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Chiuso un anno positivo, focus sui grandi progetti

Assemblea delle Officine idroelettriche della Maggia

Red.Loc.

“La produzione idroelettrica si conferma un pilastro essenziale per un approvvigionamento elettrico sicuro, sostenibile e competitivo in Svizzera, in un contesto europeo e globale segnato da volatilità dei prezzi e tensioni sui mercati energetici”. Lo fanno sapere, in un comunicato stampa, le Officine idroelettriche della Maggia Sa (Ofima) che venerdì scorso, a Locarno, hanno tenuto la propria assemblea annuale. “Un passo decisivo è stato l’inserimento della riserva idroelettrica nella Legge sull’approvvigionamento elettrico, elevandola da ordinanza a norma di legge e rafforzando il ruolo strutturale della sicurezza energetica. Parallelamente, l’atto sull’accelerazione mira a semplificare e velocizzare le procedure autorizzative per nuovi impianti e ampliamenti, limitando i ricorsi a due istanze e introducendo termini di 180 giorni per le decisioni. Il Parlamento ha inoltre trovato un compromesso sul diritto di ricorso per i progetti prioritari: mantenuto a livello cantonale, ma escluso a livello federale”.

Per Ofima, “la realizzazione di nuovi progetti e di ampliamenti continua a rappresentare non solo una sfida tecnica, ma anche economica e ambientale. Nonostante i rilevanti contributi di sostegno, l’economicità di tali progetti – in particolare per l’ampliamento delle capacità di stoccaggio e per i grandi progetti alpini – resta insufficiente. Allo stesso tempo, le aspettative della politica e dell’opinione pubblica sono chiare: l’energia idroelettrica deve contribuire alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico e i progetti prioritari devono essere realizzati in tempi ragionevoli”.

Progetto di ampliamento Sambuco e altre opere di rilevanza

“A livello cantonale è emersa con chiarezza la volontà di procedere con l’innalzamento della diga del Sambuco, in alta Valle Lavizzara. Il progetto è stato al centro anche in un incontro formale tra i vertici di Ofima e il Consiglio di Stato del Cantone Ticino, avvenuto il 17 gennaio 2025, durante il quale le parti hanno ribadito l’importanza di questa iniziativa, destinata ad avere ricadute positive sul territorio: sul piano economico e sociale, così come in termini di sviluppo turistico e di ritorno d’immagine per la regione". L’incontro con il Consiglio di Stato è stato soprattutto l’occasione per affrontare il tema della riversione degli impianti idroelettrici della “Maggia 1”, decisa dal Gran Consiglio ticinese nel giugno 2021. È stato designato il Comitato operativo Cantone-Ofima che seguirà le numerose questioni aperte e definito il calendario delle trattative di riversione. L’obiettivo condiviso è garantire un processo di riversione ordinato e strutturato, che consenta agli attori coinvolti di preparare adeguatamente le diverse fasi della transizione. Per il rinnovo degli impianti e per ampliamenti sono stati investiti complessivamente 11,4 milioni di franchi, mentre alla manutenzione corrente sono stati destinati altri 15,5 milioni di franchi. Tra i cantieri principali svolti nell’anno in esame figurano l’avvio dei lavori di risanamento della condotta forzata dell’impianto di Robiei, che si protrarranno per 4 inverni, il proseguimento del rinnovo della tecnica secondaria della centrale di Cavergno, la conclusione dopo 5 anni di lavoro della stessa attività per le unità di produzione della centrale di Verbano e il rinnovo del sistema centrale di telegestione degli impianti. In merito al progetto d’innalzamento della diga del Sambuco, che include anche la modernizzazione della centrale di Peccia e l’ampliamento dell’omonimo bacino e che viene portato avanti in coordinazione con Cantone e Aet, è stato eseguito il progetto definitivo, che porterà nel corso del 2026 all’inoltro alle autorità cantonali della richiesta di autorizzazione a costruire.

Produzione d’energia in leggera flessione

“Dopo che l’anno precedente, come conseguenza di abbondanti precipitazioni, si è registrata la terza miglior produzione dall’inizio dell’esercizio degli impianti nel 1955, nell’esercizio 2024/25 le centrali Ofima hanno segnato una produzione leggermente inferiore, generando 1’413,6 milioni di chilowattora (kWh), il 7,5% in più della media pluriennale”. Per ciò che attiene invece ai costi di produzione, “nell’esercizio 2024/25 gli azionisti di Ofima, fra cui anche il Cantone Ticino, hanno ritirato l’elettricità erogata nelle centrali a un costo di produzione per kWh di 5 centesimi. Al Cantone Ticino sono stati versati, come nell’anno precedente, canoni d’acqua per un importo di 21,2 milioni di franchi. Il fatturato complessivo generato ammonta a 80,5 milioni di franchi". Segnaliamo, per concludere, che i conti sono stati approvati dagli azionisti.

LOCARNO E VALLI

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2026-04-01T07:00:00.0000000Z

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