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Alloggi, urge andare alla Radice del problema

L’associazione Cooperative d’abitazione approfitta del dibattito sul tema di case e appartamenti di pubblica utilità in città per lanciare l’allarme all’intero Ticino

Di Sascha Cellina

“È urgente andare alla sorgente del problema e l’interesse della politica per il tema dell’abitazione di utilità pubblica è sicuramente un punto di partenza”.

È il pensiero, affidato a una lettera aperta indirizzata al Municipio di Locarno e condivisa in esclusiva con laRegione, di Monique Bosco-Von Allmen, presidente di Cooperative d’abitazione Svizzera - Svizzera italiana (Cassi), che si inserisce nel dibattito generato dalla recente interrogazione (primo firmatario il Plr Simone Merlini) con la quale 21 consiglieri comunali di Locarno appartenenti a tutti gli schieramenti (salvo la Sinistra Unita, con il Ps che ha anzi parlato di un “evidente attacco alla sezione del Ps di Locarno, volto a screditarne alcuni membri”), hanno messo nel mirino la Cooperativa Radice, esprimendo dubbi sui rapporti tra quest’ultima e l’Esecutivo locarnese, nonché su possibili conflitti di interessi attorno in particolare al comparto ex Gas ex Macello.

Un cantone vecchio e vulnerabile

In attesa della risposta da Palazzo Marcacci, BoscoVon Allmen – la cui presa di posizione è sottoscritta anche dalla direttrice dell’associazione mantello Cooperative d’abitazione Svizzera, Caroline Morel – vede l’atto dei consiglieri comunali cittadini quale punto di partenza per “l’indispensabile dibattito su quale politica dell’alloggio serva a Locarno e al Ticino, che porti all’attivazione di una strategia fondata su dati, chiari e condivisi obiettivi e strumenti per definire la modalità di sviluppo e di investimenti”. Questo in un cantone che è “il più anziano della Svizzera, presenta livelli di vulnerabilità economica superiori alla media nazionale e dispone di una quota di alloggi di utilità pubblica tra le più basse. Infatti in Ticino, che si distingue per la quasi totale assenza di una politica strutturata dell’abitazione, gli alloggi di utilità pubblica rappresentano meno dell’1% del patrimonio abitativo, contro una media svizzera di circa il 4%. Nelle città che hanno investito con continuità in questo strumento la quota supera il 20 per cento”.

Una situazione che richiede di “intervenire, perché la nostra società sta invecchiando velocemente, vi sono giovani famiglie che non trovano un alloggio adeguato, anziani costretti a lasciare il quartiere in cui abitano; la situazione economica delle famiglie sta peggiorando, aumentano le richieste di sostegno economico per far fronte ai crescenti costi per l’alloggio; abbiamo un parco immobiliare in larga parte da risanare, è in corso la trasformazione di immobili a reddito in Ppp (Proprietà Per Piani) con il rischio che in futuro non tutti i proprietari saranno in grado di pagare le spese per il necessario risanamento dell’edificio”. Per fare scelte ponderate nella pianificazione, è però “necessario conoscere e intrecciare dati di diversi ambiti (aspetti sociali, costi della sanità, trasporti, inquinamento, posti di lavoro…)” e “i Comuni e il Cantone devono avere l’obiettivo di trovare soluzioni attraverso una attiva politica dell’alloggio e attribuendo chiare responsabilità”. Per farlo, si citano alcuni strumenti, quale ad esempio “l’opuscolo ‘Alloggi a prezzi moderati Un kit modulare per Città e Comuni’ pubblicato dall’Ufab (Ufficio federale delle abitazioni), nel quale viene tra le altre cose spiegata la differenza tra l’aiuto all’oggetto (per la realizzazione di immobili, un investimento che permette di avere alloggi a costi moderati che rimangono tali a lungo termine e che contribuisce a calmierare il mercato) e l’aiuto al soggetto (alle persone che hanno difficoltà a pagare le spese per l’affitto e spese accessorie, non è un investimento ma un costo con effetto solo a breve termine).

Cooperativa valore aggiunto

Quanto al caso specifico della Cooperativa Radice, la presidente di Cassi sottolinea come la sua presenza sul territorio “dovrebbe essere considerata un valore aggiunto per il Comune” e che negli altri cantoni i promotori di alloggi senza scopo di lucro, tra cui anche le cooperative d’abitazione di utilità pubblica, sono partner affidabili con i quali l’ente pubblico collabora attivamente”.

In conclusione, la speranza è quella che lavorando insieme si possano “creare le condizioni quadro affinché in Ticino ci siano molti più alloggi adeguati e accessibili e ci sia un giusto equilibrio tra abitazioni primarie, in cui vivono famiglie che pagano le tasse sul territorio, e abitazioni secondarie”. Anche perché queste ultime “contribuiscono ad aumentare in maniera importante il valore dei terreni rendendo purtroppo sempre più difficile l’accessibilità alla proprietà da parte del ceto medio e sempre di più anche medio-alto”.

LOCARNO E VALLI

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2026-08-13T07:00:00.0000000Z

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