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Obbligo di agenti privati nei bar ‘arbitrario e sproporzionato’

Reclamo al Municipio da parte di sette esercizi pubblici

“Si auspica l’annullamento della decisione entro termini brevi”. Sono infine sette gli esercizi pubblici di Bellinzona che hanno aderito al reclamo inoltrato ieri al Municipio contro l’intimazione della Polizia comunale – ai locali che durante il periodo del Carnevale Rabadan si trasformano in discoteca – di assumere almeno due agenti di sicurezza privati. Reclamo che, oltre a chiedere l’annullamento della decisione per i reclamanti, contiene – come ha anticipato a ‘laRegione’ l’avvocato Marco Garbani – anche una controproposta. Ovvero quella di fornire alle autorità i nominativi dei dipendenti, del gerente o del gestore e dei loro sostituti, presenti nel locale per garantire l’ordine nel periodo in questione. Ricordiamo che da parte sua il municipale Mauro Minotti (capodicastero Sicurezza) ha da un lato rilevato come la comunicazione non sia stata ideale e dall’altro ha affermato che la Città è in ogni caso disposta a valutare caso per caso per trovare una soluzione condivisa, invitando gli esercenti a contattare la Polcom. E “la disponibilità a trovare soluzioni alternative coerenti” è anche manifestata nel reclamo.

Ad aver stizzito alcuni esercenti è stata proprio l’intimazione – ricevuta con una lettera datata 23 dicembre da parte della Polcom – di dover assumere almeno due agenti di sicurezza privati per poter rimanere aperti durante gli orari di apertura della Città del Carnevale. Un’intimazione che, stando ai reclamanti, non considera la capienza del locale e nemmeno se in passato vi siano già stati disordini o meno. Inoltre tale decisione, se confermata, in taluni casi potrebbe comportare “spese (almeno) triplicate”, si legge nel reclamo nel quale si stimano costi di 7’950 franchi per assumere due agenti privati. Si tratta insomma di una decisione “sproporzionata, soprattutto per i piccoli locali che si vedrebbero confrontati con spese di migliaia di franchi senza valido motivo”, visto che finora si erano sempre organizzati autonomamente senza registrare disordini.

Nel ricorso si fa pure notare che nella Legge cantonale sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione è prevista la possibilità per un Municipio di ordinare a esercizi pubblici di organizzare a loro spese un servizio di sicurezza. Ma solo “in caso di ripetute violazioni della quiete e dell’ordine pubblico”. Stando ai reclamanti, l’intimazione della Polcom “è dunque arbitraria”, visto che negli scorsi anni, negli esercizi pubblici in questione, non è “mai stato appurato il caso di ripetute violazioni”. Anzi “non ve ne sono state del tutto”.

BELLINZONA E VALLI

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2026-01-13T08:00:00.0000000Z

2026-01-13T08:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281694031167664

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