ha, del resto, segnalato l’esistenza della problematica. «Certo non sappiamo ancora quale potrà essere la rilevanza finanziaria. Al di là dei contributi federali, registriamo però anche l’interesse a partecipare dell’Ufficio cantonale natura e paesaggio. Verosimilmente gli intenti si cristallizzeranno in una richiesta di credito al Consiglio comunale». In parallelo, ci fa memoria ancora Cereghetti, si sta avanzando con un altro progetto, presentato nell’ambito del Pam5, il Programma di agglomerato di quinta generazione, che prevede la sistemazione del parcheggio di via Fontana da Sagno, creando un marciapiede lungo il lato delle scuole e, dove possibile, mettendo a dimora un’ alberatura; quindi sostituendo l’asfalto con un grigliato. Un’opera che dovrebbe essere realizzata tra il 2028 e il 2031 e che si stima costerà 750mila franchi. Sovvenzionata dalla Confederazione – per circa 150mila franchi –, sul fronte della riqualifica ambientale sarà per intero a carico del Comune. Sempre nel contesto di via Fontana da Sagno, fino al Centro professionale commerciale, c’è altresì l’intenzione, fa presente ancora il capo tecnico, di intervenire nel senso della biodiversità e della problematica delle isole di calore. Allo stesso modo, nel solco del Pam5 ma con diversa tempistica – dal 2028 al 2035 e oltre –, nella lista dei progetti si iscrive una cinquina di opere che include il ‘Parco pubblico del Breggia’ (nel comparto delle piscine) e la sistemazione del nodo di via Dunant e piazza Bernasconi (ma più in là nel tempo).

Le realizzazioni non mancano

Pur consapevole dell’esigenza di far largo al verde, il Municipio locale non nasconde comunque la difficoltà, tecnica, di far mettere radici a nuovi alberi sul territorio comunale, vista la realtà fortemente urbanizzata e di conseguenza l’impegno finanziario richiesto. Qualche esempio tangibile, rivendica l’autorità cittadina, c’è: è il caso del comparto Franscini, con la piantumazione in via Bossi e gli interventi in programma lungo via Franscini e via Lavizzari. Senza contare, si annota, che “è stato attivato un dialogo con i privati per una collaborazione anche sul verde privato, che vedrà i primi risultati sulle sistemazioni esterne, ad esempio in via Lavizzari”. A dare delle “risposte concrete”, poi, si osserva, sono stati pure i piani di riqualifica della parte alta di Corso San Gottardo e il progetto ‘Vivai diffusi’. Anche se la presenza di piante in vaso in vari punti della cittadina, se oggi può rappresentare un segnale di buona volontà per sensibilizzare anche la popolazione, in prospettiva appare insufficiente a fronteggiare estati sempre più roventi.

CRISI IDRICA ‘Evitate gli sprechi’

Ancora non è scattata l’emergenza, ma le elevate temperature delle ultime settimane e la mancanza di piogge iniziano a farsi sentire in più aree della regione. E soprattutto sulle riserve idriche locali. Così dopo gli appelli di Castello e Coldrerio, anche il Servizio Idrico del Basso Mendrisiotto (Sibm) invita la popolazione a limitare i consumi di acqua potabile, proprio per evitare l’aggravarsi della situazione. Oggi l’approvvigionamento nei Comuni del comprensorio è garantito, ma gli acquedotti sono sottoposti a forte pressione a causa dell’elevato fabbisogno estivo, legato soprattutto all’irrigazione di giardini e vigneti, al riempimento delle piscine e ad altri utilizzi non essenziali. Non solo, il livello delle falde e la portata delle sorgenti continuano a diminuire, mentre le previsioni meteo non indicano precipitazioni significative. Sibm e Age Sa fanno sapere, quindi, che se i consumi dovessero restare elevati e la siccità persistere, potrebbero rendersi necessarie misure restrittive. La cittadinanza è chiamata ad adottare comportamenti responsabili e a evitare gli sprechi.

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