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‘Vivere in valle’, l’unione fa la forza

Verzasca, Alta Vallemaggia, Centovalli e Onsernone mettono in comune energie, conoscenze e progettualità per arginare lo spopolamento delle zone periferiche

Di Sascha Cellina

«Non siamo quattro repubbliche separate, ma territori che affrontano sfide comuni e scelgono di collaborare». Parole quelle di Alessandro Speziali, coordinatore del Masterplan Verzasca 2030, che unite al nome dato al progetto, “Vivere in valle”, fanno intuire tanto la genesi quanto l’obiettivo dell’iniziativa promossa dai Comuni della Verzasca, Alta Vallemaggia, Centovalli e Onsernone, in collaborazione con le antenne territoriali di riferimento.

Un progetto che parte da un dato oggettivo e giocoforza preoccupante per le realtà periferiche: lo spopolamento delle valli non riguarda soltanto il numero di abitanti, significa meno bambini nelle scuole, meno servizi, meno attività economiche e paesi che rischiano di perdere vitalità. Ed è proprio per provare a contrastare questa tendenza che è nato “Vivere in valle”, che si inserisce nel solco delle raccomandazioni dello studio 4 Valli, pubblicato nel 2022 e che analizza proprio le criticità demografiche delle valli del Locarnese. Non da meno, l’iniziativa è coerente con le strategie di sviluppo territoriale delle rispettive vallate, orientate alla promozione della residenzialità accanto al turismo sostenibile e alla valorizzazione del patrimonio storico e naturalistico. In sostanza, i territori promotori compiono un passo comune per attirare nuovi abitanti, favorire l’insediamento di famiglie e professionisti e sostenere il recupero degli immobili esistenti.

Una radiografia di immobili e terreni

A proposito di passi, il primo previsto è una radiografia delle opportunità presenti nelle quattro aree: conoscere, in altre parole, il numero e la tipologia dei beni disponibili, o potenzialmente disponibili, per la vendita o l’affitto. Il censimento riguarda case e appartamenti, rustici ed edifici da ristrutturare, terreni, locali commerciali, artigianali e professionali, ma anche garage, depositi e altri spazi utilizzabili. Sulla base dei dati raccolti, verranno pianificate le tappe seguenti, in particolare la creazione di una piattaforma di promozione della residenzialità condivisa dalle valli del Locarnese e il lancio di una campagna di marketing territoriale coordinata… «Il passaparola rimane prezioso, ma da solo non basta. Una banca dati condivisa permette di conoscere meglio l’offerta e ampliare le possibilità di trovare una soluzione. Chi non trova un oggetto adatto in una valle potrebbe trovarlo in quella vicina».

Per raggiungere il maggior numero possibile di proprietari, un pieghevole informativo è giunto nelle scorse settimane a tutti i fuochi del Locarnese. La segnalazione, spiegano i promotori, richiede pochi minuti e non comporta alcun obbligo di vendita o affitto, ma soltanto la disponibilità a essere eventualmente ricontattati. È utile segnalare anche beni da ristrutturare o la cui disponibilità futura è ancora da valutare. Si può partecipare entro il 15 novembre compilando il formulario su vivereinvalle.ch, accessibile anche tramite il codice qr sul pieghevole. In alternativa, il formulario cartaceo può essere richiesto all’Antenna Vallemaggia (Palazzo Patriziale, 6678 Lodano).

Marketing territoriale

Per Speziali, il progetto rappresenta «una base concreta per i prossimi passi. Una singola misura non risolve il problema dello spopolamento – per quello portiamo avanti con ritmo altri progetti come il Verzasca Mobile, il coworking, il nuovo punto vendita Coop e il campeggio di Brione, il Centro sport e tempo libero di Sonogno ecc, così come al contempo lavoriamo su altri livelli quali ad esempio l’infrastruttura stradale, mobilità, eventi, spazi artigianali e riqualifiche territoriali –, questo censimento costituisce però una base conoscitiva fondamentale per capire quali opportunità esistono e calibrare il passo successivo, ovvero una vera e propria campagna di marketing territoriale».

In questo senso, «alcuni proprietari hanno già manifestato interesse a mettere a disposizione le proprie proprietà. Il censimento serve proprio a far emergere queste disponibilità, comprese quelle che oggi non compaiono nei normali annunci immobiliari».

Perché l’interesse ad andare a vivere in valle è reale… «Dopo poche ore dalla presentazione del progetto, ho già ricevuto messaggi di persone interessate a trasferirsi. Ed è significativo che la prima richiesta riguardasse Sonogno, proprio in cima alla valle. È solo un primo segnale, ma mostra che anche le località più discoste possono essere una scelta desiderata».

Per abitare, ma anche per lavorare e creare… «È importante conoscere anche la disponibilità di locali professionali, artigianali e commerciali. Un piccolo spazio può diventare il punto di partenza di un’attività: sappiamo quante imprese hanno preso avvio da un garage negli Stati Uniti, ma abbiamo anche esempi vicini, come la Verzaschella, bevanda prodotta con siero di latte e ingredienti naturali, nata a Sonogno e oggi venduta in tutto il Cantone». Le valli scelgono così di attivarsi insieme, mettendo in comune energie, conoscenze e progettualità attraverso un’iniziativa in cui il contributo dei proprietari rappresenta il punto di partenza per trasformare spazi oggi inutilizzati in nuove possibilità di residenza, lavoro e vita, rilanciando il proprio futuro.

LOCARNO E VALLI

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2026-10-23T07:00:00.0000000Z

2026-10-23T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281685441833959

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