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Intrecciamoci, prima i capelli poi il resto

Dalle trecce allo scambio tra papà: la nuova proposta di creiAmoci vuole offrire uno spazio informale per incontrarsi e condividere le sfide della genitorialità

Di Katiuscia Cidali

Si chiama ‘Intrecciamoci, prima i capelli poi il resto’ e nasce da una costola di Reset, il gruppo di autoaiuto per neogenitori in difficoltà organizzato dall’associazione creiAmoci. La nuova proposta vuole diventare un’occasione di incontro soprattutto per i papà di figlie, chiamati a cimentarsi con trecce, chignon e acconciature varie. Ma l’invito è aperto anche a chi ha figli maschi: confrontarsi con altri padri fa bene e, se nel frattempo si può imparare qualcosa di concreto, tanto meglio.

L’idea nasce da un’esperienza osservata quasi per caso sui social. «Mi sono imbattuta per caso in questi papà in Inghilterra che si trovavano nei bar a fare qualcosa di curioso. C’era qualcuno che spiegava loro come fare le trecce, poi bevevano una birra», racconta Lara Meloni, direttrice esecutiva di creiAmoci, che modererà le serate. Un modello già sperimentato nel Regno Unito e in altri Paesi del Nord Europa, dove quello che potrebbe sembrare un semplice corso di acconciatura si è trasformato in un’occasione per stare insieme.

Una soluzione meno formale per confrontarsi

«Visto che nei gruppi di autoaiuto i papà sono pochi, mi sono detta: perché non provare una soluzione un po’ meno formale dello stare seduti in cerchio a parlare dei sentimenti?», spiega Meloni. E se queste proposte vengono spesso percepite come troppo serie o strutturate la treccia diventa un pretesto, qualcosa che permetta di rompere il ghiaccio senza l’obbligo di affrontare subito temi personali. Ci si presenta per imparare una cosa pratica, si beve qualcosa, si chiacchiera e se viene naturale si parla anche di figli e di genitorialità. Non ci sono temi prestabiliti né una scaletta rigida. L’atmosfera vuole essere informale, ma ci sarà comunque una persona a fare da moderatrice, pronta a favorire il coinvolgimento e a evitare che qualcuno rimanga ai margini.

L’obiettivo insomma va oltre le acconciature. «Quello che manca sicuramente è uno spazio per i papà, ce ne sono ma si può fare di più», sottolinea. Un’esigenza che, secondo chi si occupa di genitorialità, merita maggiore attenzione: «Anche senza pensare alla patologia della depressione postpartum, ci si rende conto che il papà è veramente sotto pressione, in maniera diversa ma in ugual modo alla mamma, proprio per il fatto di diventare genitore e per tutto il percorso della genitorialità». Se l’attenzione alle difficoltà delle madri è cresciuta negli ultimi anni, quella rivolta ai padri resta invece più limitata. «I papà vengono un po’ lasciati da parte, come se non fosse concesso loro lamentarsi», osserva la nostra interlocutrice. Da qui la necessità di un luogo nel quale possano confrontarsi, parlare e sentirsi liberi di raccontare anche le proprie difficoltà, senza il timore di essere giudicati.

Utilità concreta

Al di là del momento conviviale, c’è una necessità molto concreta. Quanti papà si sono trovati alle prese con una figlia che deve andare a ginnastica, a danza o a un altro appuntamento e che ha bisogno di una treccia o di uno chignon? Ecco allora che durante le serate ci saranno due hair stylist, un uomo e una donna, che metteranno a disposizione teste professionali da esercitazione e insegneranno le basi di trecce, chignon e altre pettinature. La proposta potrà inoltre adattarsi ai partecipanti: se ci saranno papà di soli maschi, si potranno affrontare anche acconciature più adatte a capelli corti o lunghi, come code e codini. «L’idea è stata presentata come papà di bambine perché la treccia nasceva un po’ da lì, però sarebbe stato un peccato escludere chi ha solo figli maschi». La formula è semplice e dalle nostre parti rappresenta una proposta ancora poco consueta. E forse proprio la sua semplicità può essere la chiave per far sedere attorno allo stesso tavolo padri che davanti a un gruppo di autoaiuto magari non si sarebbero mai presentati.

Le date degli eventi

Il primo appuntamento è previsto martedì 29 settembre, dalle 19 alle 21, al VeloCafè di Giubiasco. Il secondo si terrà il 3 novembre. Ogni serata è aperta a un minimo di tre e a un massimo di dieci partecipanti e l’iscrizione è obbligatoria sul sito www.creaimoci.org/eventi. L’appuntamento è gratuito, con offerta libera: creiAmoci offrirà il primo drink, alcolico o analcolico, mentre le consumazioni successive saranno a carico dei partecipanti.

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2026-09-03T07:00:00.0000000Z

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