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Violenza domestica, la lotta di Chiasso

I casi sono in crescita. Ai servizi già attivi, da inizio 2027 si aggiungerà Vido+. Negato il sostegno per un progetto di educazione affettiva rivolto agli uomini

Di Prisca Colombini

Verrà attivato con l’inizio del nuovo anno sul territorio di competenza della Polizia comunale di Chiasso il progetto Vido+, l’iniziativa di prevenzione e intervento precoce attiva in Ticino per contrastare il disagio familiare e la violenza domestica prima che degenerino in reati o situazioni d’emergenza. La formazione del personale inizierà a breve. Lo fa sapere il Municipio di Chiasso, rispondendo a un’interrogazione delle consigliere comunali Patrizia Baumgartner e Francesca Bernasconi Bedulli (Us-I Verdi) sul contrasto alla violenza domestica, sessuale e di genere sul territorio comunale. Il progetto “rappresenta un ulteriore passo avanti nella prevenzione e nella gestione delle situazioni di disagio familiare – spiega il Municipio –. Consentirà di intercettare precocemente le situazioni a rischio, prima che possano degenerare in episodi di violenza domestica o in altri reati gravi, con l’obiettivo di comprendere le problematiche alla base del disagio e di offrire alle persone coinvolte un sostegno adeguato nell’affrontare il difficile momento che stanno vivendo”. L’Esecutivo avrebbe voluto fare di più: ha infatti presentato all’Ufficio federale per l’uguaglianza tra donna e uomo la richiesta di un finanziamento di 110mila franchi su tre anni per un progetto di educazione affettiva rivolto agli uomini, con l’obiettivo di “ridurre drasticamente” gli episodi di violenza e domestica e di genere. La risposta è però stata negativa. “Nonostante il progetto sia stato ritenuto molto interessante, la Confederazione ha rifiutato il sostegno perché il suo impatto, limitato al territorio comunale, sarebbe stato troppo circoscritto”.

Interventi in aumento

I numeri forniti dal Municipio indicano che Chiasso non è estranea a denunce e segnalazioni di violenza domestica. Nel 2025 gli interventi sono stati 68 (a fronte dei 41 del 2024 e dei 50 relativi al 2023). Di questi, 6 sono stati perseguiti come reati d’ufficio; ci sono stati 4 allontanamenti volontari, 1 uomo è stato allontanato (con decisione d’ufficio), 1 donna è stata allontanata con decisione d’ufficio (provvedimento assente nei due anni precedenti); 1 ricovero è stato coatto e nessuna persona è stata incarcerata (nel 2024 erano invece state 2).

Le antenne di prossimità e quanto già introdotto

Chiasso è comunque già “particolarmente attiva”. Vido+ andrà ad aggiungersi “all’importante impegno nel sostegno alle vittime di violenza domestica, sessuale e di genere” già sviluppato negli anni. “Un lavoro di prevenzione e sensibilizzazione con ricadute che si estendono all’intero Basso Mendrisiotto”. Sono ormai vent’anni che i Servizi sociali rafforzano progressivamente la loro presenza sul territorio “attraverso l’apertura di antenne di prossimità nelle quali, alle attività formali e strutturate, si affiancano attività informali e iniziative a carattere aggregativo e relazionale”, come per esempio i corsi di cucito e attività dedicate al benessere personale presso il Calicantus. Grazie alla presenza capillare dei Servizi sociali sul territorio, “è possibile raggiungere anche le fasce di popolazione più difficili da intercettare. I nostri operatori sono inoltre sempre pronti a fornire una consulenza specifica e, se necessario, indirizzare le persone agli assistenti sociali o agli organi preposti”. Per contrastare i reati violenti e a tutela delle vittime, nel corso degli anni “sono stati sviluppati numerosi servizi”. Come esempio, l’Esecutivo cita la scelta di organizzare i corsi di italiano direttamente con personale del Comune. Una scelta dettata principalmente dalla volontà di cogliere per primi eventuali piccoli segnali di sofferenza, che possono così essere accolti e rielaborati con figure di riferimento già conosciute dall’utenza e altamente formate”. Questo, precisa ancora il Municipio, “permette di abbattere sin da subito pregiudizi e diffidenza, due elementi centrali nella rinuncia della vittima a esporsi”.

A questo si aggiunge la collaborazione “molto stretta” tra Polizia, scuole e servizi sociali che “consente di combinare al meglio le competenze specifiche, fornendo la migliore risposta possibile a chi ne sente il bisogno”. Il Comune collabora “strettamente” anche con i progetti attivi a livello cantonale. Anche l’introduzione del numero nazionale 142 “è valutata in maniera molto positiva”. La nuova campagna “non sta avendo un impatto significativo sul lavoro quotidiano dei nostri servizi: già prima della sua introduzione esistevano ottimi rapporti di collaborazione tra gli operatori comunali e gli enti cantonali specializzati”.

LUGANESE / MENDRISIOTTO

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2026-09-28T07:00:00.0000000Z

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