Municipio da 7 a 5? ‘Molto difficile’
L’Esecutivo cittadino risponde a un’interrogazione della Destra e lambisce (scegliendo di non sbilanciarsi) la mozione Zanchi per l’aumento dei compensi
Di Davide Martinoni
Difficile immaginare, per mille motivi, una diminuzione dei municipali da 7 a 5. Ma una riflessione va fatta sul carico di lavoro che grava sulle spalle di ogni singolo membro dell’Esecutivo e anche sui compensi fissati a Regolamento comunale, che secondo il Municipio “rappresentano un minimo necessario affinché la funzione possa essere svolta in modo adeguato, tenuto conto della natura di milizia dell’incarico”.
Un tempo pieno a 65mila franchi
Ed è proprio qui – prendendo spunto dalla recente risposta all’interrogazione di Frano Dragun e Kevin Pidò (Lega-Udc-Indipendenti) riguardante l’ipotesi di diminuire da 7 a 5 i municipali di Locarno “destinando così un maggior salario pro capite a ciascuno e aumentando contestualmente il grado di occupazione” – che casca l’asino. Perché da una parte abbiamo appunto impegni e responsabilità oggettivamente notevoli (da parte di tutti e in particolare del sindaco, che è impegnato praticamente a tempo pieno) e dall’altra “paghe” insufficienti, proprio a partire da quella percepita da Nicola Pini: solo 65mila franchi all’anno. Il suo omologo di Lugano ne incassa il doppio (circa 133mila, e 65mila vanno ai municipali), mentre 95mila è il compenso del sindaco di Bellinzona.
Sul tema degli emolumenti, si ricorderà, una mozione era stata presentata nell’ottobre del ’24 dall’ex municipale (e oggi anche ex consigliere comunale) degli Indipendenti Pierluigi Zanchi e controfirmata da Stefano Lappe e Vanessa Singy (Plr), nonché dai centristi Barbara Angelini Piva, Simone Beltrame, Yvonne Ballestra Cotti e Mauro Belgeri. Proprio in base alla sua esperienza in Municipio Zanchi quantificava in 365 incontri, eventi e sedute l’anno il suo impegno nella stanza dei bottoni e proponeva di aumentare a 100mila franchi il compenso del sindaco, a 70mila (dagli attuali 39mila franchi) quello del vicesindaco e a 55mila (da 32mila) quello dei municipali, più un raddoppio delle diarie per le sedute di Consiglio comunale e nelle commissioni e per le stesure dei rapporti. La mozione è attualmente sotto esame commissionale. Tornando alla risposta all’interrogazione, il Municipio sottolinea che la mole di lavoro di ogni membro “è considerevole, poiché comprende un elevato numero di incontri istituzionali, riunioni operative, momenti di coordinamento all’interno del proprio Dicastero e attività di rappresentanza connesse al Municipio, oltre che “naturalmente, il tempo necessario per approfondire temi e incarti del proprio Dicastero o all’ordine del giorno della seduta municipale”. Si tratta, considera, “di un impegno costante e significativo, che si sviluppa in modo continuativo nel corso dell’anno e che va ben oltre le sole sedute settimanali dell’Esecutivo, e che porta con sé un notevole carico di responsabilità anche personali”. L’ipotesi di ridurre i municipali a 5 non è mai stata tematizzata, risponde la Città, “né a fini organizzativi, né tantomeno finalizzata ad aumentare il salario pro capite e il grado di occupazione”. Il fatto di non tematizzarla “non è casuale, ma si inserisce in una visione consolidata del funzionamento delle istituzioni comunali, fondata sul modello di milizia, che continua a rappresentare un elemento qualificante della governance locale e della partecipazione democratica”.
‘Un impegno continuo, lungo tutto l’anno’
Immaginando comunque un’eventuale riduzione, il Municipio la ritiene parecchio problematica: “Un intervento di questa natura comporterebbe inevitabilmente una profonda riorganizzazione dei Dicasteri, del carico di lavoro e della distribuzione degli incarichi per i municipali. L’attività del municipale va ben oltre la sola partecipazione alla seduta settimanale: si tratta di un impegno continuo, articolato sull’intera settimana e lungo tutto l’anno. Già la sola preparazione della seduta del martedì richiede un investimento significativo di tempo e responsabilità. Entro il venerdì a mezzogiorno, ogni municipale deve esaminare e validare i rapporti del proprio dicastero; poche ore dopo, l’intera documentazione viene resa disponibile a tutti i membri, che dedicano i giorni seguenti a un’analisi approfondita delle trattande. Il processo prosegue con il pre-voto del lunedì sera e culmina nella seduta del martedì pomeriggio. Questo sistema, strutturato, dimostra come il carico di lavoro sia già oggi particolarmente elevato per la sola seduta municipale (per un complessivo di almeno un giorno di lavoro). Il dato di oltre 4’000 trattande iscritte all’ordine del giorno dall’inizio della legislatura testimonia in modo eloquente la complessità e il volume dell’attività svolta”. Insomma, partendo da qui “una riduzione del numero dei municipali, in un sistema di milizia, non rappresenterebbe una semplice razionalizzazione, bensì determinerebbe un inevitabile sovraccarico per i membri rimasti, con il rischio concreto di indebolire la qualità del processo decisionale, aumentare la pressione individuale e compromettere l’efficacia complessiva dell’azione dell’Esecutivo”. Non va inoltre dimenticato il tema della rappresentatività: “Un Esecutivo da sette membri permette di avere al proprio interno maggiori sensibilità, sia di pensiero, sia territoriale (specie in una Città composta da più quartieri molto diversi fra loro), sia professionali, sia di età, sia di genere”. Infine, richiesto di un parere sulla proposta di aumentarsi il salario, il Municipio dice di ritenere “opportuno astenersi dall’esprimere una posizione nel merito” poiché vi è “la volontà di garantire alle commissioni incaricate di redigere i rapporti sulla mozione la massima autonomia operativa, nel pieno rispetto delle prerogative istituzionali, e senza alcuna interferenza”.
LOCARNO E VALLI
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2026-06-02T07:00:00.0000000Z
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