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Piscine e Maxibasket, Caprara a tutto campo

Il punto sul cantiere del Centro natatorio con il direttore del Cst: ‘Tempistica e costi rispettati’. Sull’evento estivo: ‘Preventivi da fare con attenzione’

Di Davide Martinoni

Dalle grandi manovre attualmente in corso sul cantiere del Centro natatorio al Centro sportivo nazionale per la gioventù di Tenero emergono due notizie: tempistica e costi verranno presumibilmente rispettati. Il che significa impianto ultimato a giugno 2027 e apertura a settembre; e, dal punto di vista economico, 100 milioni di franchi per la parte attualmente in costruzione (quella delle vasche interne) e per la piscina olimpica esterna. L’impegno è nelle mani dell’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica, con i progettisti dello studio COOPI di Zurigo.

Bixio Caprara, direttore del Cst, lo sviluppo dell’involucro suggerisce la clamorosa portata dell’intervento. A che punto siamo?

Al momento si sta ultimando la posa della carpenteria del tetto, il che permetterà la progressiva chiusura completa della struttura. L’obiettivo è arrivare nel giugno del ’27 a ultimare l’impianto, per iniziare poi con la fase di test di funzionamento, che richiederà almeno un paio di mesi. Stiamo parlando infatti di una struttura con varie installazioni tecniche piuttosto complicate: due vasche (una olimpica e una da 25 metri), più una vasca-fiume per gli allenamenti controcorrente. Il tutto con circuiti di trattamento dell’acqua separati, che dovranno appunto essere debitamente testati per ottenere la garanzia di condizioni igieniche e sanitarie perfette. L’obiettivo è aprire il Centro natatorio (parte interna) nel settembre del ’27, rinunciando così già da quella stagione fredda al pallone pressostatico.

I contenuti?

Invariati. Al coperto avremo una vasca principale di 51,5 metri per 25 (51,5 metri perché c’è un ponte mobile di un metro e mezzo che permette di dividere la vasca in due, per cimentarsi sulle distanze brevi) per 10 corsie da 50 metri o 20 da 25 metri. La profondità è di 3 metri, come una tipica vasca olimpica, ma una quindicina di metri sarà mobile per facilitare lo svolgimento di altre attività in acqua. Un’altra caratteristica interessante sono le pareti laterali dello stabile, completamente apribili: parliamo di facciate di 6,5 metri di altezza per una sessantina di metri di lunghezza, in corrispondenza della vasca olimpica. Quando non ci saranno sarà come essere all’esterno. Poi vi sarà la vasca per il programma olimpico dei tuffi, profonda 5 metri e larga 25, che potrà essere utilizzata anche come vasca corta per le gare di nuoto, con 8 corsie. Lo stabile di servizio avrà al piano terra la vasca-fiume; al primo piano gli spogliatoi per i gruppi, al secondo la sala pesi e spogliatoi per gli sportivi d’élite, la parte per le analisi delle prestazioni, la diagnostica sportiva e le postazioni di lavoro per gli allenatori; e all’ultimo piano la zona rigenerazione con saune e idromassaggi.

Poi arriverà la parte esterna.

Esatto, con inizio del cantiere a fine ’27, per un altro paio d’anni. Sono previsti un’altra vasca olimpica, sempre di 51,5 metri per 25 (con ponte mobile) e un trampolino per l’allenamento estivo dei “freestyler”, nell’ambito del loro Centro nazionale di Swiss Ski, che avrà la sua appendice invernale ad Airolo. Nella sua totalità il Centro natatorio, sede anche del Centro nazionale di prestazione di Swiss Swimming in cui si allena Noè Ponti, servirà per allenamento, formazione e competizione, non dimenticando le numerose società locali come la Nuoto sport Locarno e le “finestre” dedicate al pubblico, ma senza fare concorrenza al Lido di Locarno, che ne ha uno diverso.

Restando al Cst, recentemente ne abbiamo scritto in relazione a un mancato utilizzo delle palestre durante il Mondiale di Maxibasket della scorsa estate. Secondo gli organizzatori, quel mancato sostegno infrastrutturale, con il mancato appoggio finanziario da parte della Confederazione (da cui si attendevano 300mila franchi), sembrano aver concorso a determinare il buco finanziario che si sta cercando di far rientrare. Come direttore del Cst e direttore supplente dell’Ufficio federale dello sport come risponde?

Che sono rimasto colpito e dispiaciuto nel sentire determinate esternazioni. Sembrerebbe quasi che le responsabilità per un preventivo fatto in modo errato possano essere attribuite alla Confederazione o al Centro sportivo di Tenero. In realtà le cose stanno in modo molto diverso.

Ce lo spieghi.

La doverosa premessa è che mi tolgo il cappello di fronte a chi si è messo a disposizione per organizzare un evento come il Maxibasket, assolutamente degno di rilievo e che merita grande rispetto. Tuttavia, c’è una base legale che regola eventuali sussidi da parte della Confederazione. Il principio è fissato dall’articolo 17 della Legge sull’incoraggiamento dello sport, laddove dice che vanno sostenuti gli eventi internazionali che promuovono lo sport di prestazione. Ma il Maxibasket, per quanto meritevolissimo, non lo è: è sport amatoriale. Chiedere è lecito, ma bisogna prima verificare che i requisiti siano rispettati. In questo caso, evidentemente, non è stato fatto con sufficiente attenzione.

Poi però veniva lamentato anche il mancato sostegno infrastrutturale del Cst; sostegno che se concesso “avrebbe permesso di ridurre in modo significativo i costi”.

L’uso delle nostre infrastrutture è comunque e in ogni caso a pagamento. Nello specifico veniva richiesto per 10 giorni l’uso di palestre triple in un momento di alta stagione in cui il Centro sportivo è già fortemente occupato dall’utenza prioritaria del Cst, ossia da giovani di tutta la Svizzera che partecipano a corsi sportivi. Era purtroppo impossibile andare incontro alle esigenze del Maxibasket. Ripeto: l’invito a chi organizza eventi è informarsi bene sui parametri laddove vengano richiesti supporto o contributi, senza dare nulla per scontato. Se no rischiano di arrivare le sorprese.

LOCARNO E VALLI

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2026-03-04T08:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281694031269077

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