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‘Siamo di fronte a un problema culturale’

Dopo un altro accoltellamento nel centro di Lugano, il sindaco Michele Foletti rilancia: ‘Da soli non possiamo trovare la soluzione a ciò che succede’

Di Daniela Carugati

Ancora delle grida nella notte. Ancora due giovani. Ancora un’arma da taglio, sbucata all’improvviso e che va a segno. Un’altra aggressione violenta, la seconda nello spazio di circa una settimana nel centro di Lugano. E anche in questo caso la vita di uno dei due protagonisti è a rischio: soccorso dalla Croce Verde di Lugano ora si trova in ospedale. Il fatto si è consumato poco prima delle due di sabato, in via Pelli. La vittima dell’accoltellamento è un 19enne afghano, residente nella regione. L’autore è un 20enne cittadino italiano che vive oltreconfine. Il giovane, fuggito dopo aver ferito in modo grave il ragazzo afghano, questa volta non è andato lontano. Identificato, grazie anche all’occhio elettronico delle videocamere puntate sulla zona, è stato fermato dalla Polizia, presente sul posto con agenti della Cantonale e della Comunale di Lugano. Adesso le indagini, coordinate dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri, dovranno fare luce sulla dinamica esatta dell’episodio, sulle responsabilità, ma soprattutto sulle ragioni che hanno armato la mano del 20enne, la cui posizione resta al vaglio degli inquirenti. Al momento, in ogni caso, il giovane si trova a dover rispondere di tentato omicidio, subordinatamente lesioni gravi e infrazione alla legge sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni. Queste le ipotesi di reato mosse nei suoi confronti.

Due casi, il coltello in tasca

Una cosa è certa: a Lugano si è vissuto un nuovo fine settimana assai concitato. Oltre all’accoltellamento le cronache e i verbali di polizia registrano, infatti, un diverbio in piazza Cioccaro finito con una bottigliata (vedi sotto). Torniamo, però, sui nostri passi, alle nottate sul Ceresio. A separare i due fatti di sangue più gravi verificatisi a Lugano, come detto, non c’è che una manciata di giorni. Se sembra definirsi il movente che, nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 agosto, in via Pelloni, ha spinto un 20enne italiano, in carcere fino al 2 ottobre prossimo, ad accoltellare un 24enne iracheno – tra le ipotesi alla lente vi è un impeto di gelosia, del più giovane, per una donna –, sono ancora tutte da chiarire le motivazioni che hanno portato un altro 20enne ad avventarsi sul ragazzo afghano. Non di meno gli episodi mostrano dei punti di contatto, a cominciare, appunto, dalla giovane età degli attori delle due vicende, e dal fatto che alcuni trascorrono le loro serate con in tasca un’arma da taglio. Atteggiamenti che aprono tutta una serie di interrogativi e che alimentano le preoccupazioni delle autorità, che pure vigilano e presidiano la Città. Ecco perché sarà importante delineare i contesti in cui sono maturati questi eccessi di violenza.

‘Mi appello alle istanze superiori’

Quanto è capitato in tempi così ravvicinati restituisce un’immagine della Città che il suo sindaco, Michele Foletti, non vorrebbe vedere. Una Città che, centro di gravità delle serate giovanili per i suoi ritrovi e i suoi eventi, finisce suo malgrado per rendere più visibili certi fenomeni sociali. «Su questi temi non andrebbe interpellato un sindaco bensì un sociologo – esordisce Foletti, interpellato da ‘laRegione’ –. Anche perché siamo di fronte a un problema culturale: a differenza del passato, oggi si esce per fare serata già con il coltello in tasca. È questo il punto e non va bene. Io non voglio che in ogni discussione che nasce in città spunti l’arma da taglio. O che i ragazzi arrivino a pensare che per difendersi bisogna avere un coltello con sé». Cosa è possibile fare? «La società sta cambiando, ma un semplice sindaco o una municipalità non possono risolvere quello che è, appunto, un problema sociale. – ci risponde Foletti –. Serve l’azione di istanze superiori. Anche perché aumentare la presenza di agenti di polizia non è la soluzione. Da parte nostra cerchiamo di fare il possibile; di intervenire con i nostri strumenti e mitigare le situazioni e soccorrere i feriti, ma serve ben altro». E qui il sindaco di Lugano guarda alle altre istituzioni. «Mi rivolgo alle istanze federali e cantonali e chiedo loro di fare una riflessione approfondita su ciò che sta succedendo. Peraltro la problematica non appartiene solo a Lugano, ma anche ad altre città svizzere come Ginevra, Losanna e la stessa Zurigo». Al ragionamento di Foletti non è estraneo, va detto, il riferimento alla realtà migratoria e all’analisi interna della Segreteria di Stato della migrazione (Sem), che risale al 2024 ed è stata rivelata nei giorni scorsi, evidenziando come oltre l’80 per cento dei richiedenti provenienti dal Maghreb sia stato accusato di uno o più reati. Cifre al centro pure di un atto parlamentare della Lega firmato da Stefano Tonini, Mauro Minotti e Stefano Quadri. «Viene da chiedersi cosa voglia fare Berna sulla migrazione non gestita e che lascia queste persone libere nelle strade», argomenta Foletti. Sindaco, restiamo però ai fatti: nei due accoltellamenti le vittime sono un iracheno e un afghano, i responsabili due ragazzi italiani. Insomma, nessun richiedente asilo. «Una eccessiva presenza di richiedenti asilo comunque non aiuta a risolvere il problema», torna a dire Foletti. Anche noi torniamo alle risposte che può dare Lugano. «A più riprese ho detto che è bello che la nostra città sia internazionale e accolga tutti – chiarisce il sindaco –. Vorrei però che si seguissero le regole della buona convivenza, oltre che la legge. Se no Lugano diventerà una città chiusa, di Polizia. E non vorrei arrivare a questo».

Litigano in piazza Cioccaro

Anche qui c’è scappato il ferito. Anche se ‘l’arma’ in questo caso è stata una bottiglia. All’origine di ciò che è avvenuto domenica di buon mattino – non erano ancora le 6.30 – in piazza Cioccaro, sempre a Lugano, vi è una lite tra due persone, una 34enne cittadina kosovara residente nel Bellinzonese e un 20enne del Mendrisiotto. Ad avere la peggio è stato lui. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti nel corso dell’alterco il giovane è stato colpito con una bottiglia a una mano, riportando una ferita che ha necessitato l’intervento della Croce Verde e il suo trasporto in ospedale. Sul posto si sono portati anche agenti della Cantonale e della Polizia della Città. Ora spetterà all’inchiesta di polizia stabilire cosa ha innescato la scintilla del litigio. Al momento alla donna vengono contestate le lesioni semplici qualificate.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-08-24T07:00:00.0000000Z

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