L’ex agente scarcerato a maggio, ma nuovamente arrestato
Nel frattempo sono emersi indizi di ulteriori reati
Uscito di prigione a maggio, l’ex agente di una Polizia comunale del Locarnese detenuto dallo scorso 22 luglio con l’accusa di aver commesso atti sessuali ai danni di fanciulli è già tornato dietro le sbarre. A confermare alla Regione la notizia è il Ministero pubblico, che spiega come “l’imputato era stato scarcerato su decisione del Gpc (Giudice dei provvedimenti coercitivi, ndr) con l’adozione di misure sostitutive. Recentemente sono emersi indizi di ulteriori reati per cui è stato nuovamente disposto il suo arresto. Quest’ultima misura restrittiva è stata ora confermata dal Gpc (per tre mesi)”. Nessun accenno alla natura e alla gravità dei nuovi crimini, che secondo nostre informazioni sarebbero però sempre legati – seppur di minor entità – allo stesso ambito che aveva portato all’arresto dell’uomo, sulla quarantina. Va comunque considerato che in regime di misure sostitutive al carcere (ad esempio semilibertà o arresti domiciliari) gli “sgarri” tollerati sono praticamente nulli. L’uomo, lo ricordiamo, secondo quanto emerso nell’inchiesta coordinata dal procuratore pubblico Luca Losa, avrebbe commesso abusi sessuali nei confronti di un ragazzo, oggi maggiorenne. Una vicenda avvenuta al di fuori della cerchia familiare dell’agente. La vittima aveva ricevuto attenzioni (e a quanto pare anche parecchio denaro) quando aveva solo 11 anni e per un periodo di due, tre anni. Gli inquirenti hanno però dovuto verificare e approfondire anche altri episodi, risalenti a molti anni prima e probabilmente di minore gravità: l’accusato, che allora aveva attorno ai 18 anni, avrebbe preso di mira alcuni ragazzini per dei “giochi” ritenuti perlomeno poco opportuni. L’inchiesta era partita in seguito alla segnalazione fatta direttamente dal personale medico che aveva preso in cura il figlioletto dell’agente per presunti maltrattamenti. In relazione a quell’episodio l’uomo era stato interrogato e la polizia gli aveva sequestrato il telefono cellulare. Un apparecchio elettronico sul quale erano stati rinvenuti messaggi e immagini compromettenti, che
avevano portato gli inquirenti ad arrestarlo con l’accusa di atti sessuali con fanciulli. Dopo diverse proroghe della carcerazione preventiva (concesse dal Gpc su richiesta del pp Losa), a dicembre si era passati a un regime di espiazione anticipata della pena per l’ormai ex agente (che avrebbe ammesso almeno parte dei fatti e che è patrocinato dall’avvocato Marco Masoni), nel frattempo licenziato dal Municipio del Comune per il quale lavorava. Da notare infine come la perizia psichiatrica alla quale era stato sottoposto indicava un rischio di recidiva e quindi la necessità per l’uomo – secondo il perito pienamente capace di intendere e volere al momento dei fatti – di sottoporsi a un trattamento ambulatoriale.
LOCARNO E VALLI
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2026-07-07T07:00:00.0000000Z
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