‘Una persecuzione e nove anni di sofferenza’
Ad agosto il Tf ha definitivamente prosciolto il presidente della Sav Arturo Rothen dall’accusa di incendio colposo per il rogo del 2017 alla Soveltra
Di Sascha Cellina
«Dopo una vita dedicata al lavoro, alla famiglia e al volontariato, ho dovuto convivere per quasi nove anni non soltanto con la mia sofferenza, ma con quella di tutti i membri della mia famiglia e degli amici più cari, subendo diffamazioni e calunnie via social, insinuazioni mediatiche e altri soprusi».
È lo sfogo di Arturo Rothen, lo storico presidente della Società Alpinistica Valmaggese che ha deciso per la prima volta di esprimersi pubblicamente dopo che il Tribunale federale lo scorso agosto ha messo la parola fine – confermando il suo proscioglimento da ogni capo di accusa – al procedimento giudiziario relativo al furioso incendio che il 2 ottobre 2017 distrusse quasi completamente la Capanna Soveltra, nel Comune di Lavizzara. Le fiamme divampate dal sottotetto a causa – si scoprì in seguito – di un difetto di costruzione della canna fumaria, divorarono la struttura posta a 1’530 m e ricavata da un vecchio stallone dell’alpe edificato nel 1927 dal Patriziato di Prato Vallemaggia, poi ceduto in diritto di superficie (in scadenza nel 2027) alla Sav, che lo aveva trasformato appunto in capanna, inaugurata nel 1999 e gestita fino al rogo del 2017, nel quale fortunatamente nessuno rimase ferito.
Dalla condanna all’assoluzione
«Il 2 ottobre 2017, dopo aver raggiunto l’età del pensionamento, la Capanna Soveltra è stata distrutta pressoché interamente da un incendio causato dal fuoco acceso da tre persone presenti, che si è esteso alla canna fumaria – ricorda Rothen, che dal canto suo quel giorno non era presente in quota –. A causa di un presunto difetto di costruzione sono stato sin da subito l’unico imputato per incendio colposo. Le tre persone presenti in loco, non sono invece mai state accusate di alcunché. Già nella primavera 2018, l’avv. Marco Broggini (mio difensore e che ringrazio di cuore per avermi accompagnato con la sua competenza in tutti questi anni), aveva presentato al magistrato inquirente una circostanziata istanza di abbandono del procedimento. Il procuratore pubblico Moreno Capella ha per contro emanato un decreto di accusa a mio carico per il reato di incendio colposo. A seguito della mia opposizione, la Pretura penale ha poi confermato la mia colpevolezza (era stato condannato in prima istanza nell’ottobre 2021 dalla Corte presieduta dalla giudice Elisa Bianchi Roth, ndr). L’appello presentato dal mio legale contro questa decisione è stato accolto e gli atti sono stati ritornati alla Pretura penale per un nuovo processo, al termine del quale sono stato prosciolto da ogni accusa (a ribaltare la sentenza in seconda istanza nell’aprile 2024 era stata la giudice Elettra Bernasconi). Il procuratore pubblico ha inoltrato ricorso contro questa assoluzione, che è poi stato respinto dalla Corte di appello del Canton Ticino (a inizio 2025, presidente Giovanna Roggero-Will). Non ancora soddisfatto, il magistrato in questione ha presentato ricorso al Tribunale federale contro questa sentenza, che nell’agosto di quest’anno lo ha finalmente rigettato, senza nemmeno averlo intimato preventivamente al sottoscritto per le proprie osservazioni».
In sostanza, il Tf ha ritenuto infondato il ricorso in quanto non è stata dimostrata la premessa secondo la quale uno specifico controllo (era emerso che la capanna, nonostante 20 anni di utilizzo, non aveva ricevuto l’abitabilità) avrebbe permesso di identificare il difetto all’origine dell’incendio. E ha così come detto messo fine a una vertenza lunga quasi un decennio… «Secondo me nel mio caso vi è stata una clamorosa violazione del principio di celerità, che impone alle autorità penali di avviare procedimenti senza indugio, e soprattutto di portarli a termine senza ritardi ingiustificati. A tale proposito ritengo che i cittadini ticinesi abbiano constatato innumerevoli esempi in cui a dipendenza di chi sia l’accusato questo principio sacrosanto viene rispettato rigorosamente, oppure viene violato senza alcun ritegno».
Oltre a ciò, «sono stato costretto ad anticipare costi legali ingenti (fortunatamente ora lo Stato mi rifonderà a questo titolo più di 30mila franchi)», ma soprattutto il valmaggese si sente «vittima di una vera e propria persecuzione da parte del procuratore pubblico. A tale proposito ricordo che in Ticino i partiti propongono una rete di commissioni e sottocommissioni ad hoc che designano determinate figure, le quali mi chiedo alla fine che interessi tutelino. A mio avviso si impone con urgenza una drastica modifica della procedura di nomina».
Un nuovo alloggio alpino per tutti
Detto del calvario giudiziario e personale che per quasi un decennio Rothen (e le persone a lui vicine) ha dovuto affrontare, il numero uno della Sav mette l’accento sulla Capanna, una delle più frequentate della regione (si trova ai piedi del Pizzo Campo Tencia) fino al rogo, peraltro avvenuto a pochi anni da una ristrutturazione che l’aveva portata a disporre di una cucina a gas e legna, servizi igienici, una sala per seminari da 40 posti e 22 posti letto. Da notare come i lavori di ricostruzione, iniziati solo nel giugno 2025 anche a causa delle lungaggini processuali – l’assicurazione attendeva la conclusione della vertenza per versare la totalità del mezzo milione di franchi previsto, ossia circa la metà della cifra preventivata per la ricostruzione –, sono ancora in corso… «Il procedimento penale ha ritardato per anni la ricostruzione della capanna, considerato che l’assicurazione dello stabile si è limitata a versare qualche acconto in attesa dell’esito del medesimo. Questi anni persi sono andati a discapito della valle e della gente, e hanno comportato anche un aumento considerevole dei costi di ricostruzione». La riapertura è prevista nel luglio del 2027 «con una festa alla quale inviteremo i volontari, le ditte e chi ci ha sostenuto in questo percorso. Sarà una bella emozione, in questi nove anni ho tenuto duro anche per arrivare a questo giorno e veder rinascere un alloggio alpino per tutti».
LOCARNO E VALLI
it-ch
2026-09-19T07:00:00.0000000Z
2026-09-19T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281689736717007
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