La prima camera del nuovo Grand Hotel
Allestita e certificata secondo i criteri di ‘The Luxury Collection’ di Marriott, segna un simbolico ritorno alla ‘vera’ albergheria 21 anni dopo
«L’impegno è stato importante perché stiamo parlando di un “5 stelle”; di conseguenza, le richieste di Marriott per rilasciare la certificazione che si voleva ottenere erano giustamente molto severe. Se escludiamo qualche piccolo accorgimento che andrà apportato sui dettagli, ciò che siamo stati in grado di presentare ha dunque ottemperato i criteri di qualità richiesti. Ne siamo, ovviamente, molto soddisfatti». In questi termini ha ricordato la recente certificazione Marriott (come “The Luxury Collection”, ovverosia l’apice della piramide del lusso del celebre marchio alberghiero) della “camera campione” allestita al Grand Hotel Locarno di Muralto. Il fatto particolare è che tutt’attorno alla suddetta stanza il regime rimane quello di un cantiere aperto. Cantiere di cui Madonna è il responsabile in quanto direttore operativo di Artisa Group per la Svizzera francese e i progetti speciali.
Riccardo Madonna
Certamente simbolico è stato eccome, il momento del pollice alzato da parte della delegazione di Marriott, perché 21 anni dopo la chiusura – avvenuta a fine 2005 – e sorvolando sui quasi due decenni di speranze finite regolarmente in niente, il Grand Hotel torna finalmente ad assumere le sembianze di un albergo in attività, ancorché solo in forma ridotta e parziale. Se proviamo però a immaginare un’estensione della stessa immagine sulle 110 stanze previste, allora il profilo del futuro “5 stelle” prende sostanza.
Intanto, la “camera campione” è ovviamente emblematica dello “standing” di cui potrà fregiarsi la struttura a partire dal maggio 2027, quando riaprirà ufficialmente i battenti (tra l’altro giusto in tempo per concelebrare gli 80 anni del Locarno Film Festival). Mostrando la stanza in anteprima a “laRegione”, Madonna ha ricordato l’impegno riposto da chi se n’è occupato, dovendosi giostrare fra le esigenze del marchio (Marriott), della futura gestione (Arabella) e della proprietà (la famiglia Artioli). «La buona notizia è che la squadra che si è occupata dell’allestimento di questa prima camera del nuovo corso ha risposto alle aspettative. Da lì potremo dunque progressivamente replicare nelle altre 109 camere (di diverse tipologie) che saranno il cuore dell’albergo».
‘Essere locarnesi qui’
A questo proposito, proprio di cuore ha voluto parlare Madonna riferendosi all’intera “operazione Grand Hotel”: «Credo che sia un aspetto che sta facendo la differenza. Vista l’entità dell’investimento (oltre all’acquisto dello stabile, si è sempre parlato di un impegno economico attorno agli 80 milioni di franchi, ndr) era inevitabile che il Grand Hotel venisse rilevato da qualcuno che ci tiene veramente come la famiglia Artioli. Allo stesso modo, da locarnese, ritrovarmi a coordinare questo grande cantiere con le sue molte sfaccettature è per me un privilegio incredibile. Il significato di questa struttura per tutta la regione lo posso misurare nella curiosità dei conoscenti rispetto a ciò che diventerà. Il risultato finale sicuramente non tradirà le aspettative, ma anzi credo che le potrà superare».
Il Grand Hotel Locarno accoglierà i suoi ospiti attraverso la storica pensilina accuratamente restaurata (al momento si trova smontata all’interno del parco sottostante l’albergo). Ospiti che una volta entrati troveranno, al piano terra, la zona ricezione con il grande salone principale (anch’esso restaurato per valorizzarne gli affreschi e gli stucchi allegorici), nonché due sale per conferenze e seminari da un centinaio di posti ognuna. Importante sarà ovviamente, per il “5 stelle”, il segmento gastronomico, che si svilupperà al primo piano interrato con due ristoranti: quello principale di carattere mediterraneo e un secondo “fusion” asiatico. Ancora al piano “-1”, unitamente alla cucina, ci sarà la zona fitness con i suoi attrezzi da palestra. Un ruolo centrale nell’offerta alberghiera lo avranno le grotte al piano “-2” (altezza parco), dove oltre alla zona per gli eventi verranno realizzate una piscina interna e tutto il complesso per il benessere, con saune, bagno turco, area relax e trattamenti vari. La piscina esterna sarà invece costruita nel parco, la cui completa ridefinizione comprende la messa a dimora di piante a medio e alto fusto. Sempre nel sottosuolo, ma sul fronte nord (sotto via Sempione) ci sarà il parcheggio dotato di “parklift” e in grado di accogliere fino a 120 auto. Detto dei contenuti, rimane il contenitore. Parliamo di una struttura costruita fra il 1874 e il 1876 (su progetto dell’architetto Francesco Galli), quindi in piena Belle Époque; il che rende tra l’altro interessante il dialogo fra il Grand Hotel restaurato e la valorizzazione degli spazi pubblici del centro urbano prevista a Locarno da Largo Zorzi a Piazzetta Remo Rossi, intesa proprio secondo il modello urbanistico di 150 anni fa.
Restaurato l’antico lampadario di Murano
Affrontata e risolta nel corso dei mesi una serie di imprevisti per lo più dovuti alla vetustà dell’edificio, ciò che scaturirà dal cantiere sarà una copia molto fedele all’originale; questo, anche grazie alla stretta collaborazione instaurata fra Artisa Group e la Società ticinese per l’arte e la natura (Stan), che ha seguito da vicino tutte le fasi di progettazione prima e di cantiere poi. Un elemento interessante è la sostanziale conferma dell’architettura interna, con le iconiche scalinate (e i corrimano originali) che ritroveranno l’antico splendore. Emblema della “nuova luce” data al Grand Hotel sarà il lampadario di Murano, restaurato in Laguna con tutti i suoi 800 chili di cristalli.
LOCARNO E VALLI
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2026-03-24T07:00:00.0000000Z
2026-03-24T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281694031309181
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