laRegione

Ghigliottina in Borgo sulla lingua del re

Il comitato della Pro Risotto sostituisce il sovrano senza spiegargli il perché. Il sindaco: ‘La politica non c’entra, decisione del tutto autonoma’

di Davide Martinoni

Sostituito il sovrano del Carnevale che nei suoi discorsi ha urtato qualche sensibilità. Il sindaco: ‘La politica non c’entra’. Ma ha introdotto l’arrivo dei futuri regnanti.

Se non è un intrigo di corte, poco ci manca. E come si addice alle rivoluzioni – anche quelle minori – la prima testa a cadere è quella del re. Esattamente questo è successo ad Ascona, dove dopo 16 anni di apprezzato regno al servizio dei suoi sudditi, il Re Patrizio Condidoo in carica, al secolo Gerry Sciaroni, è stato costretto ad abbandonare il trono. Il motivo, fatto strano che alimenta le domande, non è noto, perché il comitato del Carnevale (la Pro Risotto) non ha motivato la sua scelta né con il diretto interessato, né con la stampa curiosa (noi). Non risponde il presidente Luca Flaschmann, né gli altri membri di comitato, per i quali la decisione di esautorare in tronco il re in carica, per intronare al suo posto il più giovane Mattia Nessi, può dunque anche non avere un perché.

La chiamata di metà dicembre

Ma andiamo con ordine. Un bel giorno di dicembre Re Condidoo viene raggiunto non da un messo a cavallo come si addirebbe al suo rango, ma da una chiamata telefonica. All’altro capo del filo c’è il presidente della Pro Risotto, che dopo i convenevoli viene al dunque, informando il suo interlocutore che il trono, dal 2026, non sarà più suo. Sciaroni, che in quel momento è solo Gerry perché ancora non indossa il suo pregiato mantello regale, cade per così dire dalla torretta, perché tutto si aspetta a due mesi dal Carnevale, meno che sulla sua testa piombi idealmente una ghigliottina. A ‘laRegione’ lo conferma lui stesso: «Posso dire che in effetti a metà dicembre ho ricevuto una chiamata con cui mi si informava che in occasione del Carnevale 2026, in programma come sempre il Martedì Grasso, il re non sarei più stato io. Peccato, ho pensato, perché non era mia intenzione smettere e avrei anzi continuato molto volentieri, magari anche con qualche novità che mi stava frullando in testa. Purtroppo, alla mia richiesta di chiarimenti, chi era al telefono non è stato in grado di motivare la scelta. Non nascondo che la cosa, per come è stata gestita, mi ha fatto male».

Una verità parziale

L’aspetto curioso è che poco tempo dopo un portale informativo ha dato la notizia dell’addio di Sciaroni mascherandolo da scelta sua: secondo il sito, il re avrebbe semplicemente deciso di farsi da parte per lasciare il trono ad altri. Ma si trattava evidentemente di una storia modellata sul quieto vivere, mentre tutt’altro che quieto è l’animo del re esautorato, vista la mancanza di una qualsiasi giustificazione. Successore di un grande Re Condidoo asconese come Silvio Patà, Sciaroni ha regnato ad Ascona per oltre tre lustri dopo aver ricoperto la medesima carica a Losone, nei panni di Re di Goss, per un decennio. Come a Losone, anche ad Ascona Sciaroni si è fatto conoscere e apprezzare per dinamismo, istrionismo e creatività. Memorabili alcuni suoi discorsi, perché con ironia e sarcasmo, come si addice all’arte della satira, toccavano temi particolarmente sensibili legati al vivere quotidiano e alla comunità di Ascona, ma anche alla gestione politica del Borgo, che come tutti sanno è a maggioranza assoluta liberale radicale, tanto da occupare entrambe le poltrone più importanti: quella di sindaco (con Giorgio Gilardi) e, da due anni a questa parte, anche quella di vicesindaco (con Michela Ris).

Pupù e tritacarta

Si diceva dei discorsi del re (e non parliamo del bel film con Colin Firth): l’ultimo esempio, per non andare lontano, risale proprio all’edizione 2025, quando Condidoo aveva preso in giro l’autorità per presunte criticità causate dai troppi “ricordini” dei cani che si trovano disseminati nei vicoli del Borgo, nonché sulla gestione delle operazioni di pulizia. Si dice che il fatto di aver affrontato quel tema proprio mentre i sudditi mangiavano il risotto… non era stato digerito da tutti. Oltretutto, nello stesso discorso il re si era chiesto dove fosse finito il tritacarta comunale, riferendosi ovviamente alla ben nota questione delle schede elettorali finite in striscette e coriandoli (in tema di Carnevale).

A questo proposito, il sindaco Giorgio Gilardi commenta che «la politica non c’entra» con la decisione di pensionare un re per nominarne un altro: «Il comitato della Pro Risotto prende le sue decisioni autonomamente, senza l’ingerenza della politica: ci mancherebbe. In merito al discorso reale dello scorso anno posso però dire che ci sono state molte lamentele sui toni, sul linguaggio e sul modo di trattare i temi citati, nonché sulla lunghezza dell’intervento di re Condidoo. Tutto lì. La satira è un’arte, ma allora che arte sia per davvero».

Lo sponsor del nuovo corso

Per altro, qualche elemento aggiuntivo merita di essere citato. Il primo riguarda la tempistica del “licenziamento” del re in carica: se è vero che il discorso sulla pupù dei cani ha indispettito tanto gli asconesi da determinare un cambio di sovrano, non si capisce perché dal Martedì Grasso 2025 al 15 dicembre dello stesso anno un eventuale malcontento non sia sfociato in alcuna decisione. Tanto più che il 30 ottobre il re in carica era stato invitato alla tradizionale panettonata dei collaboratori indetta della Pro Risotto, alla quale tra l’altro aveva preso parte anche il sindaco. Niente e nessuno aveva ventilato al re che stava per diventare ex. Inoltre, v’è da considerare un incontro tenutosi il 24 novembre fra presidente e segretaria della Pro Risotto con Mattia Nessi e Fallon Ciapini – i futuri regnanti – e lo stesso sindaco Giorgio Gilardi. «È vero – conferma il sindaco –, ero presente, ma unicamente come intermediario: Nessi e Ciapini mi si erano proposti con un nuovo progetto per rilanciare il Carnevale di Ascona e io avevo favorito l’incontro con la Pro Risotto. Ma non era previsto che i due sarebbero diventati re e principessa». Ma se non era in programma un cambio di regnanti, allora perché non coinvolgere immediatamente Sciaroni nel nuovo progetto? Nessi, nuovo Re Condidoo, da noi raggiunto smorza i toni: «Di un nuovo Carnevale si parlava da tempo e noi avevamo portato la nostra disponibilità. Qualora si fosse deciso lo status quo, amen. A quanto ne so la politica non c’entra e mi spiace per l’amico Gerry se ci è rimasto male».

Novità nella novità: con il nuovo Re Condidoo (che è anche presidente dell’Associazione regnanti della Svizzera italiana) entra a corte la prima donna della storia del Carnevale asconese. Si tratta appunto di Ciapini, in arte Principessa Condidì, sorella del sovrano e non moglie, perché Condidoo era e resta celibe, come tradizione vuole. Ciapini che tra l’altro già ben conosce il Borgo, essendo compagna di vita di Matteo Rampazzi, municipale (anche lui Plr) di Ascona.

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