Dal ‘caffè sospeso’ a un nuovo modello digitale di solidarietà
WeSherpa, primo circuito basato sull’economia ‘sospesa’
Di Ciro Forni
Un ‘caffè sospeso’ al bar o in uno dei negozi della regione. È questa l’idea solidale di WeSherpa, una startup svizzera che ha conquistato il Comune di Chiasso. «Abbiamo deciso di sostenere l’iniziativa, in primis perché sembrerebbe essere la logica prosecuzione di ‘Frequenze’, un progetto nato a Chiasso con l’intento di assistere le persone in difficoltà con una rosa di attività culturali», spiega Davide Dosi, capodicastero Educazione e socialità. «Quando abbiamo visto questo progetto, abbiamo pensato che fosse un mezzo per aiutare concretamente chi vive nel nostro territorio. Penso che questa opportunità possa essere complementare alle altre associazioni già attive in loco, con possibili ripercussioni anche sul mercato locale».
Per Pierfranco Sofia, Ceo e fondatore del progetto, si tratta di «un principio semplice: qualcuno dona in un negozio e qualcun altro può acquistare beni essenziali a un prezzo ridotto, dimostrando che la solidarietà digitale può essere parte della vita quotidiana, integrata nei nostri gesti più semplici». L’iniziativa, a vocazione sociale, ha avviato dal 29 ottobre un test sul territorio ticinese e ha registrato una cinquantina di elargizioni da venticinque donatori, con un ventaglio eterogeneo di attività del Luganese e del Mendrisiotto che hanno aderito, come lavanderie, ristoranti, scuole di danza. Una rete in crescita, accolta con spirito di partecipazione dagli esercenti, che vedono nel progetto un modo concreto per rinsaldare i legami con il territorio.
Come funziona?
I clienti possono lasciare dei crediti digitalizzati, che restano nella cassa degli esercizi commerciali, destinati all’acquisto di beni primari nei negozi partner (alimentari, farmacie, di prodotti scolastici o servizi essenziali). Questi ultimi sono tracciati nell’applicazione che consente ai beneficiari di localizzarli e utilizzarli nel punto vendita, scegliendo cosa acquistare. Beneficiari che devono essere certificati da due enti sociali del territorio, l’Associazione l’Orto di Muzzano e l’Associazione Frequenze di Chiasso. Le donazioni possono essere realizzate anche da remoto, per questo si parla di “circuito”, perciò anche una persona che non frequenta i negozi fisicamente oppure un’impresa for profit, che ad esempio vuole ridurre il suo imponibile fiscale a fine anno, può donare. In questi casi i crediti non sono elargiti in un esercizio specifico, ma sono ripartiti secondo un algoritmo fra tutti i partner.
«Fare inclusione finanziaria, è anche dare un’opportunità commerciale, è qualcosa di molto potente», sottolinea Sofia; e conclude: «A differenza del Tavolino Magico e di altre iniziative, le persone beneficiarie hanno la dignità di poter scegliere dove acquistare il bene, riappropriandosi della propria libertà di consumo». Per questo il Ceo parla di ingegneria sociale, perché si tratta di un circuito di pagamento trasparente che vede coinvolti diversi enti, pronti a collaborare per generare un impatto locale: i donatori, i negozi, gli enti sociali, i beneficiari, le imprese for profit e non profit. Poi aggiunge: «Crediamo anche nella possibilità di avere un modello ibrido tra l’economia for profit e quella non profit», questo perché il progetto vuole scardinare le disuguaglianze finanziarie con un modello ibrido i cui obiettivi economici e l’impatto sociale procedono di pari passo.
Quattro aspetti cruciali
Il primo è la località: è un sistema suddiviso per comunità locali, in questo caso il Ticino, e la persona che dona sa che l’impatto economico rimane in questa regione, supportando la sua comunità. Il secondo è l’efficienza: il 100% della donazione è redistribuito e i crediti sono indirizzati esclusivamente all’acquisto di beni e servizi essenziali. Il terzo punto è il tema della trasparenza: una volta effettuata la donazione presso un negozio partner la si può vedere istantaneamente sull’applicazione, grazie al tracciamento pubblico. Quindi l’esercizio in questo modo non può gestire i soldi delle donazioni, diversamente da come previsto. Il quarto aspetto riguarda la circolarità del funzionamento del progetto, in cui ogni attore ha un ruolo preciso: il donatore si fida ed effettua la donazione, che viene incassata dal negozio; su questi crediti, l’esercizio versa una piccola percentuale per far parte del circuito. Il beneficiario, a sua volta, deve acquistare un bene di valore leggermente superiore alla donazione, in modo da generare anch’egli un impatto economico e permettere al negozio di guadagnare anche quando libera la donazione, peraltro evitando così una possibile deriva puramente assistenzialista. Il test proseguirà fino a giugno, per raccogliere dati utili al perfezionamento della piattaforma, con l’obiettivo di estendere il modello ad altre città. Per ulteriori informazioni: wesherpa.ch.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-01-05T08:00:00.0000000Z
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